POS Senza Partita IVA: Guida per Privati, Hobbisti e Associazioni (2026)
POS senza Partita IVA? È possibile! Scopri i migliori modelli per privati, hobbisti e B&B. Leggi la guida completa.
Fonte immagine: Pexel.com
Gli hobbisti, le associazioni e i privati senza partita IVA che svolgono attività occasionali hanno la possibilità di attivare un POS per accettare pagamenti elettronici in tutta comodità e nel rispetto delle normative, scegliendo tra diverse varianti disponibili in commercio, prodotte da aziende come Axerve, SumUp, MyPOS e Nexi.
Nella maggior parte dei casi, si tratta di POS mobili per privati da utilizzare sia in una postazione fissa che in movimento. I costi sono competitivi, e sono incluse tutte le funzioni tipiche di un terminale di pagamento.
Nella nostra guida illustreremo come si utilizza un POS senza partita IVA, come richiedere l’attivazione e quali sono le spese da sostenere.
Vedremo anche i migliori POS senza partita IVA del 2026, selezionati in base a costi, funzionalità, facilità di attivazione e qualità dell’assistenza clienti.
- POS senza Partita IVA: come funziona
- Confronto POS Senza Partita IVA
- Axerve Easy POS mini
- Sumup Solo Lite
- MyPOS Go 2
- Nexi Mobile POS
- Come richiedere e usare il POS
- Aspetti Fiscali per Privati e Associazioni
- Come scegliere il POS giusto in base alle tue esigenze
- Pro e Contro
- Criteri di selezione: perché abbiamo scelto questi 4 POS
- Conclusione
POS senza Partita IVA: come funziona
È possibile utilizzare il POS anche senza partita IVA, purché l’attività rientri nei canoni del lavoro autonomo occasionale. Per certificare il compenso, basterà rilasciare al cliente una ricevuta d’acquisto specifica per collaborazioni sporadiche.
La ricevuta sostituisce la classica fattura, e deve contenere sia i dati del committente che del prestatore, nonché la descrizione dell’attività svolta. L’importo si indica al lordo della ritenuta d’acconto, pari al 20% e a carico del cliente.
La normativa prevede che le prestazioni siano sporadiche e non continuative, per cui non si possono emettere più prestazioni allo stesso cliente. Inoltre, gli importi non possono superare i 5.000€ netti all’anno; superata la soglia, bisogna aprire la partita IVA.
Chi può avere un POS senza P.IVA?

Non ci sono requisiti particolari per avere un POS senza partita IVA, purché si svolga un’attività saltuaria e si rispettino gli obblighi previsti dalla legge.
Di conseguenza, i POS sono utilizzabili da privati che vendono a mercatini o eventi, hobbisti senza partita IVA e lavoratori autonomi come babysitter, giardinieri o insegnanti che fanno ripetizioni, insieme ad attività come B&B occasionali.
Soluzioni come SumUp senza partita IVA permettono infatti di accettare pagamenti con carta anche senza un’attività strutturata.
Nella maggior parte dei casi, basta collegare il terminale allo smartphone o al WiFi, seguire le procedure di configurazione e iniziare ad incassare, senza dimenticare di emettere la ricevuta.
Confronto POS Senza Partita IVA
Tra i migliori POS senza partita IVA ci sono Axerve Easy POS Mini, SumUp Solo Lite, MyPOS Go 2 e Nexi Mobile POS.
Parliamo di terminali compatti, economici, facili da configurare e con commissioni chiare e trasparenti. Vediamoli subito.
Axerve Easy POS mini
💶 Prezzo terminale:Gratis
💰 Canone:17€ o 22€ + IVA al mese*
💸 Costi di attivazione:Bollo 16€
📲 App obbligatoria:Sì
🔋 Batteria:2.300 mAh
☎️ Sim Card:Sì
🖨️ Stampante integrata:Sì
📟 Touch screen:Sì
🔌 Tipo di ricarica:Micro USB
💳 Tecnologia pagamento:NFC, Chip, Banda magnetica
📦 Dimensioni:176 x 78 x 57 mm
Pagamenti accettati:

Axerve Easy POS Mini è uno dei migliori POS per hobbisti senza partita IVA, ideale anche per mercatini e B&B occasionali.
Si tratta di un dispositivo con schermo full touch e SIM con traffico dati più tecnologia WiFi, ideale per accettare pagamenti senza collegarsi allo smartphone.
Tra le caratteristiche più apprezzate, ci sono:
- dashboard per monitorare le transazioni;
- compatibilità con Mastercard, Visa, Bancomat, Maestro, Discover e wallet digitali;
- assistenza gratuita 7 giorni su 7;
- accredito in 1 giorno su qualsiasi conto.
Il design compatto e il peso di 151 grammi permettono di portarlo ovunque, per cui è ideale anche per consegne veloci. Oltre alle ricevute cartacee, si possono inviare ricevute via SMS o via e-mail per ridurre lo spreco di carta.
Il prezzo è di 80€ + IVA, mentre le commissioni sono dell’1% (2% per il circuito Discover). A ciò si aggiunge un’imposta di bollo di 16€, necessaria per l’attivazione del servizio.
- Compatibile con i principali circuiti di pagamento
- Accredito su qualsiasi conto corrente italiano
- Commissioni dell’1% sui pagamenti
- SIM con traffico dati più WiFi
- Assistenza gratuita 7 giorni su 7
- Imposta di bollo di 16€
- Prezzo del terminale un po’ alto
Sumup Solo Lite
💶 Prezzo terminale:34€ + IVA (44€ con base di ricarica)
💸 Costi di attivazione / installazione:0€
📲 App obbligatoria:Si
🔋 Durata Batteria:1.000 transazioni
☎️ Sim Card:No
🖨️ Stampante integrata:No
📟 Touch screen:No
🔌 Tipo di ricarica:USB-C
💳 Tecnologia pagamento:NFC, Chip, Banda magnetica, Google Pay, Apple Pay
📦 Dimensioni:8,4 x 8,4 x 2,3 cm
Pagamenti accettati:

SumUp Solo Lite è un POS senza partita IVA semplice, portatile e senza spese fisse. Costa 34€ + IVA senza canone mensile, con commissioni dell’1,95% a transazione.
Accetta carte di qualsiasi circuito, tra cui Visa, V. Pay, Mastercard, Maestro, American Express, JCB, Diner’s Club, Union Pay e Discover, insieme a wallet digitali come Google Pay e Apple Pay.
L’elevato grado di compatibilità, insieme al design ultracompatto, lo rendono perfetto per vendite occasionali a mercatini, eventi e fiere con utenti internazionali, ma anche per B&B saltuari senza partita IVA.
Si collega allo smartphone via Bluetooth e funziona tramite l’app SumUp gratuita, da utilizzare per pagamenti, rimborsi, e report in tempo reale sulle vendite.
Gli incassi sono accreditati in 3-5 giorni su conti esterni, in 1 giorno se si sceglie il conto SumUp, e in circa 3 ore dopo 2 mesi di utilizzo.
- POS senza partita IVA leggero ed economico
- Compatibile con diversi circuiti, anche internazionali
- Accrediti veloci dopo i primi 2 mesi di utilizzo
- Commissioni fisse su tutte le transazioni
- Design ultracompatto per portarlo ovunque
- Senza smartphone collegato, non si possono accettare pagamenti
- Commissioni un po’ alte rispetto alla media
MyPOS Go 2
💶 Prezzo terminale:29 €
💸 Costi di attivazione / installazione:0€
📲 App obbligatoria:No
🔋 Batteria: 1500 mAh 3,7 V a lunga durata
☎️ Sim Card:Si
🖨️ Stampante integrata:No
📟 Touch screen:No
🔌 Tipo di ricarica:Micro USB
💳 Tecnologia pagamento:NFC, Chip, Banda magnetica
📦 Dimensioni:136,6 x 67,6 x 21 mm
Pagamenti accettati:

MyPOS Go 2 è un modello portatile autonomo e compatto. Può essere acquistato da privati, hobbisti e associazioni al prezzo di 29€ + IVA, senza canone e senza necessità di collegarsi allo smartphone grazie alla SIM gratuita e al WiFi integrato.
Il dispositivo è composto da un display e un tastierino numerico, mentre per le ricevute si può inviare una copia digitale via e-mail o SMS. Le commissioni partono dall’1,20% in base al circuito utilizzato, con accredito in tempo reale sul conto MyPOS.
Tra le funzioni aggiuntive ci sono link di pagamento, accesso all’app MyPOS Glass per incassare dallo smartphone e all’app MyPOS per monitorare l’andamento delle vendite.
È consigliato a chi lavora in mobilità, mercatini ed eventi, e a chi cerca incassi immediati senza burocrazia.
- Prezzo competitivo rispetto alla media
- Conto dedicato per separare incassi e fondi personali
- App MyPOS Glass per incassare dallo smartphone
- Link di pagamento per vendite a distanza
- SIM gratuita e WiFi integrato
- Non si può incassare usando l’IBAN personale
- Nessuna stampante integrata
Nexi Mobile POS
💶 Prezzo terminale:29 €
💸 Costi di attivazione / installazione:0€
📲 App obbligatoria:✔
🔋 Batteria:1.180 mAh
☎️ Sim Card:✖
🖨️ Stampante integrata:✖
📟 Touch screen:✖
🔌 Tipo di ricarica:USB
💳 Tecnologia pagamento:NFC, Chip, Banda magnetica
📦 Dimensioni:133 x 71 x 19 mm
Pagamenti accettati:

Nexi Mobile POS è un POS per privati compatto con tastierino numerico, adatto a chi incassa in mobilità senza partita IVA.
Costa 29€ + IVA, con commissioni fisse e trasparenti: 1,89% su PagoBANCOMAT, Visa e Mastercard e 2,39% per carte JCB o UnionPay. Per il circuito Amex, le commissioni sono gratuite fino a 3.000€ di transato, mentre successivamente costano lo 0,90%.
In più, grazie all’iniziativa Micropagamenti Nexi, le commissioni sono azzerate per tutte le transazioni fino a 10€.
Il POS si collega allo smartphone tramite Bluetooth e app Nexi, dalla quale monitorare e gestire i pagamenti. Accetta pagamenti contactless, Chip&PIN, wallet digitali e tramite link, e invia ricevute digitali via email o SMS.
È consigliato a chi effettua transazioni di piccoli importi e cerca un dispositivo economico, come artigiani, creatori di accessori e venditori di oggettistica senza partita IVA.
- POS per privati compatto ed economico
- Zero commissioni su transazioni fino a 10€
- Fino a 3.000€ di transato incluso su Amex
- Tastierino numerico integrato
- App dedicata e link di pagamento
- Un po’ limitato nelle funzioni
- Nessuna SIM integrata
Come richiedere e usare il POS
La richiesta di un POS senza partita IVA è alla portata di tutti, ma bisogna seguire alcuni passaggi prima di procedere.
Basta andare sul sito del provider e richiedere l’attivazione di un account privato, compilare i campi con i propri dati personali, caricare un documento d’identità e, se richiesto, indicare il conto corrente su cui accreditare i fondi.
Dopo la registrazione si può acquistare il dispositivo e configurarlo una volta ricevuto al proprio domicilio. In generale, si tratta di POS portatili per privati da collegare via Bluetooth allo smartphone, come vedremo qui sotto.
Collegamento e primo utilizzo: Smartphone, App e Bluetooth

Per utilizzare alcuni POS senza partita IVA come SumUp o Nexi è necessario collegarsi allo smartphone e all’app dedicata.
La prima cosa da fare è scaricare l’app del fornitore sul proprio smartphone. Dopodiché, aprire l’app, accendere il Bluetooth su entrambi i dispositivi e seguire la procedura guidata per l’abbinamento.
Per avviarla, è sufficiente cercare la funzione “Connetti POS” o “Aggiungi POS”, a seconda dell’app: verrà visualizzato un numero a 3 cifre da confermare sul terminale.
Una volta collegati i dispositivi, basta digitare l’importo sul terminale e far pagare il cliente.
Questi sistemi sono perfetti per hobbisti senza partita IVA, mercatini occasionali, associazioni o B&B saltuari, che possono incassare limitando l’uso del denaro contante.
Aspetti Fiscali per Privati e Associazioni
Per utilizzare un POS senza partita IVA ed evitare sorprese, consigliamo di analizzare tutti gli aspetti e le implicazioni fiscali.
Innanzitutto bisogna comprendere la natura occasionale dell’attività: se si erogano prestazioni ripetute, soprattutto con lo stesso cliente, si rischia di dover aprire la partita IVA.
Per ogni cliente c’è un limite di 2.500€ lordi l’anno, mentre il limite complessivo delle prestazioni è pari a 5.000€.
A prescindere dalle modalità di incasso, con POS senza partita IVA o in contanti, va emessa la ricevuta per prestazione occasionale con ritenuta d’acconto del 20%, indicando poi i compensi nel modello 730.
Anche le associazioni senza partita IVA possono usare un POS e incassare quote associative, contributi o corrispettivi istituzionali. Diverso è il caso di vendite a terzi o attività continuative, che rischiano di diventare attività commerciali con conseguenti obblighi fiscali.
Prima di attivare un POS senza banca o senza partita IVA, quindi, consigliamo caldamente la consulenza con un commercialista.
Differenze tra POS con e senza Partita IVA

Da un punto di vista tecnico, i POS con o senza partita IVA funzionano allo stesso modo: accettano carte di debito e credito, si collegano a Internet e accreditano gli incassi su un conto corrente.
In alcuni casi, i POS per partite IVA sono più avanzati, e includono conti business dedicati, funzioni di contabilità e report fiscali automatici.
La vera differenza, però, sta nella gestione fiscale e amministrativa: chi usa un POS senza partita IVA deve emettere ricevute con ritenuta d’acconto.
Inoltre, bisogna usare il terminale entro i limiti previsti dalla legge e in modo saltuario, evitando di accettare pagamenti su base giornaliera. I proventi vanno indicati come redditi diversi, nel limite dei 5.000€ annui.
Con un POS con partita IVA, invece, l’attività è considerata abituale, per cui si emettono fatture o scontrini, si applica l’IVA e si ha accesso a una gestione contabile completa, con maggiori obblighi ma più flessibilità operativa.
Come scegliere il POS giusto in base alle tue esigenze
Scegliere il POS per privati migliore non significa solo confrontare le commissioni, ma valutare il modo e la frequenza di utilizzo.
Entrano quindi in gioco il tipo di attività, la frequenza degli incassi, la necessità di portabilità, i tempi di accredito e le funzionalità pratiche, come la stampante o le app di gestione.
Hobbisti e venditori in movimento, per esempio, hanno esigenze diverse rispetto a un B&B occasionale o un’associazione. Nel primo caso, meglio avere un POS portatile, compatto ed economico, con poche funzioni e commissioni trasparenti.
Nel caso di B&B e associazioni, può essere utile un terminale più avanzato, con funzioni gestionali e stampante integrata.
In ogni caso, l’esperienza di utilizzo è di primaria importanza: un buon POS per privati deve essere intuitivo e facile da usare anche per chi non ha competenze tecniche.
Può essere inoltre utile valutare se è previsto l’accredito su un conto esterno o se è incluso un conto dedicato, così da tenere le entrate separate da quelle personali.
Analizza la frequenza di utilizzo (Commissioni vs Costo Fisso)

Analizzando la frequenza di utilizzo, è possibile filtrare meglio la ricerca del POS senza partita IVA migliore. Se si fanno spesso transazioni di piccoli importi, conviene optare per soluzioni come Nexi Mobile POS, che azzera le commissioni fino a 10€.
Chi lavora spesso con clienti esteri presso fiere ed eventi internazionali, può prediligere modelli come SumUp, compatibile con circuiti American Express, JCB, Diner’s Club, Union Pay e Discover.
Per B&B e associazioni, conviene avere un POS più professionale come Axerve, composto da un grande schermo touch e un design moderno.
Nel caso in cui l’attività cresca e gli incassi diventano più regolari, si possono valutare i POS con canone mensile e commissioni ridotte.
Tuttavia, considerando i limiti delle attività occasionali, è meglio optare per un POS senza canone: le commissioni sono più alte, ma il costo è compensato dall’assenza di canone nei mesi di inattività.
Valuta la Portabilità e l’Autonomia
Portabilità e autonomia sono fondamentali per chi lavora senza postazione fissa. Venditori e artigiani che partecipano a fiere ed eventi temporanei, come i gestori di un B&B, dovrebbero optare per un POS compatto con batteria a lunga durata.
Alcuni vanno collegati allo smartphone via Bluetooth, mentre altri si connettono a Internet tramite WiFi o SIM integrata. I modelli con Bluetooth consumano più batteria, ma sono in genere più economici.
Nel secondo caso, si ha più flessibilità operativa nel caso in cui si preveda una lunga giornata di lavoro. Esistono comunque modelli con dock di ricarica, più ingombranti ma ideali per aumentare l’autonomia.
Preferisci un Conto Dedicato o l’App su Smartphone?
Un aspetto da non sottovalutare è la possibilità di accedere ad un conto dedicato fornito insieme al POS.
MyPOS, per esempio, include un IBAN collegato a un conto corrente, utile per separare i pagamenti dal conto personale. Si tratta di una soluzione adatta ad associazioni e B&B senza partita IVA, o semplicemente a chi desidera ordine nella contabilità.
Se si lavora in autonomia, si può optare per POS senza partita IVA come quelli di Axerve o SumUp, che accreditano i fondi su un qualsiasi conto con IBAN personale. Si tratta di un’opzione più semplice e immediata, ideale per privati e hobbisti che cercano rapidità.
Consigliamo di valutare anche l’app di gestione del POS, che deve includere funzioni essenziali come monitoraggio degli incassi e storici, insieme a funzioni aggiuntive come storni, rimborsi, link di pagamento, vetrine digitali e simili.
Pro e Contro
Avere un POS senza Partita IVA è ideale per gestire efficientemente gli incassi e limitare l’uso del contante. Tramite i pagamenti elettronici si garantisce la massima trasparenza nelle transazioni, con la possibilità di tracciare tutto da un’app dedicata.
L’assenza di costi fissi e la riduzione della burocrazia rendono questi terminali adatti a privati, hobbisti, lavoratori occasionali e associazioni non commerciali.
Tuttavia, parliamo di POS da usare in modo non intensivo o continuativo, in quanto bisogna rispettare il limite di 5.000€ di incasso annuo e mantenere l’occasionalità delle prestazioni.
In ogni caso, si tratta di soluzioni perfette per arrotondare e ampliare le possibilità di vendita.
- Nessuna partita IVA richiesta
- Attivazione rapida e online
- Nessun canone mensile
- Adatti a privati, hobbisti, B&B e associazioni
- Utilizzabili in mobilità presso fiere ed eventi
- Commissioni chiare e trasparenti
- Si può usare un conto dedicato o un conto personale
- Dispositivi compatti e facili da trasportare
- Bisogna rispettare i limiti sugli incassi
- Commissioni per transazione più alte rispetto ai POS a canone
- Spesso le funzioni delle app sono limitate
Criteri di selezione: perché abbiamo scelto questi 4 POS

Per selezionare i migliori POS senza partita IVA abbiamo filtrato la ricerca seguendo dei criteri importanti per la maggior parte delle attività, ovvero:
- convenienza e trasparenza dei costi: abbiamo dato priorità a dispositivi con commissioni chiare, senza canone mensile e adatte a chi incassa occasionalmente;
- facilità di attivazione e assenza di burocrazia: i POS per privati scelti sono attivabili online e configurabili in pochi passaggi. Non bisogna aprire conti aziendali o fornire documentazione particolare, per cui sono accessibili a tutti;
- funzioni aggiuntive e gestione dei fondi: molti dei POS in classifica includono funzioni quali link di pagamento, gestione delle transazioni, reportistica e dashboard dedicate, così da semplificare la gestione di entrate e uscite;
- pagamenti accettati: tutti i POS scelti accettano circuiti di pagamento come Mastercard, Visa e Bancomat, insieme ad Amex e circuiti internazionali come JCB e Union Pay, garantendo flessibilità con qualsiasi cliente;
- assistenza clienti e affidabilità: ogni provider assicura ottimi servizi di assistenza, con disponibilità online e in presenza per risolvere eventuali problemi nelle operazioni quotidiane.
Conclusione
Con un POS senza partita IVA si può semplificare notevolmente la gestione dei pagamenti, soprattutto per attività saltuarie che richiedono tracciabilità e trasparenza nelle transazioni.
Anche se i limiti sugli incassi per lavorare senza partita IVA possono essere restrittivi, si tratta di un’ottima soluzione per evitare l’uso del contante e facilitare le dichiarazioni fiscali, grazie a report e dashboard dedicate per il monitoraggio.
Ogni POS è adatto a un tipo di attività diversa: quelli compatti come SumUp, Nexi e MyPOS sono adatti ad attività che richiedono un prodotto tascabile, mentre terminali più grandi come Axerve sono consigliati a B&B e associazioni.
Valutare costi, funzioni, caratteristiche e frequenza di utilizzo è essenziale per prendere una decisione ponderata. Suggeriamo anche di considerare la facilità di attivazione, che può essere cruciale per chi deve iniziare subito l’attività.



