Senato approva il Dl Pnrr: dall’Isee ai medici di famiglia fino a 73 anni, cosa cambia
Il Senato ha approvato in via definitiva martedì 15 aprile il decreto Pnrr, con 101 voti favorevoli. Si chiude così l’iter del provvedimento, che riallinea le scadenze degli interventi del Piano nazionale di ripresa e resilienza al 30 giugno 2026 e mette dentro una serie di misure che vanno dall’Isee antifrode alla proroga per i medici di famiglia fino a 73 anni.
Il via libera è arrivato a Palazzo Madama, nell’ultima finestra utile per la conversione in legge, dopo il passaggio alla Camera e dopo una lunga serie di correzioni inserite durante l’esame parlamentare.
Il Senato chiude la partita sul Dl Pnrr
Il testo approvato dal Senato è lo stesso arrivato da Montecitorio, dove il decreto era stato allargato con diversi emendamenti. Alla fine, più che un provvedimento limitato alla governance del Piano, il testo ha preso la forma di un vero decreto omnibus, con norme che toccano sanità, digitale, welfare e pubblica amministrazione.
Nel cuore del decreto resta la gestione del Pnrr. La modifica più importante, entrata durante l’esame parlamentare, riguarda il termine per completare gli interventi finanziati con le risorse del Piano: il riferimento ora è agli interventi con data di ultimazione fino al 30 giugno 2026, a patto che gli obiettivi finali siano raggiunti entro quella data.
Solo allora, nelle intenzioni del governo, dovrebbe chiudersi la fase esecutiva dei progetti coperti da convenzioni, appalti o atti di obbligo.
Pnrr, confermata la scadenza del 30 giugno 2026
La scelta conferma la linea dell’esecutivo, che durante il passaggio in Parlamento ha corretto le ipotesi iniziali di uno slittamento più ampio. In un primo momento, infatti, alcuni emendamenti avevano provato a spostare il termine al 31 luglio 2026. Poi è arrivata la riformulazione del governo, che ha riportato la scadenza al 30 giugno.
Accanto al capitolo delle scadenze, il decreto contiene anche proroghe di incarichi e strumenti operativi legati all’attuazione del Piano. Un passaggio tecnico, sì, ma decisivo, perché riguarda la macchina amministrativa chiamata a spendere e rendicontare le risorse europee. Ed è lì che ministeri ed enti locali si giocano una parte decisiva della partita.
Assegno unico, si allarga la platea ai lavoratori Ue non residenti
Tra le novità entrate nel testo c’è anche l’estensione dell’assegno unico e universale. La norma allarga il beneficio ai lavoratori cittadini di Stati membri dell’Unione europea non residenti in Italia, purché abbiano un contratto di lavoro subordinato o autonomo nel Paese.
La misura riguarda anche chi ha figli fiscalmente a carico residenti in un altro Stato membro dell’Ue. Si tratta di un intervento che recepisce un’impostazione più ampia sul fronte della parità di trattamento tra lavoratori europei e prova a sciogliere un nodo rimasto aperto nelle versioni precedenti della norma.
Medici di famiglia fino a 73 anni, un anno in più per le Asl
Sul fronte della sanità, il decreto concede alle Asl un altro anno di tempo, fino al 31 dicembre 2027, per trattenere in servizio — su richiesta degli interessati — i medici convenzionati con il Servizio sanitario nazionale fino al compimento dei 73 anni. La disposizione riguarda soprattutto medici di famiglia, pediatri e guardie mediche.
L’obiettivo è chiaro: tamponare la carenza di professionisti sul territorio. In molte aree del Paese, soprattutto nei centri più piccoli e nelle periferie urbane, trovare un medico di base è diventato complicato. La proroga, nelle intenzioni del governo, serve a evitare nuovi vuoti nell’assistenza primaria.
Carta d’identità elettronica senza scadenza per gli over 70
Tra le misure già presenti nel decreto varato dal Consiglio dei ministri a febbraio e rimaste invariate c’è la carta d’identità elettronica a durata illimitata per chi ha compiuto 70 anni. La novità scatterà dal 30 luglio e varrà anche ai fini dell’espatrio, come prevede il testo.
La norma punta a semplificare gli adempimenti per gli anziani, riducendo rinnovi e passaggi burocratici. Un dettaglio solo in apparenza secondario, ma molto concreto per i Comuni e per una fascia di popolazione che spesso incontra più ostacoli nell’accesso ai servizi amministrativi.
Tessera elettorale digitale, It Wallet anche ai 14enni
Nel pacchetto entra anche la futura tessera elettorale digitale, che dovrà essere introdotta entro un anno all’interno dell’It Wallet. Lo stesso portafoglio digitale, con il decreto, potrà essere usato anche dai 14enni.
L’obiettivo dichiarato è accelerare la digitalizzazione della Pubblica amministrazione, portando documenti e servizi dentro una piattaforma unica. Resta però da capire, nei prossimi mesi, quale sarà l’impatto concreto sui territori e quali saranno i tempi reali di attuazione. Perché spesso è proprio lì che si misura la tenuta delle norme.
Isee antifrode, via ai controlli automatici per scuole e università
Un altro capitolo riguarda l’Isee antifrode. Il decreto prevede che scuole, università e altre amministrazioni pubbliche che concedono agevolazioni possano acquisire d’ufficio i dati relativi all’Indicatore della situazione economica equivalente del nucleo familiare.
In pratica, il cittadino non dovrà più presentare ogni volta la documentazione per accedere ai benefici, mentre gli enti potranno fare controlli automatici e ridurre il rischio di dichiarazioni non corrette. È una misura pensata per semplificare le procedure, ma anche per rafforzare le verifiche. Due obiettivi che, almeno sulla carta, qui provano a stare insieme.