Domande al via per il Bonus da 1200 euro senza dichiarazione dei redditi: basta questo ed è fatta
Nel corso degli ultimi anni, il sistema fiscale ha subito diverse trasformazioni, e tra cui l’ accesso al bonus Renzi.
Un recente chiarimento da parte del Ministero dell’Economia ha confermato che anche i lavoratori domestici, come colf e badanti, hanno diritto al bonus da 1.200 euro annuali, a prescindere dalla presentazione della dichiarazione dei redditi.
Il lavoro domestico, che include figure professionali come colf, badanti e babysitter, è una realtà consolidata in Italia, coinvolgendo oltre un milione di persone. Questi lavoratori svolgono un ruolo fondamentale all’interno delle famiglie italiane, ma il loro rapporto di lavoro segue regole fiscali differenti rispetto ai più tradizionali contratti aziendali. In particolare, uno degli ostacoli principali riguarda l’assenza di un sostituto d’imposta da parte del datore di lavoro, che, essendo una famiglia, non ha la possibilità di gestire la parte fiscale come farebbe una normale azienda.
Fino a oggi, per ottenere il trattamento integrativo, questi lavoratori dovevano presentare la dichiarazione dei redditi, ma il bonus non veniva erogato mensilmente come per i lavoratori con un impiego aziendale. Questo comportava un allungamento delle tempistiche e l’attesa di eventuali rimborsi fiscali che arrivavano solo a fine anno o all’inizio dell’anno successivo.
Il trattamento integrativo anche senza dichiarazione dei redditi
La recente nota del Ministero dell’Economia ha finalmente chiarito che i lavoratori domestici possono ricevere il bonus Renzi anche senza aver presentato la dichiarazione dei redditi. Questo è possibile grazie a un sistema che permette all’Agenzia delle Entrate di ricostruire il reddito del lavoratore e calcolare le tasse dovute, includendo al contempo il bonus come una vera e propria agevolazione fiscale. In pratica, l’Agenzia delle Entrate può intervenire direttamente, senza bisogno della dichiarazione, per riconoscere l’importo spettante.
Nonostante la novità che semplifica l’accesso al bonus, rimane una differenza nelle tempistiche rispetto ad altri lavoratori. Mentre, per coloro che ricevono il bonus mensilmente, l’importo di 100 euro è accreditato direttamente in busta paga, i lavoratori domestici, seppur beneficiando del bonus, potrebbero vedere l’accredito solo dopo i dovuti controlli fiscali, con il rimborso che potrebbe arrivare verso la fine dell’anno. L’INPS sta lavorando per velocizzare questi processi, puntando sulla digitalizzazione delle pratiche, e dal 2026 non invierà più i bollettini cartacei ai datori di lavoro, ad eccezione di quelli con più di 76 anni.

Il trattamento integrativo, ex bonus Renzi, è destinato a lavoratori con redditi annui inferiori a 28.000 euro, con la seguente suddivisione:
- 1.200 euro per chi guadagna meno di 15.000 euro all’anno.
- Importo proporzionale per chi guadagna tra 15.000 e 28.000 euro, ma solo se l’imposta lorda supera le detrazioni spettanti.
- Nessun bonus per chi guadagna oltre i 28.000 euro all’anno.
Questa misura, che ha lo scopo di sostenere i redditi più bassi e di stimolare la crescita del potere d’acquisto, è un’agevolazione importante soprattutto in un periodo di incertezze economiche.
Con il nuovo chiarimento, i lavoratori domestici possono finalmente accedere al trattamento integrativo anche senza dichiarare i propri redditi, il che riduce il divario rispetto ad altri settori lavorativi. La semplificazione delle procedure fiscali e la digitalizzazione dei pagamenti promettono di rendere più rapidi e trasparenti i rimborsi, portando benefici concreti a milioni di famiglie italiane. Seppure resti un certo ritardo nell’erogazione del bonus rispetto ad altri settori, la strada intrapresa potrebbe portare a un futuro più equo e efficiente per il lavoro domestico in Italia.