Nuova tassa per chi è in affitto da 700 euro all’anno: ecco cosa cambia

Scopri la nuova imposta di residenza da 700 euro annui per chi vive in affitto in Italia: come funziona, chi paga e quali sono le conseguenze nel 2026.

Pubblicato 10 Giugno 2025 Aggiornato 18 Ottobre 2026 10:40

In un momento in cui il mercato degli affitti in Italia sembra non trovare pace, arriva una novità che rischia di cambiare le carte in tavola per migliaia di inquilini: l’introduzione della cosiddetta imposta di residenza. Una misura che, se da un lato promette di rafforzare le casse dello Stato, dall’altro rischia di pesare come un macigno sulle spalle di chi già oggi fatica a trovare una sistemazione dignitosa a prezzi sostenibili.

Non si tratta di un semplice ritocco fiscale, ma di un provvedimento che introduce una tassa fissa di 700 euro all’anno per tutti coloro che vivono in affitto e non sono proprietari di un immobile. Una stretta che arriva proprio quando il settore delle locazioni sta attraversando una delle sue fasi più delicate, tra prezzi alle stelle e domanda che supera di gran lunga l’offerta.

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Nuova tassa per chi è in affitto da 700 euro all’anno: cos’è e come funziona

La nuova tassa per chi è in affitto da 700 euro all’anno prende il nome di imposta di residenza e si applica a tutti gli inquilini che non risultano proprietari di alcun immobile. In pratica, chi vive in una casa in locazione — a prescindere dal canone mensile pagato — dovrà versare ogni anno una somma fissa di 700 euro a titolo di imposta.

Ecco i punti chiave del provvedimento:

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  • Importo fisso: 700 euro annui, indipendentemente dalla durata o dal valore del contratto di affitto.
  • Soggetti coinvolti: tutti gli inquilini non proprietari di immobili residenziali in Italia.
  • Obiettivo dichiarato: regolamentare il mercato delle locazioni e ridurre i fenomeni di evasione fiscale nel settore.
  • Decorrenza: le modalità e la data di entrata in vigore sono ancora oggetto di discussione parlamentare; è fondamentale monitorare gli aggiornamenti normativi nel corso del 2026.

Non è un mistero che, nelle principali città italiane — basti pensare a Milano, Roma, Bologna o Firenze — trovare una stanza singola a meno di 700 euro al mese sia ormai un’impresa. Studenti, giovani lavoratori, famiglie: tutti sono accomunati dalla stessa corsa all’affitto, una corsa che ora rischia di trasformarsi in una vera e propria salita, complice questa nuova imposta.

Chi paga la nuova imposta di residenza da 700 euro?

La platea dei soggetti interessati è ampia. Rientrano nell’obbligo di pagamento:

  • Inquilini con contratto di locazione a uso abitativo (4+4, 3+2, canone concordato).
  • Lavoratori fuori sede che affittano un appartamento o una stanza.
  • Studenti universitari con contratto di affitto intestato a loro nome.
  • Famiglie che vivono in affitto senza essere proprietarie di altri immobili.

Restano invece esclusi — almeno nelle ipotesi attualmente circolanti — i soggetti che beneficiano già di specifiche agevolazioni per l’affitto (come il bonus affitti giovani) e chi risiede in strutture convenzionate o case popolari. Tuttavia, la normativa definitiva potrebbe introdurre ulteriori distinzioni: è essenziale consultare un consulente fiscale prima di trarre conclusioni definitive.

Imposta di residenza: 700 euro per chi è in affitto, cosa cambia davvero

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Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.