IMU, come fare richiesta di esenzione nel 2026: il commercialista spiega chi può fare domanda
L’IMU è uno dei tributi più temuti dai proprietari di immobili in Italia, ma ci sono alcune situazioni in cui non è dovuta. Chi non dovrà versare l’importo già nel 2026.
Questo potrebbe sembrare un vantaggio per molti, ma non sempre è facile capire quando e come beneficiarne. Quindi, come si fa a non pagare l’IMU? In quali casi è possibile chiedere l’esenzione e come funziona realmente il processo?
I casi in cui non si paga l’IMU
Esistono diverse situazioni in cui i proprietari di immobili non sono tenuti a pagare l’IMU. Per esempio, prima casa e alcune categorie specifiche di immobili, come quelli adibiti a uso sociale o culturale, possono godere dell’esenzione. Ma attenzione, non tutte le abitazioni vengono automaticamente esonerate.
In generale, la legge stabilisce che la prima casa è esente da IMU, a meno che non si tratti di una casa di lusso o di un immobile che rientra in categorie catastali particolari come A/1 (abitazioni di tipo signorile), A/8 (ville), A/9 (castelli). Quindi, anche se hai una casa che ti serve come residenza principale, se è troppo grande o pregiata, potresti comunque essere chiamato a pagare l’imposta.
Inoltre, gli immobili che appartengono a categorie sociali o che sono adibiti a uso culturale, religioso o assistenziale possono beneficiare di esenzioni, come avviene per alcune strutture di beneficenza o luoghi di culto. Anche gli immobili distrutti o danneggiati da eventi straordinari, come terremoti o alluvioni, possono essere esentati dalla tassa.
Come fare domanda di esenzione
Molti non sanno che, anche se l’immobile rientra in una delle categorie che prevedono l’esenzione, bisogna fare domanda specifica per non pagare l’IMU. L’esenzione non è automatica, e senza la dichiarazione giusta, si rischia di continuare a ricevere avvisi di pagamento.

Per fare domanda di esenzione, bisogna rivolgersi al Comune di residenza e presentare una richiesta formale. Solitamente, la domanda deve essere accompagnata da una serie di documenti, tra cui il certificato di residenza, l’atto di proprietà dell’immobile, e una dichiarazione che giustifichi il motivo per cui si chiede l’esenzione. Il commercialista gioca un ruolo importante in questo processo, perché sa come compilare correttamente la domanda e quali allegati sono necessari.
Se non viene presentata la domanda di esenzione, non c’è alcuna garanzia che il Comune riconosca automaticamente l’esenzione. In alcuni casi, infatti, il pagamento dell’IMU viene richiesto anche per immobili che, in teoria, avrebbero diritto all’esenzione. In altre parole, è importante essere proattivi e fare domanda quando se ne ha diritto.
Nel caso in cui non si riesca a pagare l’imposta a causa di difficoltà economiche o altre ragioni legittime, è possibile richiedere una rateizzazione del debito. Tuttavia, questo non significa che la tassa venga annullata, ma che il pagamento venga dilazionato in più rate.
Anche se la legge è chiara su chi deve pagare l’IMU, la sua applicazione può essere complessa. Ogni Comune ha specifiche modalità di richiesta e procedure burocratiche da seguire. È sempre una buona idea rivolgersi a un commercialista che possa assistere il contribuente nella presentazione della domanda di esenzione, soprattutto se si hanno dubbi su quale categoria appartenga l’immobile o se si ha bisogno di una consulenza sulla documentazione necessaria.