La Germania prepara un piano a tappe forzate per rendersi indipendente dall’energia russa

La Germania prepara un piano a tappe forzate per rendersi indipendente dall'energia russa: stop al carbone entro l'estate, petrolio azzerato entro fine anno, gas ridotto al 30%. Ecco tutti i dettagli.

Pubblicato 25 Marzo 2022 Aggiornato 18 Ottobre 2026 12:57

La Germania sta accelerando con decisione il percorso per liberarsi dalla dipendenza energetica dalla Russia. Berlino ha messo a punto un piano a tappe forzate per rendersi indipendente dall’energia russa, con obiettivi precisi su petrolio, gas e carbone da raggiungere nel giro di pochi mesi. Lo rivela la rivista Der Spiegel, citando un documento riservato del Ministero dell’Economia tedesco.

Il piano tedesco: obiettivi e scadenze

Il programma elaborato da Berlino prevede una riduzione progressiva e rapida delle forniture energetiche provenienti dalla Russia su tre fronti distinti:

  • Petrolio: dimezzare le importazioni di greggio russo entro la metà dell’anno in corso, per poi azzerarle quasi completamente entro fine anno.
  • Gas naturale: ridurre la quota del gas russo sul totale delle importazioni tedesche dall’attuale 50% a circa il 30% entro la fine dell’anno.
  • Carbone: interrompere completamente gli acquisti di carbone russo entro l’inizio dell’estate.

Si tratta di un cambio di rotta epocale per un paese che fino a poco tempo fa dipendeva dalla Russia per oltre la metà del proprio fabbisogno di gas naturale. La Germania prepara così un piano a tappe forzate per rendersi indipendente dall’energia russa, con misure concrete già in fase di attuazione.

Le navi GNL galleggianti: la soluzione per il gas

Sul fronte del gas naturale, la strategia tedesca punta su infrastrutture alternative capaci di compensare rapidamente le forniture russe. Secondo quanto riportato da Der Spiegel, la Germania avrebbe in programma di dotarsi di tre navi GNL galleggianti — tecnicamente note come unità galleggianti di stoccaggio e rigassificazione (FSRU) — attraverso le grandi società energetiche RWE AG e Uniper SE.

Le due aziende sono già in fase di negoziazione per affittare queste unità, mentre il governo sta valutando le potenziali località di ormeggio sul Mare del Nord e sul Mar Baltico. Le navi FSRU consentono di ricevere gas naturale liquefatto via nave, rigassificarlo e immetterlo direttamente nella rete, senza la necessità di costruire costosi terminali fissi a terra.

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Habeck: “Un embargo immediato avrebbe potuto cambiare la guerra”

Il vice-cancelliere e ministro dell’Economia e della Protezione Climatica, Robert Habeck, leader dei Verdi, ha aperto un dibattito significativo intervenendo davanti al parlamento tedesco. Habeck ha affermato che sanzioni energetiche immediate contro la Russia avrebbero potuto rappresentare un vero game changer per il conflitto in Ucraina.

“Forse, un embargo immediatamente imposto a tutte e tre le fonti di energia — gas, petrolio e carbone — sarebbe stato un game changer, forse la guerra in Ucraina sarebbe finita dopo tre o quattro giorni”, ha dichiarato il ministro. Tuttavia, Habeck ha riconosciuto i limiti strutturali del paese: “Non siamo ancora nella posizione di imporre un embargo immediato su carbone, petrolio o gas dalla Russia”.

Il ministro ha comunque sottolineato un segnale positivo: molte aziende tedesche hanno già avviato autonomamente un “embargo graduale” di propria iniziativa, anticipando le mosse del governo.

L’accordo con gli Stati Uniti sul GNL

La strategia tedesca si inserisce in un quadro europeo più ampio. La Germania, insieme agli altri paesi dell’Unione Europea, sta implementando piani coordinati per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili russi.

Un tassello fondamentale di questa strategia è rappresentato dall’accordo tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti per incrementare le importazioni di gas naturale liquefatto (GNL) americano verso l’Europa. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il presidente degli Stati Uniti Joe Biden hanno lavorato per definire un’intesa volta a spianare la strada a forniture aggiuntive di GNL statunitense, che potrebbero contribuire in modo decisivo a colmare il vuoto lasciato dal gas russo.

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Perché il piano tedesco è così importante per l’Europa

La Germania è la prima economia dell’Eurozona e il suo grado di dipendenza dal gas russo ha rappresentato per anni uno dei principali punti di vulnerabilità dell’intera Unione Europea. Un piano a tappe forzate per rendersi indipendente dall’energia russa da parte di Berlino ha quindi implicazioni che vanno ben oltre i confini nazionali:

  • Riduce la leva finanziaria che Mosca esercita sull’Europa attraverso le forniture energetiche.
  • Accelera la transizione verso fonti energetiche diversificate e rinnovabili.
  • Crea un precedente e un modello che altri paesi europei possono seguire.
  • Rafforza la coesione dell’UE nella risposta alle crisi geopolitiche.

FAQ: domande frequenti sul piano energetico tedesco

Entro quando la Germania vuole azzerare le importazioni di petrolio russo?

Il piano prevede di dimezzare le importazioni di petrolio russo entro la metà dell’anno e di ridurle quasi a zero entro la fine dello stesso anno.

Quanto gas russo importa attualmente la Germania?

Attualmente il gas russo rappresenta oltre il 50% delle importazioni totali di gas della Germania. L’obiettivo è scendere al 30% entro fine anno.

Cosa sono le navi FSRU che la Germania vuole utilizzare?

Le FSRU (Floating Storage and Regasification Units) sono navi specializzate che ricevono gas naturale liquefatto via mare, lo rigassificano a bordo e lo immettono nella rete di distribuzione. Rappresentano una soluzione rapida per creare nuovi punti di importazione di GNL senza costruire terminali fissi.

Quando termineranno le importazioni di carbone russo in Germania?

Secondo il piano del Ministero dell’Economia tedesco, gli acquisti di carbone russo dovrebbero cessare entro l’inizio dell’estate.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.