Intelligenza artificiale: perchè potrebbe rappresentare una ‘promessa’ nella lotta alla crisi climatica, lo studio di BCG    

Lo studio di BCG e AI for the Planet Alliance rivela perché l'intelligenza artificiale potrebbe essere una 'promessa' nella lotta alla crisi climatica: dati, applicazioni e ostacoli da superare.

Pubblicato 24 Agosto 2022 Aggiornato 18 Ottobre 2026 12:32

Intelligenza artificiale e crisi climatica: un’accoppiata che potrebbe davvero fare la differenza. Mentre il cambiamento climatico continua a produrre impatti significativi sui sistemi ambientali, sociali, politici ed economici, la diffusione di analisi avanzate basate sull’uso dell’Intelligenza Artificiale (AI) si candida a diventare uno strumento concreto per implementare cambiamenti significativi in un momento critico. Ma quanto è realistico questo scenario? E quali sono gli ostacoli ancora da superare?

A rispondere è lo studio “How AI Can Be a Powerful Tool in the Fight Against Climate Change”, realizzato da AI for the Planet Alliance in collaborazione con Boston Consulting Group (BCG) e BCG GAMMA. I risultati sono chiari: l’87% dei leader di differenti settori, sia pubblici che privati, ritiene che l’Intelligenza Artificiale sia una valida leva nella lotta ai cambiamenti climatici. L’analisi, condotta su oltre 1.000 dirigenti, evidenzia inoltre che circa il 40% delle organizzazioni è già disposta a utilizzare l’AI per le proprie iniziative climatiche e di sostenibilità.

Tuttavia, gli esperti concordano sul fatto che esistano ancora ostacoli significativi all’adozione su larga scala: il 78% degli intervistati cita l’insufficiente competenza in materia, il 77% menziona la limitata disponibilità di soluzioni di AI e il 67% dichiara una mancanza di fiducia verso dati e analisi AI.

Intelligenza artificiale e crisi climatica - studio BCG

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Perché l’AI rappresenta una ‘promessa’ nella lotta alla crisi climatica

“La capacità unica dell’AI di raccogliere, completare e interpretare grandi e complesse moli di dati aiuta gli stakeholder a essere maggiormente informati e ad adottare un approccio efficace per ridurre le emissioni di carbonio e affrontare in modo mirato i rischi climatici. La maggior parte delle soluzioni esistenti tendono a essere frammentate, di difficile accesso e non dispongono delle risorse necessarie per scalare”, sottolinea Roberto Ventura, managing director e partner di BCG.

Ancora più diretto è Damien Gromier, fondatore di AI for the Planet e co-autore del report: “L’intelligenza artificiale rappresenta una promessa incredibile nella risoluzione della crisi climatica, ma da sola non è sufficiente. È vincolata alla volontà dei decisori di implementare i cambiamenti necessari – supportati in parte dall’AI e dalle altre tecnologie emergenti”.

In altre parole, l’AI non è una soluzione magica: è uno strumento potente che amplifica la capacità decisionale umana, ma richiede governance, competenze e dati affidabili per esprimere il suo pieno potenziale nella transizione ecologica.

Come l’AI può combattere il cambiamento climatico: tre aree chiave

Dallo studio BCG emerge che oltre il 60% dei leader globali intervistati considera la riduzione e la misurazione delle emissioni come il massimo valore che le aziende possono trarre dall’AI. Ma le applicazioni concrete sono molteplici e strutturate attorno a tre pilastri fondamentali:

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1. Mitigazione delle emissioni

Uno degli usi più importanti dell’intelligenza artificiale nella lotta alla crisi climatica riguarda la misurazione — sia a livello micro che macro — la riduzione e la rimozione delle emissioni e degli effetti dei gas serra (GHG). Secondo BCG, l’uso dell’AI può trainare riduzioni GHG dal 5% al 10%, pari a 2,6-5,3 gigatoni di CO2 se applicata globalmente. Un impatto che, su scala planetaria, è tutt’altro che trascurabile.

2. Adattamento e resilienza climatica

L’adattamento ai cambiamenti climatici è una questione fondamentale per i decisori politici e pubblici. L’AI aumenta la capacità di resilienza sia rispetto agli effetti di lungo termine del cambiamento climatico — come la previsione dell’innalzamento del livello del mare — sia rispetto agli eventi climatici estremi e imprevisti, come uragani o siccità. Anticipare questi fenomeni significa poter pianificare risposte più efficaci e ridurre i danni economici e sociali.

3. Ricerca, educazione e fondamentali climatici

L’AI può supportare la ricerca e le attività educative sul cambiamento climatico, aiutando gli stakeholder a comprendere i rischi e le implicazioni e incoraggiandoli nella diffusione e condivisione delle conoscenze acquisite. Questi sforzi rappresentano un supporto fondamentale al costante lavoro di mitigazione, adattamento e resilienza: senza consapevolezza diffusa, anche le migliori tecnologie rischiano di restare inutilizzate.

Gli ostacoli all’adozione dell’AI per il clima

Nonostante l’entusiasmo, lo studio BCG individua tre barriere principali che frenano la diffusione dell’intelligenza artificiale come strumento di contrasto alla crisi climatica:

  • Competenze insufficienti (78%): la mancanza di figure specializzate in AI applicata alla sostenibilità è il freno più citato dai dirigenti intervistati.
  • Soluzioni AI limitate (77%): il mercato delle applicazioni AI dedicate al clima è ancora frammentato e poco accessibile, soprattutto per le organizzazioni di medie dimensioni.
  • Scarsa fiducia nei dati (67%): molti decisori non si fidano ancora della qualità e dell’affidabilità dei dati su cui si basano le analisi AI in ambito climatico.

Superare questi ostacoli richiede investimenti coordinati in formazione, infrastrutture digitali e standard di qualità dei dati — una sfida che riguarda tanto il settore privato quanto le istituzioni pubbliche.

FAQ: Intelligenza artificiale e crisi climatica

L’intelligenza artificiale può davvero aiutare a combattere il cambiamento climatico?
Sì, secondo lo studio BCG l’AI ha il potenziale per ridurre le emissioni globali di gas serra dal 5% al 10%, pari a oltre 5 gigatoni di CO2. Tuttavia, il suo impatto dipende dalla volontà dei decisori di adottarla e dalle competenze disponibili.
Quali settori possono beneficiare maggiormente dell’AI nella lotta al clima?
Lo studio coinvolge leader di settori sia pubblici che privati. Le applicazioni più promettenti riguardano energia, trasporti, agricoltura e gestione del territorio, dove la misurazione e la riduzione delle emissioni sono priorità concrete.
Quali sono i principali ostacoli all’uso dell’AI per il clima?
I tre ostacoli principali identificati dallo studio BCG sono: mancanza di competenze (78%), disponibilità limitata di soluzioni AI specifiche (77%) e scarsa fiducia nei dati e nelle analisi AI (67%).
L’AI da sola è sufficiente per risolvere la crisi climatica?
No. Come sottolinea Damien Gromier di AI for the Planet, l’intelligenza artificiale è una promessa potente ma non autosufficiente: richiede la volontà politica e istituzionale di implementare i cambiamenti necessari.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.