Pmi verso autunno caldo: peggiorano attese nel commercio, servizi e turismo. Su fatturati pesano boom energia, inflazione e onda lunga Covid

Pmi verso autunno caldo: peggiorano le attese nel commercio, servizi e turismo. Boom energia, inflazione e onda lunga Covid pesano sui fatturati. I dati SWG-Confesercenti e le priorità degli imprenditori per la ripresa.

Pubblicato 19 Agosto 2022 Aggiornato 18 Ottobre 2026 12:33

Si prospetta un autunno caldo per le Pmi italiane, con le prospettive delle imprese che peggiorano sensibilmente. La ripresa dei flussi turistici estivi non è stata sufficiente a evitare il rallentamento della crescita: con l’esaurirsi della stagione turistica, le aspettative delle piccole e medie imprese del commercio, del turismo e dei servizi tornano a deteriorarsi. Il quadro che emerge è preoccupante: una Pmi su tre – circa il 32% – prevede di chiudere il secondo semestre con il fatturato in calo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Solo il 18% stima invece una crescita. A fotografare la situazione è una rilevazione condotta da SWG per Confesercenti su un campione di imprenditori associati attivi nel commercio, nel turismo e nei servizi, con l’obiettivo di valutare attese e prospettive delle Pmi del terziario.

Pmi verso autunno caldo: perché peggiorano le attese nel commercio, servizi e turismo

Il segnale è chiaro: le Pmi italiane del terziario si avvicinano all’autunno con un sentiment negativo. Il rallentamento non è improvviso, ma il risultato di una serie di pressioni che si sono accumulate nel tempo e che ora pesano in modo sempre più visibile sui conti delle imprese. Tre fattori in particolare emergono come determinanti nel condizionare le aspettative degli imprenditori per i prossimi mesi.

Boom energia, inflazione e onda lunga Covid: le zavorre sui fatturati delle Pmi

Alla domanda su cosa pesi maggiormente sui fatturati, gli imprenditori non hanno dubbi. I tre grandi ostacoli alla crescita sono:

  • Boom dei costi energetici: indicato dal 28% degli intervistati come principale fattore frenante. Le bollette di luce e gas continuano a erodere i margini, soprattutto per le attività con consumi elevati come ristoranti, alberghi e negozi.
  • Inflazione: citata dal 22% degli imprenditori. L’aumento generalizzato dei prezzi comprime il potere d’acquisto dei consumatori e riduce la domanda, colpendo in modo diretto il commercio al dettaglio e i pubblici esercizi.
  • Onda lunga del Covid-19: il 26% degli intervistati indica ancora i numeri dei contagi e le conseguenze della pandemia tra i fattori di freno, sottolineando come la normalizzazione dei consumi sia ancora lontana dall’essere completa.

“Al nuovo Parlamento chiedono di affrontare la fase difficile in arrivo: il 31% degli imprenditori segnala la necessità di intervenire per contrastare l’inflazione e gli effetti della corsa degli energetici, con sostegni mirati per famiglie e imprese”, spiegano da Confesercenti.

Le priorità degli imprenditori per la ripresa

Gli imprenditori si appellano al Governo e chiedono di riprendere a lavorare per sciogliere i nodi strutturali che hanno frenato la crescita italiana. Le priorità indicate sono chiare e ordinate:

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  • Fisco: per il 45% degli imprenditori dovrebbe essere in cima all’agenda. Una riforma del sistema fiscale che alleggerisca gli oneri sia sul fronte del prelievo sia su quello degli adempimenti raccoglie il consenso del 78% del campione.
  • Lavoro: indicato dal 42% come tema prioritario, con particolare attenzione al taglio del cuneo fiscale percepibile da imprese e lavoratori.
  • PNRR e infrastrutture: segnalati dal 29% degli imprenditori.
  • Semplificazione burocratica: richiesta dal 28%.
  • Credito: indicato dal 7%, ma con segnalazioni trasversali su temi specifici come l’eliminazione degli interessi sulle cartelle esattoriali, sgravi fiscali per assumere e riforma della mobilità.

Sotto la lente tre macro-comparti: HORECA, Commercio e Servizi

Passando all’analisi dei tre macro-comparti presi in esame – Turismo, Ricettività e Pubblici Esercizi (HORECA), Commercio e Servizi – emergono differenze significative nelle priorità e nelle preoccupazioni.

Commercio

Gli imprenditori della distribuzione commerciale sentono in modo più acuto i temi del fisco (46%) e delle infrastrutture e PNRR (31%). La pressione fiscale e la necessità di ammodernare le infrastrutture logistiche sono percepite come condizioni imprescindibili per competere.

Turismo, Ricettività e Pubblici Esercizi (HORECA)

Per le attività ricettive e i pubblici esercizi, le richieste si concentrano sul lavoro (44%, sopra la media) e sulla semplificazione burocratica (34%). La difficoltà nel reperire personale qualificato e la complessità degli adempimenti amministrativi restano i nodi principali del settore.

Servizi

Sono soprattutto gli imprenditori dei servizi a preoccuparsi dell’aumento dei costi energetici e dell’inflazione (34%). La dipendenza energetica e la volatilità dei prezzi rappresentano una minaccia diretta alla sostenibilità economica di queste attività.

Fisco e lavoro: le due leve per il rilancio

Un imprenditore su quattro (circa il 25%) chiede la pace fiscale e la rottamazione delle cartelle esattoriali, mentre il 10% aggiunge l’ampliamento dei limiti del regime forfettario tra le misure auspicate. Sul fronte del lavoro, le indicazioni convergono in larga maggioranza sulla necessità di un taglio del cuneo fiscale percepibile sia dalle imprese sia dai lavoratori. Seguono nell’agenda:

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  • Detassazione degli aumenti salariali: indicata dal 36% degli imprenditori come secondo intervento prioritario sul lavoro.
  • Contrasto alla contrattazione privata irregolare: richiesto dal 29%.

Sul tema fisco, il 78% degli imprenditori converge sulla necessità di una riforma complessiva del sistema. Tra le misure specifiche più citate: il superamento dell’acconto fiscale (29%) e l’abolizione definitiva dell’IRAP (26%), proposta da anni da Confesercenti e che continua a raccogliere ampio consenso tra le Pmi del terziario.

FAQ: Pmi e autunno 2026, le domande più frequenti

Quante Pmi prevedono un calo del fatturato nel secondo semestre?

Secondo la rilevazione SWG per Confesercenti, circa il 32% delle Pmi del commercio, turismo e servizi prevede un calo del fatturato nel secondo semestre rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Solo il 18% stima una crescita.

Quali sono i principali fattori che pesano sui fatturati delle Pmi?

I tre fattori principali sono il boom dei costi energetici (28%), l’onda lunga del Covid-19 (26%) e l’inflazione (22%). Questi elementi combinati comprimono i margini e frenano la domanda dei consumatori.

Cosa chiedono le Pmi al Governo per affrontare l’autunno?

Le priorità indicate dagli imprenditori sono: riforma fiscale (45%), interventi sul lavoro e taglio del cuneo fiscale (42%), investimenti su PNRR e infrastrutture (29%) e semplificazione burocratica (28%). Il 31% chiede inoltre sostegni mirati per contrastare inflazione e caro energia.

Quali settori soffrono di più tra le Pmi del terziario?

I servizi sono il comparto più colpito dall’aumento dei costi energetici e dall’inflazione. HORECA e turismo soffrono maggiormente per la carenza di personale e la burocrazia. Il commercio al dettaglio è penalizzato dalla pressione fiscale e dalla riduzione del potere d’acquisto dei consumatori.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.