Notiziario Notizie Germania Euro/dollaro resta sotto la parità, minimi da 20 anni. Cosa dice ora l’analisi tecnica

Euro/dollaro resta sotto la parità, minimi da 20 anni. Cosa dice ora l’analisi tecnica

La crisi energetica si fa sentire anche sul mercato forex, e in particolare sull’euro. Ieri il cambio Euro/Dollaro è scivolato sotto la parità (al minimo da dicembre 2002). Lo scenario resta fortemente incerto nella zona euro. Mentre il prezzo del gas europeo continua correre, in questi giorni si sono intensificate sui mercati le preoccupazioni legate allo stato di salute dell’economia, con la parola recessione che torna prepotentemente in primo piano. Il tutto mentre non si perde di vista l’impennata dell’inflazione che in Europa ha toccato i record a luglio, schizzano all’8,9% au base annua. Timori alimentati anche dalle indicazioni arrivate ieri dal bollettino economico della Bundesbank che ha indicato come sia sempre più probabile che si giunga a una recessione in Germania, con inflazione che potrebbe sfondare quota 10% nei prossimi mesi.

La giornata di ieri e le attese
“L’euro rompe la parità e, a differenza dalla prima volta che lo aveva raggiunto, ovvero il 14 luglio scorso, consolida e non ritorna sopra 1, rimanendo al di sotto di tale soglia, andando al test di 0,9900, in una sorta di caduta libera che appare come qualcosa di preoccupante. Il che significa che quei bid, che avevamo osato definire “istituzionali”, per la veemenza con cui la moneta unica era tornata sopra la parità, o sono scomparsi, oppure i venditori hanno preso il sopravvento”. Questo il commento Saverio Berlinzani, analista senior di ActivTrades, che si sofferma poi sulla Banca Centrale Europea (Bce). “Il silenzio della Bce è assordante e pare oggettivamente un errore strategico, considerato il fatto che qualche anno fa Draghi, per difenderlo si era invece rivelato vincente e reattivo quando aveva pronunciato la famosa frase ‘whatever it takes’ con riferimento alla volontà di difendere l’euro ad ogni costo”, osserva ancora l’analista. “Oggi sembrano passati secoli da quel periodo, e la Bce pare scomparsa e non sembra disposta a difendere la moneta unica come in passato. O forse potrebbe anche solo essere un errore di comunicazione, ma se fosse così, sarebbe ugualmente pericoloso. Il rischio di perdita di credibilità è dietro l’angolo e se si somma questo benign neglect sul tasso di cambio, alla situazione macroeconomica, la cosa si fa seria”.

In uno scenario che resta d’incertezza in Europa sia sul lato di lotta all’inflazione (percorso di rialzi dei tassi) sia di stabilità economica, secondo Gabriel Debach, market analyst di eToro, “il differenziale tra i tassi dell’euro nei confronti del dollaro è andato aumentando. Le previsioni non sono delle più rosee e la parità potrebbe essere persino superata”. A questo punto cresce l’attesa per la prossima riunione della Banca centrale europea (Bce) che si terrà a settembre, per l’esattezza l’8. Solo allora l’istituto centrale comunicherà al mercato l’entità del rialzo dei tassi e le mosse future. Qualche giorno fa, il presidente della Bundesbank e membro del consiglio direttivo della Bce, Joachim Nagel, al “Rheinische Post”, ha definito necessario proseguire sul cammino di rialzi di tassi nella zona euro.
“Dati gli elevati tassi di inflazione, è necessario adottare ulteriori misure sui tassi di interesse. Questo è anche ciò che generalmente ci si aspetta ma non voglio indicare una figura particolare. Gli ultimi mesi hanno dimostrato che dobbiamo adottare un approccio riunione dopo riunione per le decisioni sui tassi. La presidente della Bce Christine Lagarde lo ha giustamente evidenziato nella recente conferenza stampa”.

Il punto tecnico su euro/dollaro (a cura di Simone Borghi)


Il cambio Euro/Dollaro presenta un quadro grafico impostato al ribasso nel medio e breve periodo. La fase ascendente si vede molto bene dalla trend line ribassista costruita sui massimi di febbraio e giugno di quest’anno che ha svolto un ottimo ruolo di resistenza dinamica insieme alla media mobile a 50 periodi che, dopo la rottura a fine febbraio, il cambio non è mai riuscita a recuperarla. È la crisi energetica a pesare soprattutto sulla valuta unica con l’Euro/Dollaro che ieri è tornato stabilmente sotto la parità, sul minimo da dicembre 2002. Il prossimo supporto si trova a 0,9850. Il cui break potrebbe innescare ulteriori discese verso area 0,97. Per un possibile spunto al rialzo, invece, si consiglia massima cautela e meglio attendere un rimbalzo da 0,9850 oppure il superamento della parità. I target successivi si collocano a 1,0162 e 1,0358, area di prezzo dove transita la suddetta trend line ribassista e la media mobile a 50 periodi.