Finanza Personale Criptovalute Sì degli USA al GENIUS Act: cosa comporta per il mondo cripto?

Sì degli USA al GENIUS Act: cosa comporta per il mondo cripto?

L'iter legislativo del Genius ACT dipinge gli Stati Uniti come un paese che si ritiene per la diffusione delle stablecoin.

18 Giugno 2025 14:09

A nulla sono servite le resistenze di alcuni esponenti dell’opposizione: il GENIUS Act è stato approvato al Senato degli Stati Uniti. Un esito dato quasi per scontato già alla vigilia, con 68 voti a favore e 30 contrari. L’acronimo si legge per esteso Guiding and Establishing National Innovation for US Stablecoins e, come si può intuire dal nome, mira a normare l’emissione e la circolazione delle stablecoin. Fortemente voluta da Donald Trump e dal suo entourage, la legge ha il potenziale di definire nuovi equilibri più in generale nell’intero mondo cripto.

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Agli USA piacciono le stablecoin: il GENIUS Act

Regolamentare il settore contribuirebbe a rendere le stablecoin uno strumento sempre più diffuso, soprattutto come metodo di pagamento a cui affidarsi nel quotidiano, potendo contare sull’associazione tra il loro prezzo e il valore di un altro asset. In questo modo, anche chi non ha propensione a investire potrebbe metterle nel proprio portafoglio senza esporsi al rischio volatilità. Alcune grandi aziende hanno già dimostrato interesse con la volontà di lanciare i loro token: in prima fila ci sono Big Tech come Apple, Google, Meta e X.

La democratizzazione di queste monete virtuali potrebbe favorire di conseguenza anche l’adozione delle criptovalute ([affiliate_link link_id=”4393″]scambiale senza commissioni su eToro[/affiliate_link]) che invece si basano su dinamiche più tradizionali, come Bitcoin. In questo momento, quasi tutte stanno facendo registrare una lieve flessione, ma non è escluso un rimbalzo dietro l’angolo. Ogni previsione su questo fronte va ovviamente presa con le pinze.

Il discorso cambia in Europa, dove la BCE punta invece da tempo a lanciare l’euro digitale, di fatto accentrando i poteri sulle stablecoin e limitando l’iniziativa delle realtà private.

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Le resistenze citate in apertura sono state perlopiù legate a discussioni inerenti ai legami tra Donald Trump e World Liberty Financial, che nei mesi scorsi ha lanciato la stablecoin USD1. La famiglia del presidente USA controlla quota della società, configurando così una situazione di potenziale conflitto d’interessi.