Crisi Stellantis, arriva chi rileva quasi tutto: ora il cambiamento imminente
Nel mondo dell’automotive, i numeri sono spesso un riflesso diretto delle scelte aziendali e della posizione di mercato.
Eppure, quando si guarda ai risultati delle principali case automobilistiche, sembra che le variabili siano molteplici, e che i destini delle aziende possano divergere drasticamente pur operando nello stesso settore.
Da una parte, General Motors ha visto più che raddoppiare il valore delle proprie azioni, mentre Ford è rimasta sostanzialmente stabile con una lieve flessione del -2%. Di contro, Stellantis, il colosso italo-franco-americano, ha visto un crollo impressionante del 70% della propria capitalizzazione di mercato, un calo che fa sembrare il titolo STLA una storia da universi paralleli.
Mentre la casa automobilistica, guidata da Antonio Filosa, continua a lottare con numeri negativi e una quota di mercato che scende dal 6,1% nel 2025 rispetto all’8,1% del 2020, alcune realtà sembrano guardare alla sua futura risurrezione con interesse. Tra queste, Carvana, il noto rivenditore online di auto usate, ha deciso di scommettere su Stellantis.
Carvana, famosa per i suoi distributori automatici che rivoluzionano l’acquisto dell’auto, sta compiendo un passo importante. La scorsa settimana ha acquisito una concessionaria Stellantis, ampliando così la sua rete e mescolando e-commerce e presenza fisica. La logica dietro a questa scelta è solida. Anche se il modello di acquisto online è sempre più popolare, una parte consistente di consumatori non è ancora pronta a comprare un’auto senza prima toccarla, vederla e provarla di persona.
Le nuove sedi, situate soprattutto nel sud-ovest degli Stati Uniti, vanno a coprire una zona che era stata finora meno raggiunta dalla rete di Carvana, che è più radicata sulla costa orientale. Queste aperture non solo allargano la base di clienti, ma offrono anche la possibilità di vendere veicoli nuovi, con margini più alti rispetto all’usato, oltre a garantire un flusso continuo di auto usate e veicoli fine-leasing da ricondizionare e rivendere.
Stellantis: una strategia incerta
Ma perché Carvana ha scelto Stellantis? La domanda non è priva di un certo fondamento. La casa automobilistica avrebbe potuto puntare su qualsiasi altro marchio, ma ha scelto di scommettere su Stellantis, un’azienda che sta affrontando sfide notevoli. Un onere da circa 26 miliardi di dollari legato alla revisione della strategia sull’elettrico, previsto per fine 2025, potrebbe mettere a dura prova l’azienda, visto che l’intera capitalizzazione di mercato di Stellantis è attualmente di circa 20 miliardi.
A ciò si aggiunge la divisione sospesa, il titolo in continuo calo, e il pesante impegno per rilanciare il portafoglio con ben 14 marchi che richiedono ingenti investimenti. In particolare, il Nord America rappresenta una sfida enorme per Stellantis, con prezzi fuori mercato, una gamma di prodotti inadeguata e concessionari in rivolta. Nonostante l’impegno di circa 13 miliardi di dollari per reintrodurre modelli a benzina e ibridi, la casa automobilistica potrebbe trovarsi a rallentare nella corsa all’elettrico.

Carvana sta investendo nel suo futuro ampliando la rete e diversificando il suo modello di business. Per gli investitori, il titolo STLA resta un’opportunità da considerare con cautela. L’azienda potrebbe avere un potenziale di recupero, ma al momento la sua ripresa non è ancora riuscita a trovare un capitolo convincente. La scommessa su Stellantis da parte di Carvana potrebbe rivelarsi fruttuosa in termini di espansione della rete, ma non è garantito che questo porti benefici immediati agli investitori del settore automobilistico.