Grazie al 730, c’è la seria possibilità di ricevere oltre 2.000 euro di rimborso: scopriamo come recuperare i soldi velocemente.
Non è più solo una promessa da campagna elettorale: il 730/2026 porta con sé la possibilità di un rimborso fino a 2.160 euro per chi non ha ricevuto i bonus in busta paga. Un’opportunità che potrebbe fare davvero la differenza, soprattutto per i lavoratori dipendenti con redditi più bassi. Ma come funziona tutto questo e, soprattutto, scopriamo chi può davvero beneficiare di questi soldi senza aspettare troppo tempo.
Come funziona il rimborso con il 730/2026
Dal 1° gennaio 2025, la novità del taglio del cuneo fiscale ha introdotto due bonus: il primo, il trattamento integrativo (TIR), è una sorta di sostituto del vecchio bonus degli 80 euro, e può arrivare fino a 1.200 euro l’anno. Il secondo bonus, introdotto nel 2025, è un ulteriore taglio che potrebbe arrivare a un massimo di 960 euro per i redditi più bassi.
Come funziona il rimborso (www.finanza.com)
Entrambi sono destinati a chi ha redditi da lavoro dipendente, ma la vera sorpresa sta nel fatto che, se questi bonus non sono stati erogati mensilmente, è possibile recuperare l’intera somma con il 730. Questo significa che per chi non li ha visti arrivare in busta paga, la dichiarazione dei redditi diventa la via per ottenere un rimborso in un’unica soluzione. Non sono pochi i casi di chi ha scelto questa opzione per rientrare in possesso dei benefici, e i numeri sono chiari: fino a 2.160 euro che possono arrivare tra luglio e agosto, con il consueto pagamento dei rimborsi IRPEF.
I dettagli sui requisiti
Per avere diritto a questa somma, i requisiti sono piuttosto chiari, ma bisogna fare attenzione a non perdere alcuni dettagli fondamentali. Per chi ha un reddito inferiore ai 15.000 euro, il trattamento integrativo di 1.200 euro è riconosciuto integralmente, e non si presenta nemmeno un’ulteriore decurtazione. Superato quel limite, fino a 28.000 euro, si entra in un sistema di detrazione che riduce progressivamente l’importo.
Al bonus di 1.200 euro si aggiunge l’agevolazione per il taglio del cuneo fiscale, che offre un massimo di 960 euro per chi ha un reddito che non supera i 20.000 euro, distribuiti in tre scaglioni a seconda dei guadagni. Oltre questa soglia, l’importo di questo bonus diminuisce progressivamente, fino a azzerarsi al raggiungimento dei 40.000 euro.
Come verificare se hai diritto al rimborso
Chi non ha ricevuto i benefici in busta paga e vuole riscuoterli tramite il modello 730 deve innanzitutto verificare la propria Certificazione Unica. I dati riportati, infatti, indicheranno se l’importo è stato già erogato dal datore di lavoro (Codice 1) o se è possibile richiederlo a rimborso (Codice 2).
In sostanza, per recuperare la somma, chi ha un reddito sotto i 40.000 euro e non ha ricevuto i bonus mensili deve fare attenzione ai dati riportati nel proprio modello 730, che sarà disponibile a partire dal 30 aprile 2026. Solo così sarà possibile ottenere il rimborso completo, senza dover attendere ulteriormente.
Cosa accade se non si rispettano i limiti reddituali
Un aspetto importante da tenere a mente è che solo chi rispetta i limiti reddituali specifici avrà diritto al rimborso completo. Per esempio, chi ha un reddito superiore ai 40.000 euro non potrà accedere a questi bonus, né in busta paga né come rimborso. Se, però, il proprio reddito non supera i 28.000 euro e non si sono ricevuti i benefici mensilmente, il rimborso sarà un’ottima occasione per recuperare in un’unica soluzione.
La regola di base per non rischiare di perdere l’occasione di ricevere i 2.160 euro è questa: assicurarsi che dalla Certificazione Unica emerga la situazione di non ricezione dei benefici e compilare correttamente il modello 730. Questo passo potrebbe davvero fare la differenza per tante famiglie italiane che vivono con un reddito modesto e non vogliono lasciare niente al caso.
16/03/2026 10:00
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