Rider sotto il sole: Glovo lancia il bonus caldo ma i sindacati lanciano l’allarme

Glovo lancia il bonus caldo per i rider sotto il sole, ma i sindacati lanciano l'allarme: nessun incentivo economico può sostituire la tutela della salute. Ecco come funziona il bonus e cosa chiedono Nidil Cgil e le altre organizzazioni.

Pubblicato 3 Luglio 2025 Aggiornato 18 Ottobre 2026 10:07

L’estate porta con sé temperature sempre più estreme e, come spesso accade nella gig economy, le novità non mancano mai: questa volta è Glovo a far parlare di sé, introducendo il tanto discusso bonus caldo. Un’iniziativa che, se da un lato promette compensi extra ai rider sotto il sole, dall’altro solleva non poche perplessità sul fronte della sicurezza sul lavoro. I sindacati lanciano l’allarme: nessun incentivo economico può sostituire la tutela della salute dei lavoratori esposti a condizioni estreme.

In un contesto dove la tutela dei lavoratori è già spesso oggetto di dibattito, questa mossa rischia di diventare il classico cerino acceso vicino a una polveriera, alimentando le tensioni tra azienda e sindacati.

Cos’è il bonus caldo di Glovo e come funziona

Il bonus caldo Glovo è un sistema di incentivi economici pensato per i rider che effettuano consegne durante le giornate di calore intenso. A partire dal 1° luglio, i corrieri che sceglieranno di lavorare con temperature da record potranno beneficiare di incrementi percentuali sulle consegne, strutturati su tre fasce:

  • +2% per temperature comprese tra i 32°C e i 36°C
  • +4% per temperature tra i 36°C e i 40°C
  • +8% oltre i 40°C

Oltre agli incrementi percentuali, è previsto un rimborso per l’acquisto di protezioni essenziali come creme solari e acqua. Tuttavia, attenzione: i rimborsi saranno disponibili solo a settembre, lasciando i lavoratori a dover anticipare di tasca propria le spese durante i mesi più caldi. Un dettaglio che non è passato inosservato e che solleva ulteriori dubbi sulla reale efficacia della misura.

👉 Leggi anche: Scioperi ottobre: due generali (2 e 30) e 12 del trasporto, il 16 la giornata più critica

Rider sotto il sole: i rischi concreti per la salute

Pedalare o guidare uno scooter sotto il sole cocente per ore non è privo di conseguenze. I rider sono esposti a rischi seri e documentati:

  • Colpo di calore: la temperatura corporea può salire rapidamente, con conseguenze potenzialmente letali
  • Disidratazione: lo sforzo fisico prolungato in condizioni di afa accelera la perdita di liquidi
  • Riduzione della concentrazione: il caldo estremo compromette i riflessi e aumenta il rischio di incidenti stradali
  • Esposizione prolungata ai raggi UV: senza adeguata protezione, il rischio di danni cutanei è elevato

È proprio su questi rischi che si concentra la preoccupazione dei sindacati, che chiedono misure strutturali e non semplici compensazioni economiche.

La reazione dei sindacati: allarme e richieste concrete

Non si è fatta attendere la risposta delle organizzazioni sindacali, con Nidil Cgil in prima linea nel denunciare quella che definisce una “pericolosa deriva“. Secondo il sindacato, nessun incentivo economico può giustificare l’esposizione dei lavoratori a condizioni estreme, e la priorità dovrebbe essere la sospensione delle attività durante le ondate di calore più intense.

Le richieste dei sindacati si articolano su più fronti:

👉 Leggi anche: Ex Ilva Taranto, cassa integrazione fino a giugno 2027 e la sentenza della Cassazione

  • Stop alle consegne nelle fasce orarie più calde della giornata (tipicamente tra le 12 e le 16)
  • Introduzione di soglie di temperatura oltre le quali l’attività viene automaticamente sospesa
  • Rimborsi immediati per i dispositivi di protezione, non differiti a settembre
  • Riconoscimento pieno dei diritti dei lavoratori, inclusa la copertura assicurativa per malattie da calore

La questione della sicurezza sul lavoro torna quindi prepotentemente al centro del dibattito, ricordando a tutti che la salute non può essere barattata con qualche euro in più.

Glovo difende il bonus: flessibilità o precarietà?

Da parte sua, Glovo difende il bonus caldo come misura di compensazione, sottolineando la flessibilità del proprio modello e la libertà di scelta dei rider. L’azienda sostiene che nessun corriere è obbligato a lavorare nelle ore più calde e che il bonus rappresenta semplicemente un riconoscimento per chi decide volontariamente di farlo.

Tuttavia, il tema si inserisce nel più ampio discorso sulle condizioni della gig economy, dove il confine tra autonomia e precarietà si fa sempre più sottile. Chi dipende da queste piattaforme per il proprio reddito principale ha davvero la libertà di scegliere di non lavorare nelle ore di punta, anche se coincidono con le più calde?

Il precedente spagnolo e i rischi per l’Italia

Esperienze recenti, come quelle vissute in Spagna, dimostrano che il vento può cambiare in fretta: qui Glovo è stata costretta a riclassificare i rider come dipendenti, con ripercussioni non solo economiche ma anche reputazionali. La cosiddetta Ley Rider iberica ha aperto la strada a un ripensamento del modello di business dell’intera gig economy.

In Italia, il rischio è che questa nuova iniziativa apra la strada a ulteriori contenziosi e mini la fiducia di investitori e lavoratori, rendendo ancora più urgente una riflessione collettiva sulla tutela della sicurezza sul lavoro nella gig economy. Il quadro normativo italiano è ancora in evoluzione e il caso Glovo bonus caldo potrebbe diventare un banco di prova decisivo.

FAQ: Rider, bonus caldo e sicurezza sul lavoro

Il bonus caldo di Glovo è obbligatorio per i rider?
No, il bonus è un incentivo per chi sceglie volontariamente di lavorare nelle giornate di calore intenso. Tuttavia, i sindacati sottolineano che per molti rider la libertà di scelta è più teorica che reale.
Quando vengono erogati i rimborsi per creme solari e acqua?
Secondo quanto comunicato da Glovo, i rimborsi per i dispositivi di protezione individuale saranno disponibili a settembre, non durante i mesi estivi in cui le spese vengono sostenute.
Cosa chiedono i sindacati in alternativa al bonus caldo?
Le organizzazioni sindacali, a partire da Nidil Cgil, chiedono la sospensione delle consegne nelle ore più calde, soglie di temperatura automatiche e il pieno riconoscimento dei diritti dei lavoratori, inclusa la copertura per malattie da calore.
Cosa è successo a Glovo in Spagna?
In Spagna, Glovo è stata costretta a riclassificare i rider come lavoratori dipendenti a seguito della Ley Rider, con significative conseguenze economiche e legali per l’azienda.
Il bonus caldo è sufficiente a tutelare la salute dei rider?
Secondo i sindacati, no. Un incentivo economico non elimina i rischi fisici legati al lavoro sotto il sole, come colpi di calore, disidratazione e incidenti stradali causati dalla riduzione della concentrazione.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.