Scadenze fiscali, marzo ne è pieno: l’elenco completo
Scadenze fiscali, marzo ne è pieno: ecco l'elenco completo con tutte le date chiave del mese, dalla Certificazione Unica ai versamenti IVA e contributi INPS.
Tra certificazioni, versamenti e comunicazioni obbligatorie, marzo resta uno dei mesi più densi per chi ha a che fare con il Fisco: ecco l’elenco completo delle scadenze fiscali di marzo.
Marzo non è mai un mese tranquillo per contribuenti, professionisti e imprese. L’inizio della primavera coincide puntualmente con un calendario fitto di adempimenti fiscali che coinvolgono lavoratori autonomi, aziende e anche molti dipendenti. Il motivo è semplice: diverse comunicazioni e versamenti che riguardano l’anno fiscale precedente devono essere formalizzati proprio in questo periodo.
Non è solo una sensazione diffusa tra commercialisti e consulenti del lavoro. Il calendario fiscale del mese conta decine di scadenze, tra invii telematici, certificazioni e pagamenti periodici. Alcune riguardano platee ristrette di contribuenti, altre invece coinvolgono milioni di persone, come nel caso della Certificazione Unica destinata a dipendenti e pensionati.
Chi gestisce partita IVA o attività d’impresa lo sa bene: perdere di vista anche solo una data può significare sanzioni o ritardi difficili da recuperare. Di seguito trovate l’elenco completo delle principali scadenze fiscali di marzo, organizzato per data e categoria.
Scadenze fiscali di marzo: l’elenco completo per data
Le scadenze fiscali di marzo si concentrano in tre momenti chiave del mese: i primi giorni, il 17 marzo e il 31 marzo. Ecco il quadro d’insieme.
Entro il 7 marzo
- Trasmissione della Certificazione Unica (CU) all’Agenzia delle Entrate da parte dei sostituti d’imposta, per i redditi che confluiranno nella dichiarazione precompilata.
- Consegna della CU ai percettori di reddito (dipendenti, pensionati, collaboratori): il documento deve essere messo a disposizione entro questa data.
Entro il 17 marzo
- Versamento delle ritenute d’acconto (IRPEF) operate dai sostituti d’imposta nel mese precedente, tramite modello F24.
- Versamento dei contributi previdenziali INPS per i lavoratori dipendenti relativi al mese precedente.
- Liquidazione e versamento IVA mensile per i contribuenti in regime mensile (periodo febbraio).
- Versamento dell’addizionale regionale e comunale IRPEF trattenuta ai dipendenti nel mese precedente.
- Versamento contributi INPS gestione separata per collaboratori e co.co.co., a carico del committente.
Entro il 31 marzo
- Trasmissione della Certificazione Unica per i redditi esclusi dalla dichiarazione precompilata (es. redditi di lavoro autonomo non inseriti nel 730 precompilato): la scadenza ordinaria è il 31 marzo.
- Comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche IVA (LIPE) del quarto trimestre dell’anno precedente.
- Modello 770 semplificato: in alcuni casi specifici, invio dei dati relativi alle ritenute operate nell’anno precedente.
- Registrazione dei contratti di locazione stipulati o rinnovati nel mese precedente, con versamento dell’imposta di registro.
- Versamento IVA trimestrale per i contribuenti in regime trimestrale (quarto trimestre anno precedente), con la maggiorazione dell’1% a titolo di interessi.
- Invio telematico dei dati delle spese sanitarie al Sistema Tessera Sanitaria, per i soggetti obbligati.
- Comunicazione delle operazioni con l’estero (esterometro): trasmissione dei dati relativi alle operazioni transfrontaliere del trimestre precedente.
- Dichiarazione annuale IVA: il termine ordinario per l’invio del modello IVA annuale autonomo scade il 30 aprile, ma molti contribuenti anticipano la presentazione a marzo per evitare sovrapposizioni.
Certificazione Unica: cos’è e perché è centrale in marzo
Uno dei passaggi più attesi del mese riguarda la Certificazione Unica (CU), il documento che riepiloga redditi percepiti e ritenute subite durante l’anno precedente. Datori di lavoro, enti previdenziali e sostituti d’imposta devono trasmettere questo documento all’Agenzia delle Entrate e consegnarlo ai percettori di reddito.
La CU non è soltanto un documento informativo: rappresenta il punto di partenza per la dichiarazione dei redditi. Senza questa certificazione, infatti, diventa complicato compilare correttamente il modello 730 o il modello Redditi.
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Accanto alla certificazione arrivano anche altri adempimenti collegati alla gestione dei redditi da lavoro e delle ritenute fiscali. Studi professionali e aziende devono trasmettere diversi flussi informativi all’Agenzia delle Entrate, contribuendo a costruire quella banca dati che servirà per le dichiarazioni precompilate dei mesi successivi.

Partite IVA e imprese: i versamenti periodici di marzo
Per le partite IVA marzo è tradizionalmente un periodo di versamenti periodici. Si tratta di pagamenti legati a imposte trattenute nei mesi precedenti o a tributi che seguono scadenze mensili.
In questa fase entrano in gioco ritenute d’acconto, contributi previdenziali e liquidazioni IVA. Chi gestisce un’attività economica sa che queste scadenze arrivano con puntualità quasi chirurgica e richiedono una pianificazione accurata dei flussi di cassa.
Il calendario fiscale non distingue tra grandi aziende e piccoli professionisti: anche freelance e lavoratori autonomi devono rispettare le stesse tempistiche. L’unica differenza riguarda le modalità di versamento e il regime fiscale adottato.
Per questo motivo molti contribuenti preferiscono affidarsi a commercialisti o consulenti fiscali, soprattutto quando le scadenze iniziano a sovrapporsi.
Comunicazioni fiscali e invii telematici obbligatori
Marzo non si limita ai pagamenti. Una parte rilevante degli adempimenti riguarda comunicazioni telematiche obbligatorie che devono essere trasmesse all’Agenzia delle Entrate.
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Tra queste rientrano invii relativi a compensi, ritenute e dati fiscali che servono all’amministrazione finanziaria per ricostruire la posizione dei contribuenti. Questo sistema di comunicazioni incrociate è uno degli strumenti principali con cui il Fisco monitora l’andamento dei redditi e individua eventuali anomalie.
Negli ultimi anni l’intero processo è diventato sempre più digitale. Gran parte delle operazioni avviene attraverso piattaforme online e servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. Un cambiamento che ha semplificato alcune procedure ma che ha anche aumentato il numero di scadenze tecniche da rispettare.
Come non perdere le scadenze fiscali di marzo
Con un calendario così denso, organizzarsi per tempo è fondamentale. Ecco alcune indicazioni pratiche:
- Tenere un promemoria aggiornato con tutte le date chiave del mese, distinguendo tra scadenze fisse (17 e 31 marzo) e scadenze variabili.
- Verificare eventuali proroghe comunicate dall’Agenzia delle Entrate o dal MEF: in caso di festività o situazioni eccezionali, alcune date possono slittare al primo giorno lavorativo successivo.
- Preparare i documenti in anticipo: per la CU e per le comunicazioni telematiche, raccogliere i dati necessari già a febbraio evita errori dell’ultimo momento.
- Utilizzare i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate (Entratel, Fisconline) o affidarsi a un intermediario abilitato per gli invii obbligatori.
FAQ sulle scadenze fiscali di marzo
Quando scade la Certificazione Unica per i sostituti d’imposta?
La trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate della CU per i redditi che confluiscono nella dichiarazione precompilata scade il 7 marzo. Per le certificazioni relative ad altri redditi (es. lavoro autonomo non precompilato) la scadenza ordinaria è il 31 marzo.
Entro quando va versata l’IVA mensile di febbraio?
I contribuenti in regime mensile devono versare l’IVA relativa al mese di febbraio entro il 17 marzo, tramite modello F24.
Cosa succede se si salta una scadenza fiscale di marzo?
Il mancato rispetto di una scadenza fiscale comporta l’applicazione di sanzioni amministrative. Tuttavia, è possibile regolarizzare la propria posizione tramite il ravvedimento operoso, che consente di pagare una sanzione ridotta in proporzione al ritardo accumulato.
Le scadenze fiscali di marzo valgono anche per il regime forfettario?
Sì, in parte. I contribuenti in regime forfettario sono esonerati dalla liquidazione IVA, ma devono comunque rispettare le scadenze relative ai contributi previdenziali e, se sono sostituti d’imposta, alla Certificazione Unica.
Dove trovo il calendario fiscale ufficiale aggiornato?
Il calendario fiscale aggiornato è disponibile sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate (agenziaentrate.gov.it) nella sezione dedicata alle scadenze. È consigliabile verificarlo periodicamente, poiché proroghe e modifiche normative possono aggiornare le date nel corso dell’anno.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.