Fisco I condomini non devono pagare l’amministratore sempre in questi casi: in pochi lo sanno, ma si può risparmiare molto

I condomini non devono pagare l’amministratore sempre in questi casi: in pochi lo sanno, ma si può risparmiare molto

6 Aprile 2026 17:00

Il compenso dell’amministratore di condominio dopo la scadenza del mandato: nessun diritto automatico al pagamento.

La questione relativa al compenso dell’amministratore di condominio dopo la scadenza del suo mandato è stata recentemente affrontata dalla Corte di Cassazione. La decisione della giurisprudenza ha chiarito un punto cruciale: se l’assemblea non rinnova formalmente l’incarico, l’amministratore non ha diritto al pagamento per il periodo successivo alla scadenza, anche se continua a svolgere le sue funzioni.

Secondo la Corte di Cassazione, se il mandato dell’amministratore scade senza un rinnovo ufficiale da parte dell’assemblea, il professionista non può pretendere alcun compenso per il periodo successivo alla scadenza del contratto, nemmeno se ha continuato a gestire le operazioni del condominio. Questo orientamento ribalta una prassi consolidata che riteneva che l’incarico proseguisse automaticamente, con diritto a un compenso, fino a quando non veniva formalmente sostituito.

Il quadro normativo: il Codice Civile e l’articolo 1129

Questa sentenza si inserisce in un contesto normativo definito dall’articolo 1129 del Codice Civile, che regola la nomina, revoca e compenso dell’amministratore di condominio. Secondo la legge, l’amministratore è obbligato a fornire un compenso specifico, stabilito dall’assemblea, per il periodo di durata del mandato. Se questo non accade, il contratto potrebbe considerarsi nullo. Inoltre, l’amministratore deve essere nominato ufficialmente e il suo compenso determinato con chiarezza.

Il diritto al compenso dell’amministratore si presume oneroso, cioè prevede una retribuzione, salvo prova contraria. Tuttavia, la giurisprudenza ha recentemente chiarito che, nel caso di scadenza del mandato senza rinnovo, l’amministratore non ha diritto a una retribuzione aggiuntiva. La mancata formalizzazione di un nuovo incarico fa sì che l’attività svolta dopo la scadenza non possa essere considerata parte di un contratto continuativo, privo di compenso.

Il progetto, che è ancora in fase di discussione, propone una serie di misure volte a migliorare la gestione condominiale
Riflessioni pratiche per i condòmini e gli amministratori(www.finanza.com)

Questo nuovo orientamento solleva diverse questioni pratiche per condòmini e amministratori. È fondamentale che le delibere assembleari siano chiare e puntuali, in modo da evitare confusioni riguardo al rinnovo e al compenso. Inoltre, l’amministratore deve chiarire esplicitamente, al momento della sua nomina, l’importo del compenso, altrimenti il contratto potrebbe essere considerato nullo.

I condòmini dovrebbero adottare un comportamento più prudente nelle assemblee di approvazione e rinomina dell’amministratore, specificando chiaramente la durata dell’incarico e il compenso. Così facendo, si evitano conflitti e incertezze legali, e si garantisce una gestione più trasparente e regolamentata del condominio.