Prezzi benzina, è l’ora del dietrofront? Ecco quanto possono scendere con petrolio a questi livelli
Prezzi benzina in calo con il petrolio sotto i 100 dollari: ecco di quanto possono scendere benzina e diesel, i tempi di trasmissione e il possibile taglio delle accise.
I prezzi della benzina sono pronti a un vero e proprio dietrofront? La domanda è concreta e urgente per milioni di automobilisti italiani: con il petrolio che ha perso decine di dollari in pochi giorni, lo spazio per un calo significativo ai distributori esiste, ed è tutt’altro che marginale. Vediamo i numeri, i meccanismi e cosa ci si può aspettare nelle prossime settimane.
Petrolio in picchiata: Brent sotto i 100 dollari al barile
Negli ultimi giorni si sta assistendo a un repentino dietrofront delle quotazioni del petrolio. Le quotazioni del Brent, benchmark europeo del greggio, sono tornate sotto il muro dei 100 dollari al barile, segnando un calo di oltre 40 dollari rispetto ai picchi a 139 dollari toccati in precedenza. Una ritirata dettata da una serie di fattori convergenti: nuovi lockdown in alcune aree chiave della Cina, che comprimono la domanda globale, e le speranze legate a eventuali negoziati diplomatici sui principali fronti di crisi geopolitica.
In sostanza, il prezzo del petrolio ha rimesso indietro le lancette di circa due settimane. La domanda che si pongono tutti è: quanto ci metteranno i prezzi della benzina a fare lo stesso?
Prezzi benzina: è l’ora del dietrofront?
I primi segnali di rientro si sono già materializzati. Eni ha tagliato di 5 centesimi i prezzi raccomandati di benzina e diesel in risposta al calo del Brent. Ulteriori revisioni al ribasso sono attese nelle prossime ore, considerando che le quotazioni del greggio hanno registrato cali fino all’8% in una singola seduta.
Ma quanto può scendere nel concreto il prezzo della benzina con il petrolio stabilmente sotto i 100 dollari? Il calcolo è presto fatto: basta guardare i prezzi medi ai distributori registrati quando il greggio viaggiava a questi livelli.
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Il confronto tra i prezzi: prima e dopo il rialzo del petrolio
Stando ai dati diffusi da Quotidiano Energia sulla base delle comunicazioni dei gestori all’Osservatorio prezzi carburanti del MISE:
- Benzina self service: quando il Brent era sotto i 100 dollari, il prezzo medio nazionale era a circa 1,879 euro/litro. Ai livelli di picco, lo stesso dato ha raggiunto 2,219 euro/litro.
- Diesel self service: il prezzo è passato da circa 1,753 euro/litro a 2,225 euro/litro.
Lo spazio per una normalizzazione è quindi decisamente ampio:
- La benzina potrebbe scendere di oltre il 15% per tornare ai livelli precedenti al rialzo del greggio.
- Il diesel potrebbe calare addirittura del 21%.
Perché i prezzi alla pompa non scendono subito (e in modo lineare)?
Un ragionamento che deve però fare i conti con una realtà strutturale: i prezzi alla pompa non seguono in maniera lineare quelli del petrolio. Come sottolineano gli esperti del settore, le quotazioni si formano su due mercati di riferimento: a Genova per il Mediterraneo e a Rotterdam per l’Europa del Nord. Le quotazioni in dollari per tonnellata vengono poi tradotte prima con la conversione in euro per mille litri, e successivamente le compagnie le rivendono ai distributori all’ingrosso, che a loro volta le cedono ai punti vendita, cioè le stazioni di rifornimento. Una catena lunga, con ritardi fisiologici tra il calo del greggio e il ribasso effettivo al distributore.
Questo spiega perché, storicamente, i prezzi alla pompa salgono rapidamente quando il petrolio aumenta, ma scendono con più lentezza quando il greggio cala — un fenomeno noto come asimmetria dei prezzi dei carburanti.
Il ruolo delle accise e delle misure governative
Sul fronte politico, il dibattito su come calmierare il caro-benzina è aperto. Una delle ipotesi più discusse è quella di un taglio delle accise sui carburanti, eventualmente finanziato dall’extra gettito IVA generato dai prezzi elevati di questi mesi. Alcune fonti parlano di un possibile taglio nell’ordine dei 15 centesimi al litro, una misura analoga a quella adottata dalla Francia in via temporanea. Se confermata, questa mossa si sommerebbe al calo naturale legato al ribasso del petrolio, con un effetto combinato potenzialmente significativo per i consumatori.
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Quanto possono scendere i prezzi benzina con il petrolio a questi livelli?
Tirando le somme, con il Brent stabilmente sotto i 100 dollari al barile e in assenza di nuove tensioni geopolitiche o shock della domanda, lo scenario più probabile è il seguente:
- Benzina self service: potenziale calo fino a 30-35 centesimi al litro rispetto ai massimi, tra effetto mercato e possibili misure fiscali.
- Diesel self service: potenziale calo ancora più marcato, nell’ordine dei 40-45 centesimi al litro.
- I tempi di trasmissione del calo dal mercato all’ingrosso al distributore finale variano da pochi giorni a due settimane.
Molto dipenderà dalla stabilità delle quotazioni del greggio nelle prossime settimane e dall’eventuale intervento governativo sulle accise. Gli automobilisti italiani hanno buone ragioni per essere moderatamente ottimisti, ma è presto per cantare vittoria.
FAQ: prezzi benzina e petrolio, le domande più frequenti
Perché il prezzo della benzina non scende subito quando cala il petrolio?
A causa della lunga catena di distribuzione (raffinerie, mercati all’ingrosso, distributori) e dell’asimmetria strutturale dei prezzi dei carburanti: i rialzi si trasmettono più velocemente dei ribassi. In genere occorrono da 5 a 14 giorni perché un calo del greggio si rifletta pienamente al distributore.
Cosa sono le accise sulla benzina e perché incidono così tanto?
Le accise sono imposte fisse per litro di carburante, indipendenti dal prezzo del petrolio. In Italia rappresentano una quota molto elevata del prezzo finale alla pompa. Un loro taglio riduce direttamente il costo per il consumatore, senza dover aspettare i movimenti del mercato del greggio.
Con il petrolio sotto i 100 dollari, di quanto può scendere la benzina?
Sulla base dei dati storici recenti, il prezzo della benzina self service potrebbe tornare in area 1,85-1,90 euro/litro, con un calo potenziale superiore al 15% rispetto ai massimi. Il diesel potrebbe scendere in misura ancora maggiore, con un potenziale ribasso del 20-21%.
Il governo può intervenire per abbassare i prezzi alla pompa?
Sì, attraverso il taglio temporaneo delle accise o altri strumenti fiscali. L’ipotesi di uno sconto di 15 centesimi al litro è tra quelle sul tavolo, finanziabile con l’extra gettito IVA generato dai prezzi elevati dei carburanti degli ultimi mesi.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.