Crisi energia: Italia accelera su eolico, Grecia propone tetto prezzo gas

Crisi energia: l'Italia sblocca sei parchi eolici per 418 MW mentre la Grecia propone un tetto al prezzo del gas sul TTF. Tutte le misure allo studio per famiglie e imprese energivore.

Pubblicato 11 Marzo 2022 Aggiornato 18 Ottobre 2026 12:59

La crisi energetica, acuita dal conflitto in Ucraina e dalle tensioni sui mercati globali delle materie prime, continua a mettere sotto pressione l’Unione europea. Sul tavolo ci sono due fronti paralleli: l’Italia accelera sullo sviluppo dell’eolico per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili, mentre la Grecia propone un tetto al prezzo del gas come misura d’emergenza immediata. Due strumenti diversi, ma con un punto in comune: rispondere alla crisi energetica prima che i costi diventino insostenibili per famiglie e imprese.

Crisi energia: la Grecia propone il tetto al prezzo del gas

Un passo concreto e dettagliato è arrivato dal premier greco Kyriakos Mitsotakis, che ha inviato una lettera al presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, avanzando precise proposte di intervento sul mercato energetico europeo. Al centro della proposta c’è l’introduzione di un tetto massimo al prezzo del gas, da applicare come parte di un intervento diretto dell’Ue per contenere gli aumenti.

Nel dettaglio, Mitsotakis ha articolato un piano in sei punti che prevede:

  • Un price cap sul TTF, il mercato di riferimento per il gas naturale in Europa;
  • La definizione di un intervallo di volatilità massima entro cui i prezzi possono oscillare;
  • Un prezzo di emergenza da attivare in caso di interruzione delle forniture dalla Russia.

La proposta greca si inserisce in un dibattito europeo sempre più acceso. Anche il ministro della Transizione Ecologica italiano, Roberto Cingolani, ha ribadito la necessità di un cap al prezzo del gas europeo, sottolineando come senza un intervento coordinato a livello comunitario le misure nazionali rischino di essere insufficienti.

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Italia e crisi energia: l’accelerazione sull’eolico

Sul fronte interno, l’Italia ha scelto di rispondere alla crisi energetica puntando sulle rinnovabili. Il Consiglio dei ministri ha sbloccato la realizzazione e il potenziamento di sei parchi eolici in Puglia, Basilicata e Sardegna, per una potenza complessiva di 418 MW.

Si tratta di quattro nuovi impianti, tutti in provincia di Foggia:

  • Castelluccio dei Sauri: 43,2 MW;
  • Cerignola e Orta Nuova: 58,5 MW;
  • Sant’Agata di Puglia: 39,6 MW;
  • Troia: 121,9 MW.

L’obiettivo è ridurre strutturalmente la dipendenza dalle importazioni di gas, aumentando la quota di energia prodotta da fonti rinnovabili sul territorio nazionale. Lo sviluppo dell’eolico rappresenta uno dei pilastri del piano RepowerEU, che punta a diversificare le fonti energetiche dell’Unione europea nel medio-lungo periodo.

Le altre misure allo studio per le imprese energivore

La crisi energetica colpisce in modo particolare le imprese energivore, quelle cioè che consumano grandi quantità di energia nei loro processi produttivi: industria pesante, chimica, metallurgia, ceramica. Per questi settori, il Governo sta valutando una serie di interventi aggiuntivi, in coordinamento con le istituzioni europee.

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Tra le ipotesi sul tavolo:

  • Sostegni diretti alle imprese energivore sotto forma di sovvenzioni;
  • Limitazione del prezzo di vendita del gas, da definire in coordinamento con l’Europa;
  • Cessione dell’energia elettrica rinnovabile ritirata dal GSE a prezzi calmierati per i settori energivori e a rischio delocalizzazione.

Il rischio regolatorio rimane elevato. Tuttavia, se le misure dovessero assumere la forma di aiuti diretti ai settori energivori — piuttosto che interventi strutturali sui prezzi — l’impatto sul settore utilities risulterebbe limitato.

Il contesto europeo: dal piano RepowerEU al dibattito sul price cap

La crisi energetica ha spinto l’Unione europea a varare il piano RepowerEU, che punta a ridurre rapidamente la dipendenza dal gas russo attraverso la diversificazione delle forniture, l’accelerazione delle rinnovabili e il risparmio energetico. Ma il piano da solo non basta a contenere i prezzi nel breve periodo.

Da più parti — Italia e Grecia in testa — si invoca un intervento diretto sul mercato del gas, con un tetto ai prezzi che impedisca speculazioni e garantisca forniture a costi sostenibili. Il dibattito in sede europea è aperto e le prossime settimane saranno decisive per capire se e come l’Ue deciderà di intervenire.

FAQ: crisi energia, eolico e tetto al prezzo del gas

Cos’è il TTF e perché è importante nella crisi energetica?
Il TTF (Title Transfer Facility) è il principale mercato di riferimento per il gas naturale in Europa, con sede nei Paesi Bassi. I prezzi fissati sul TTF influenzano le bollette di famiglie e imprese in tutta l’Ue. Un tetto al prezzo sul TTF significherebbe limitare direttamente il costo del gas a livello europeo.
Cosa prevede il piano RepowerEU?
RepowerEU è il piano della Commissione europea per ridurre la dipendenza dal gas russo. Prevede l’aumento delle importazioni di GNL, lo sviluppo accelerato di rinnovabili come eolico e solare, e misure di risparmio energetico obbligatorie per gli Stati membri.
Perché l’Italia punta sull’eolico per rispondere alla crisi energetica?
L’eolico consente di produrre energia elettrica senza consumare gas o altri combustibili fossili. Aumentare la capacità eolica installata riduce strutturalmente la quantità di gas necessaria per la generazione elettrica, abbassando la dipendenza dalle importazioni e contenendo i costi nel lungo periodo.
Il tetto al prezzo del gas è già in vigore in Europa?
No. Al momento si tratta di una proposta avanzata da diversi Paesi, tra cui Grecia e Italia. La decisione finale spetta alla Commissione europea e richiede un accordo tra gli Stati membri. Il dibattito è in corso e l’esito non è ancora definito.
Chi sono le imprese energivore e perché sono le più colpite dalla crisi?
Le imprese energivore sono quelle che utilizzano grandi quantità di energia nei loro processi produttivi, come acciaierie, cementifici, industrie chimiche e ceramiche. L’aumento dei prezzi dell’energia incide direttamente sui loro costi di produzione, mettendo a rischio la competitività e, in alcuni casi, la sopravvivenza stessa delle aziende.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.