Caro carburanti: truffa? Dopo Cingolani, si sollevano associazioni consumatori. A Ischia oltre 2,6 euro al litro
Caro carburanti: truffa o speculazione? Dopo Cingolani, Codacons e UNC presentano esposti a 104 Procure e all'Antitrust. A Ischia benzina a 2,629 euro al litro. Tutti i dettagli.
Sul caro carburanti è ormai allarme generale: dopo le parole durissime del ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani, che ha parlato apertamente di “colossale truffa” a danno di imprese e cittadini, si sono mosse le principali associazioni dei consumatori italiane. Codacons e Unione Nazionale Consumatori hanno chiesto l’intervento della magistratura e dell’Antitrust per fare luce su rincari che, in alcune zone d’Italia, hanno già superato i 2,6 euro al litro. La domanda che si pongono in molti è legittima: si tratta davvero di una truffa sul prezzo dei carburanti?
Cingolani: “Una spirale speculativa, una colossale truffa”
“Stiamo assistendo ad un aumento del prezzo dei carburanti ingiustificato, non esiste motivazione tecnica di questi rialzi”, ha dichiarato il ministro Cingolani a Sky Tg 24. “La crescita non è correlata alla realtà dei fatti: è una spirale speculativa, su cui guadagnano in pochi”. Parole forti, che hanno immediatamente scosso il dibattito pubblico e spinto le associazioni a passare ai fatti.
Vale però la pena ricordare un dato spesso trascurato: sul prezzo finale di benzina e gasolio, ben il 55% è composto da IVA e accise statali. Una quota su cui il governo, almeno fino a questo momento, ha preferito non intervenire in modo strutturale.
Caro carburanti: truffa? L’esposto del Codacons a 104 Procure
In scia alle dichiarazioni di Cingolani, il Codacons ha presentato un esposto a 104 Procure della Repubblica di tutta Italia e all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM). L’associazione ha chiesto di aprire indagini sul territorio con l’ausilio della Guardia di Finanza per accertare eventuali speculazioni e illeciti, alla luce delle possibili fattispecie di:
- Truffa aggravata
- Aggiotaggio
- Manovre speculative su merci
“Aumenti la cui entità non appare giustificata né dalle attuali quotazioni del petrolio, né da riduzioni delle forniture sul territorio legate alla guerra in Ucraina”, spiega il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. “Senza contare che benzina e gasolio venduti oggi presso i distributori sono stati acquistati mesi fa, a prezzi sensibilmente inferiori”.
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I prezzi record: a Ischia oltre 2,6 euro al litro
I numeri rilevati dal Codacons fotografano una situazione fuori controllo. Nei giorni di punta, i listini dei carburanti hanno registrato:
- Benzina self service: circa 2,3 euro al litro in media nazionale, con un rincaro del +39,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente
- Gasolio: rincaro ancora più pesante, pari a +51,3%
Ma in alcune aree del Paese i prezzi hanno già sfondato la soglia dei 2,5 euro al litro. Le punte più alte rilevate:
- Ischia: 2,629 euro/litro
- La Maddalena: 2,589 euro/litro
- Ventotene: 2,579 euro/litro
Si tratta di isole e zone isolate, dove la struttura logistica amplifica i rincari, ma i valori restano comunque ben al di sopra di qualsiasi giustificazione tecnica legata al costo del greggio.
L’Unione Nazionale Consumatori chiede di sentire Cingolani in Procura
Anche l’Unione Nazionale Consumatori (UNC) ha deciso di agire su due fronti: oltre all’esposto già presentato all’Antitrust, ha depositato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma, chiedendo che il ministro Cingolani venga sentito come persona informata sui fatti, così da poter spiegare ai magistrati il contenuto delle sue dichiarazioni e le accuse formulate pubblicamente.
“Nell’esposto all’Antitrust abbiamo già chiesto all’Authority di accertare, avvalendosi dell’ausilio del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza e delle comunicazioni ufficiali dei distributori al ministero dello Sviluppo Economico, quando e con che tempistica sono iniziati gli aumenti e chi si è approfittato di questa emergenza”, ha precisato Massimiliano Dona, presidente dell’UNC. L’obiettivo è verificare se vi siano state intese restrittive della concorrenza o veri e propri reati, e in tal caso segnalarli alle Procure competenti.
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Lo sciopero degli autotrasportatori: 70.000 mezzi fermi
In segno di protesta contro il caro carburante, era stato organizzato uno sciopero nazionale degli autotrasportatori, che aveva fatto temere un blocco delle merci e possibili problemi nella fornitura di beni primari. La protesta ha però ricevuto lo stop dalla Commissione di garanzia: il fermo nazionale ufficiale non si è tenuto, ma circa 70.000 mezzi pesanti hanno comunque tenuto i motori spenti, “in seguito alla decisione delle imprese di autotrasporto di non caricarsi di ulteriori oneri finanziari per l’impossibilità a far fronte da sole agli aumenti record nel costo del carburante”.
FAQ: Caro carburanti, le domande più frequenti
Il caro carburanti è davvero una truffa?
Secondo il ministro Cingolani e le associazioni dei consumatori, i rincari non sono giustificati né dall’andamento del petrolio né da carenze di forniture. Magistratura e Antitrust sono stati chiamati ad accertarlo formalmente. Per ora si parla di possibili speculazioni, ma le indagini devono ancora fare il loro corso.
Perché la benzina costa così tanto?
Il prezzo alla pompa è composto per circa il 55% da IVA e accise statali. La quota restante dipende dal costo del greggio, dai margini della distribuzione e, secondo le accuse, da eventuali ricarichi speculativi.
Dove si registrano i prezzi più alti in Italia?
Le punte massime si trovano nelle isole minori: Ischia ha toccato 2,629 euro al litro, La Maddalena 2,589 euro e Ventotene 2,579 euro, secondo i dati rilevati dal Codacons.
Cosa possono fare i consumatori?
È possibile segnalare prezzi anomali al Codacons, all’UNC o direttamente all’Antitrust. Le associazioni stanno raccogliendo segnalazioni per supportare gli esposti già presentati alle Procure.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.