Concessioni balneari, il bando tipo del Mit: durata, indennizzi e canone rivisto

Il bando tipo per le concessioni balneari presentato dal Mit fissa durata fino a 20 anni, sistema di indennizzi per concessionari uscenti e revisione del canone demaniale

13 Ottobre 2026 17:04

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha fatto un passo concreto verso la fine di uno dei capitoli più intricati della regolamentazione italiana: la bozza del bando tipo per le concessioni balneari è stata presentata alla Conferenza Unificata nell’ottobre 2026, aprendo ufficialmente la fase che porterà i Comuni ad assegnare le concessioni demaniali marittime attraverso gare pubbliche. Un documento atteso da anni, che ora fissa scadenze precise, criteri di aggiudicazione e — punto decisivo — un meccanismo di indennizzo per chi gestisce oggi uno stabilimento balneare.

Che cos’è il bando tipo e perché cambia tutto

Il bando tipo per le concessioni balneari non è un bando di gara in senso stretto, ma un modello nazionale standardizzato che i Comuni saranno tenuti a utilizzare per indire le proprie gare locali. È previsto dal Decreto-Legge 32/2026 e serve a garantire uniformità su tutto il territorio nazionale: finora ogni ente locale avrebbe potuto costruire il proprio bando con regole diverse, creando un patchwork normativo difficile da gestire sia per le amministrazioni sia per i potenziali partecipanti.

La bozza è stata trasmessa alla Conferenza Unificata e resta soggetta a modifiche prima dell’approvazione definitiva. Non è quindi ancora il testo finale, ma rappresenta l’ossatura su cui si costruirà l’intero processo di gara. Riguarda migliaia di gestori di stabilimenti balneari lungo le coste italiane, che per la prima volta si trovano di fronte a un quadro procedurale chiaro e vincolante.

Durata delle concessioni: da 5 a 20 anni

Uno degli elementi più discussi è la durata delle nuove concessioni. La bozza prevede un range che va da un minimo di 5 anni fino a un massimo di 20 anni. Non si tratta quindi di una durata fissa, ma di una forchetta che lascia margini di calibrazione in base alle caratteristiche del singolo lotto e alle esigenze del territorio.

Una durata più lunga — tendenzialmente verso i 20 anni — consente al nuovo concessionario di pianificare investimenti significativi, ammortizzandoli nel tempo. Una durata più breve può essere appropriata per concessioni di dimensioni ridotte o in aree con particolari vincoli ambientali. Il Comune, applicando il bando tipo, dovrà motivare la scelta all’interno di questo intervallo.

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Per i gestori attuali, la notizia rilevante è che le concessioni esistenti resteranno valide fino al subentro del nuovo concessionario: nessuna interruzione improvvisa dell’attività, nessun vuoto gestionale. La continuità operativa è garantita fino al completamento della procedura di assegnazione.

Il sistema degli indennizzi per i concessionari uscenti

Il tema degli indennizzi è quello che ha generato più attesa — e più tensione — tra i balneari italiani. La bozza del bando tipo per le concessioni balneari introduce un meccanismo di indennizzo per i concessionari uscenti commisurato agli investimenti non ancora ammortizzati al momento della cessione della concessione.

Il principio è chiaro: chi ha investito in strutture, impianti o interventi di riqualificazione e non ha ancora recuperato quella spesa attraverso i ricavi della gestione, ha diritto a ricevere una compensazione dal nuovo concessionario subentrante. Non è un rimborso a piè di lista di tutto ciò che è stato speso negli anni, ma una valutazione del residuo non ammortizzato.

Questo approccio serve a due scopi distinti. Da un lato, tutela il concessionario uscente da una perdita patrimoniale secca. Dall’altro, incentiva la manutenzione e il miglioramento degli impianti anche nei mesi che precedono la gara: un gestore che sa di poter recuperare gli investimenti residui non ha motivo di smettere di investire nell’attesa dell’esito della procedura.

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Immagine generata con AI

I dettagli operativi del calcolo — le metodologie di ammortamento applicabili, i documenti richiesti per la valutazione — non sono ancora definitivi nella bozza attuale, proprio perché il testo è ancora al vaglio della Conferenza Unificata.

Criteri di aggiudicazione e limiti alla concentrazione

Un punto qualificante della bozza riguarda i criteri con cui verrà scelto il nuovo concessionario. L’aggiudicazione non avverrà al massimo ribasso né al canone più alto offerto, ma sulla base dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Questo significa che la valutazione terrà conto di più parametri: la qualità del progetto gestionale, le proposte di investimento, i servizi offerti all’utenza, la sostenibilità ambientale.

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L’obiettivo è premiare chi porta valore al territorio, non semplicemente chi offre di pagare di più. È una scelta che avvicina il modello italiano a quello di altri Paesi europei, dove le concessioni demaniali vengono assegnate sulla base di piani industriali e non solo di offerte economiche.

La bozza introduce anche limiti al numero di lotti assegnabili a un singolo operatore, con l’esplicito scopo di evitare concentrazioni eccessive. Si tratta di una misura pro-concorrenziale che punta a impedire che grandi gruppi o investitori istituzionali acquisiscano posizioni dominanti su interi tratti di costa, marginalizzando gli operatori locali di piccola e media dimensione.

Le scadenze che i Comuni devono rispettare

Il calendario è stringente. Una volta approvato il bando tipo nella sua versione definitiva, i Comuni avranno tempo fino al 30 giugno 2027 per pubblicare i propri bandi di gara locali. L’assegnazione definitiva delle nuove concessioni dovrà avvenire entro il 30 settembre 2027.

Sono scadenze che lasciano poco margine per ritardi o contenziosi. Per i Comuni che si trovano a gestire situazioni complesse — lotti contesi, perimetri da ridefinire, valutazioni di impatto ambientale ancora aperte — il tempo a disposizione è limitato. Per i gestori attuali, invece, quelle date segnano l’orizzonte entro cui capire se e a quali condizioni potranno continuare la propria attività.

Chi intende partecipare alla gara per la concessione che attualmente gestisce dovrà presentare un’offerta come qualsiasi altro concorrente, senza automatismi di rinnovo. Il vantaggio competitivo della conoscenza del sito rimane, ma non costituisce un diritto preferenziale formale nel nuovo sistema.

Il testo del bando tipo, una volta approvato definitivamente dalla Conferenza Unificata, sarà il riferimento operativo per tutti i Comuni costieri. Monitorare l’evoluzione della bozza nelle prossime settimane — e le eventuali modifiche introdotte in sede di Conferenza — è il primo passo concreto per chiunque sia coinvolto, da gestore o da potenziale nuovo concorrente, nella stagione delle gare per le concessioni balneari.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.