Finanza Indici e quotazioni Borse prudenti in vista di nuovi dazi, oggi l’incontro a Bruxelles. Piazza Affari su con le banche

Borse prudenti in vista di nuovi dazi, oggi l’incontro a Bruxelles. Piazza Affari su con le banche

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Prudenza sui mercati finanziari. Le Borse europee oscillano intorno alla parità, penalizzate ancora dal rischio di una escalation del conflitto commerciale tra gli Stati Uniti e i suoi principali partner, soprattutto la Cina. Mentre Piazza Affari tenta di reagire ai ribassi di venerdì, mostrando un progresso moderato. Dopo l’avvio piatto l’indice Ftse Mib accelera e segna un rialzo dello 0,90% muovendosi in area 20.638 punti. “I prezzi rimangono ingabbiati da 17 sedute in uno stretto range di circa 600 punti fra area 20.250 e 20.900”, spiega l’analista Pietro Di Lorenzo di Sos Trader, secondo il quale la fase di stallo fra acquirenti e venditori proseguirà fino alla divulgazione del Def (il Documento di Economia e Finanza).

La Cina rischia di subire dazi sulla totalità delle esportazioni verso gli Usa
Il presidente americano Donald Trump ha alimentato la pressione sulla Cina, annunciando l’eventualità di dazi su 267 miliardi di dollari di prodotti cinesi, che si aggiungerebbero ai 200 miliardi che dovrebbero entrare in vigore a breve. Se queste ultime minacce di Trump dovessero avverarsi, Pechino subirebbe dazi per un totale di 517 miliardi di dollari, praticamente la totalità dei prodotti cinesi importanti dagli Usa. La Cina ha fatto sapere che risponderà alle nuove azioni degli Stati Uniti, alimentando i timori di una possibile svalutazione dello yuan o di sanzioni contro le aziende americane. A questo riguardo, il gigante Apple ha previsto che potrebbe essere coinvolta nella guerra commerciale in atto, con Trump che sollecita il gruppo a spostare la produzione dentro i confini nazionali.

In questo quadro, i listini asiatici si sono mossi in ordine sparso questa mattina, con Shanghai e Hong Kong in rosso mentre Tokyo ha chiuso in rialzo dello 0,30% incoraggiata dal buon dato sull’economia. Nel periodo aprile-giungo il Pil del Giappone ha segnato una crescita del del 3% su base annualizzata, contro il +1,9% della prima stima e oltre le attese del mercato ferme a un +2,6%. Si tratta del record in oltre due anni. La questione commerciale riguarda anche il Giappone, che rischia di essere la prossima vittima di Trump. Intanto proeguono i negoziati tra Washington e Ottawa per cercare di trovare una intesa sul nuovo Nafta. Per quanto riguarda l‘Europa, oggi la commissaria europea al Commercio, Cecilia Malmstrom, riceverà a Bruxelles il rappresentante americano al Commercio, Robert Lighthizer, per avviare un nuovo ciclo di negoziati.

Focus Italia in attesa del Def, cosa spettarsi?
I mercati guardano anche ai peasi emergenti e all’Italia in attesa della nuova legge di bilancio per il 2019, che dovrebbe arrivare il prossimo 27 settembre. Gli investitori saranno rasserenati da un atteggiamento prudente (con una manovra che tenga il livello deficit/Pil sotto il 2% nel 2019) mentre saranno pronti a innescare un nuovo flusso di vendite (in particolare sui titoli di Stato italiani, con il relativo allargamento dello spread con il Bund) qualora si decida di adottare una linea meno rigorista con un deficit intorno al 3%. Nel fine settimana il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, ha ribadito la volontà del governo di rispettare i vincoli Ue, cercando di rassicurare il mercato. “L’obiettivo – ha detto Tria – dovrà portare il governo italiano a stare nei limiti delle regole fiscali europee. Ovviamente tutte le regole vanno rispettate”, ma “il problema non è questo” perché occorre tenere d’occhio i mercati finanziari per evitare l’aumento dello spread”.

Tra i titoli di Piazza Affari, bene le banche che conquista la vetta del Ftse Mib con Mediobanca in testa (+3,6%). Acquisti anche su Telecom Italia (+3%), nel giorno in cui si riunisce il consiglio di amministrazione per affrontare il tema delle aste per il 5g. La riunione potrebbe essere anche occasione di confronto sui vertici, in particolare tra i membri nominati dal fondo Elliott e quelli appoggiati da Vivendi, dopo le recenti critiche del gruppo francese all’operato del board (Leggi QUI). Tra le vendite invece Fca e Stmicroelectronics che cedono oltre l’1,5% sui timori di un inasprimento dei toni sul fronte commerciale.