Finanza Indici e quotazioni Piazza Affari, ancora rialzi in vista del ponte di Ferragosto. Spunti da analisi tecnica, rimbalzo del 12% da minimi periodo di metà luglio  

Piazza Affari, ancora rialzi in vista del ponte di Ferragosto. Spunti da analisi tecnica, rimbalzo del 12% da minimi periodo di metà luglio  

 

Piazza Affari si muove in territorio positivo nell’ultima seduta della settimana, prima del ponte di Ferragosto. In un clima pre-festivo, il Ftse Mib avanza dello 0,35% a 22.939,66 punti (oltrepassata quota 23mila punti in mattinata), in compagnia delle altre Borse europee. Gli investitori tengono gli occhi puntati sulle future mosse delle banche centrali, in particolare della Federal Reserve (Fed) dopo i recenti segnali di attenuazione delle pressioni inflattive dopo la pubblicazione del dato di luglio dell’inflazione e dell’indice dei prezzi alla produzione. Nell’attesa tengono banco i commenti di alcuni membri della Fed, tra cui quello di Mary Daly, presidente della Federal Reserve Bank of San Francisco e membro votante del Fomc, che ha affermato di propendere per un rialzo dei tassi da 50 punti base a settembre, visto l’approccio data-dependent dell’istituto centrale Usa, sebbene la “vittoria” sull’inflazione sia ancora piuttosto lontana.

Nexi, la storia di giornata

Tra le storie di giornata sul Ftse Mib c’è Nexi che dopo lo sprint che l’ha portata a toccare un massimo di giornata a 9,528 euro, adesso il titolo sale di quasi il 5% a 9,302 euro. A trainare al rialzo la PayTech italiana le indiscrezioni riportate da Reuters su un interesse da parte dei private equity, che punterebbero ad acquisire e a delistare la società. Nei mesi scorsi Nexi avrebbe ricevuto diverse offerte ‘non sollecitate’ da parte di potenziali acquirenti, tra cui il private equity Silver Lake. Ma i contatti con l’a.d. Paolo Bertoluzzo si sarebbero interrotti a fine marzo a causa della distanza tra le parti in tema di prezzo. Sul Ftse Mib in luce anche Telecom Italia, la migliore del listino con una crescita di quasi il 6%, e Banco Bpm che mette a segno un aumento di quasi il 3 per cento.

Segno positivo anche per Exor (+0,48%) che si prepara a dire addio a Piazza Affari. Il gruppo guidato da John Elkann ha depositato presso Borsa Italiana la richiesta di delisting delle proprie azioni ordinarie da Euronext Milan. “Durante il processo di delisting, che durerà non meno di 45 giorni di calendario dalla presentazione della richiesta di delisting, le azioni ordinarie Exor continueranno ad essere quotate su Euronext Milano e lo saranno essere quotato anche su Euronext Amsterdam”, si legge in un comunicato della holding della famiglia Agnelli.

Come annunciato lo scorso 3 agosto, è stata approvata l’ammissione alla quotazione e alla negoziazione delle azioni ordinarie della società su Euronext Amsterdam. Oggi le azioni ordinarie Exor sono state ammesse a quotazione e negoziazione su Euronext Amsterdam, sotto il simbolo “ESO”. Nelle retrovie Prysmian che cede l’1,8%, deboli anche Amplifon e Moncler che indietreggiano di circa l’1,5 per cento.

Il punto tecnico sul Ftse Mib

Quadro grafico in via di miglioramento per l’indice Ftse Mib. L’indice di riferimento della Borsa di Milano nelle ultime 3 settimane di contrattazione ha messo a segno un progresso di oltre l’8,5% rimbalzando così del 12% dai minimi di periodo segnati il 14 luglio a quota 20.420 punti. Ora i prezzi si trovano a ridosso dei 23.000 punti, livello che rappresenta la principale resistenza statica per l’indice che mette nel mirino target 23.500 punti prima di ambire ad un ritorno sul livello spartiacque dei 24.000 punti. Al contrario in caso di storno dei prezzi, l’area supportiva a 22.400-22.500 punti potrà sorreggere efficacemente le quotazioni in caso di debolezza. Guardando agli indicatori vediamo come i principali indicatori di direzione come il Parabolic Sar si trovino in posizione Long, mentre il più reattivo oscillatore di momenutm Rsi si sta muovendo verso l’area di ipercomprato. Nonostante il recente rimbalzo, la tendenza di medio-lungo rimane ancora ribassista (-17,3% da inizio anno), con la posizione dei prezzi al di sotto della media mobile principale a 200 periodi e al di sotto della trendline ribassista costruita da inizio anno.