Stangata caffè, impennata prezzi con ‘spread tazzina’ al bar fino al 40% da una città all’altra
Stangata caffè in Italia: lo spread tazzina al bar tocca il 40% tra una città e l'altra. Si va da 0,89€ a Messina a 1,25€ a Trento. Ecco prezzi, cause e previsioni.
Stangata caffè in Italia: la tazzina al bar è diventata un lusso sempre più caro, con uno spread tazzina che arriva fino al 40% tra una città e l’altra. Un espresso può costare 0,89 euro a Messina e 1,25 euro a Trento: la forbice dei prezzi non ha precedenti e colpisce ogni giorno milioni di italiani abituati al rituale del caffè al bancone. Ecco tutto quello che c’è da sapere sull’impennata dei prezzi e su dove conviene (e dove no) ordinare un espresso.
Caro caffè: la stangata in cifre
Secondo i dati di Assoutenti, il prezzo medio della tazzina al bar ha registrato un aumento del 16% su base annua, con punte ancora più elevate in alcune aree del Paese. Il risultato è uno spread tazzina che, confrontando le città più care con quelle più economiche, supera il 40%: una differenza enorme per un prodotto di consumo quotidiano.
- Prezzo più alto: Trento (1,25 euro), Bolzano (1,24 euro), Cuneo (1,24 euro)
- Soglia 1,20 euro superata: Ferrara, Ravenna, Reggio Emilia, Rovigo, Venezia
- Prezzo più basso: Messina (0,89 euro), Napoli (0,90 euro), Reggio Calabria e Catanzaro (0,92 euro)
Solo cinque province — Napoli, Biella, Lucca, Novara e Macerata — hanno mantenuto stabile il prezzo medio del caffè. In tutte le altre città italiane si registrano aumenti, in alcuni casi definiti pesanti dagli stessi analisti di settore.
Dove costa di più (e dove costa di meno) il caffè in Italia
La mappa del caro caffè disegna un’Italia spaccata in due, con il Nord che guida la classifica dei prezzi più alti e il Sud che resiste, almeno per ora, su valori più contenuti.
Le città più care
La palma del caro-caffè spetta al Trentino Alto Adige: i bar di Trento vendono l’espresso al banco in media a 1,25 euro, quelli di Bolzano a 1,24 euro. Stesso prezzo anche a Cuneo. In tre province dell’Emilia Romagna (Ferrara, Ravenna e Reggio Emilia) e in Veneto (Rovigo e Venezia) l’espresso ha già abbattuto la soglia psicologica di 1,20 euro, mentre a Padova e Vicenza il prezzo medio si attesta a 1,19 euro.
Le città più economiche
Il caffè più economico d’Italia è quello servito dai bar di Messina (0,89 euro), seguita da Napoli — città dove l’espresso è una tradizione storica e quasi un punto d’onore — con 0,90 euro, e da due province calabresi, Reggio Calabria e Catanzaro, ferme a 0,92 euro.

Perché i prezzi del caffè sono esplosi: le cause dell’impennata
Dietro la stangata caffè c’è una combinazione di fattori che il presidente di Illycaffè, Andrea Illy, ha definito una vera e propria «tempesta perfetta». Le cause principali sono:
- Cambiamenti climatici: gelo e siccità in Brasile hanno distrutto il 10% delle piante di caffè e compromesso un ulteriore 20% della produzione, facendo schizzare le quotazioni delle materie prime.
- Costi energetici: l’aumento del prezzo dell’energia, legato anche alle tensioni geopolitiche internazionali, ha gonfiato i costi di produzione e tostatura.
- Packaging e logistica: i costi degli imballaggi e delle spedizioni sono aumentati sensibilmente a causa dei problemi nelle catene di approvvigionamento globali.
- Inflazione generale: il rincaro generalizzato di materie prime, manodopera e utenze si scarica inevitabilmente sul prezzo finale al consumatore.
«Non si tratta solo del caffè, a causa dei cambiamenti climatici, ma anche del packaging, a causa della situazione generale. E c’è l’energia come conseguenza della guerra, poi ci sono i costi di spedizione come conseguenza dei problemi logistici», ha spiegato Illy.
I prezzi del caffè scenderanno? Le previsioni
Le prospettive non sono incoraggianti per i consumatori. Secondo Andrea Illy, i prezzi del caffè sono arrivati a essere il doppio rispetto a un anno fa e difficilmente torneranno ai livelli precedenti nel breve periodo. Le previsioni indicano che sarà necessario attendere almeno la metà del prossimo anno prima che le quotazioni inizino a stabilizzarsi, e solo se non si verificheranno ulteriori eventi climatici estremi o shock geopolitici.
Nel frattempo, i gestori dei bar si trovano stretti tra l’aumento dei costi e la resistenza psicologica dei clienti a vedere salire il prezzo della tazzina. Il risultato è che lo spread tazzina tra Nord e Sud Italia rischia di ampliarsi ulteriormente nei prossimi mesi.
FAQ: tutto quello che devi sapere sul caro caffè
Quanto costa in media un caffè al bar in Italia?
Il prezzo medio varia sensibilmente da città a città. Si va da un minimo di 0,89 euro a Messina fino a un massimo di 1,25 euro a Trento, con uno spread che supera il 40% tra le città più care e quelle più economiche.
Perché il caffè è diventato così caro?
L’impennata dei prezzi è il risultato di una combinazione di fattori: siccità e gelo in Brasile che hanno ridotto la produzione di materia prima, aumento dei costi energetici, rincaro del packaging e difficoltà logistiche globali.
In quali città il caffè è aumentato di più?
Gli aumenti più pesanti si registrano nelle province del Nord Italia, in particolare in Trentino Alto Adige, Emilia Romagna e Veneto. Solo cinque province (Napoli, Biella, Lucca, Novara e Macerata) hanno mantenuto stabile il prezzo medio.
Quando scenderanno i prezzi del caffè?
Secondo le previsioni degli esperti del settore, è improbabile che i prezzi scendano prima della metà del prossimo anno, e solo in assenza di ulteriori eventi negativi sul fronte climatico o geopolitico.
Napoli è davvero la città dove il caffè costa meno?
Tra le grandi città sì: a Napoli il caffè al bar costa in media 0,90 euro, il secondo prezzo più basso d’Italia dopo Messina (0,89 euro). La tradizione partenopea dell’espresso contribuisce a mantenere i prezzi competitivi nonostante i rincari generali.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.