Inflazione galoppante in Germania mette la Bce spalle al muro

L'inflazione galoppante in Germania mette la Bce spalle al muro: HICP all'8,7%, energia +38,3%. Rialzo tassi da 25 o 50 pb? Scenari, dati e FAQ aggiornati.

Pubblicato 30 Maggio 2022 Aggiornato 18 Ottobre 2026 12:45

L’inflazione galoppante in Germania mette la Bce con le spalle al muro: i dati più recenti confermano una pressione sui prezzi senza precedenti nell’area euro, rendendo sempre più difficile per Francoforte mantenere un approccio graduale alla normalizzazione della politica monetaria. L’inflazione tedesca è balzata oltre le attese, così come quella spagnola, alimentando il dibattito su quanto rapidamente la Banca centrale europea debba agire per riportare i prezzi sotto controllo.

Inflazione tedesca: i numeri che preoccupano la Bce

L’inflazione complessiva in Germania ha raggiunto il 7,9% su base annua, in accelerazione rispetto al 7,4% del mese precedente. Ancora più allarmante è il dato armonizzato (HICP), salito all’8,7% dall’7,8% precedente, ben oltre le attese del consensus Bloomberg fermo all’8%.

Nel dettaglio, le componenti che pesano di più sul carrello degli europei sono:

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  • Prezzi dell’energia: +38,3% su base annua — la voce che traina al rialzo l’intero paniere.
  • Generi alimentari: +11,1% — un rincaro a doppia cifra che colpisce direttamente le famiglie.
  • Ospitalità, cultura e tempo libero: settori in cui la trasmissione dei rincari è ancora in pieno svolgimento.

Inflazione a macchia d’olio in tutti i settori

Il passaggio dei rincari a tutti i tipi di settore è ancora in pieno svolgimento, con aumenti aggiuntivi dei prezzi nei comparti dell’ospitalità, della cultura e del tempo libero. «È difficile vedere un calo significativo dell’inflazione in tempi brevi», spiega Carsten Brzeski, Global Head of Macro di ING, che in scia ai recenti eventi geopolitici prevede che l’inflazione tedesca in media superi l’8% su base annua, con la possibilità che i tassi mensili di inflazione entrino in territorio a due cifre nei mesi estivi.

«A meno che non ci sia una forte correzione al ribasso dei prezzi dell’energia nei prossimi mesi, l’inflazione complessiva tedesca continuerà ad aumentare e inizierà a stabilizzarsi solo verso la fine dell’estate», avverte Brzeski.

La Bce spalle al muro: rialzo da 25 o 50 punti base?

È proprio questo scenario di inflazione galoppante in Germania — e più in generale nell’eurozona — a mettere la Bce spalle al muro. Questi riscontri contribuiscono a mantenere viva la discussione circa la possibilità che la Bce decida di apportare un rialzo dei tassi pesante di 50 punti base, una mossa che fino a poco tempo fa sembrava esclusa.

Il capo economista della BCE, Philip Lane, ha di fatto rotto con la precedente strategia di comunicazione dell’istituto — che evitava di impegnarsi in anticipo — esplicitando una sorta di tabella di marcia per la normalizzazione della politica monetaria:

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  1. Fine degli acquisti netti di attività all’inizio di luglio.
  2. Aumento del tasso di 25 punti base alla riunione BCE del 21 luglio.
  3. Ulteriore aumento di 25 punti base alla riunione di settembre.

«Non c’è nulla di sbagliato nel contenuto delle sue osservazioni, in quanto è esattamente ciò che già ci aspettavamo che facesse la BCE. Tuttavia, un pre-annuncio de facto con quasi due mesi di anticipo rispetto alla riunione del 21 luglio è a dir poco notevole», commenta Brzeski. Il mercato, tuttavia, non esclude che la pressione dei dati possa spingere Francoforte verso una stretta più aggressiva.

Anche la Spagna conferma: inflazione oltre le attese

Il quadro si fa ancora più preoccupante guardando agli altri grandi Paesi dell’eurozona. Dai dati diffusi dall’Istituto Nazionale di Statistica spagnolo (INE) emerge un’inflazione annua dell’8,7%, in accelerazione rispetto al +8,3% del mese precedente e superiore alle attese degli analisti. La Spagna si aggiunge così alla Germania nel dipingere un’Europa in cui l’inflazione galoppante non accenna a rallentare, aumentando la pressione sulla Bce affinché acceleri il percorso di rialzo dei tassi.

Cosa succede ora: gli scenari per la politica monetaria Bce

Con l’inflazione galoppante in Germania e nell’intera area euro, la Bce si trova davanti a un bivio difficile:

  • Scenario graduale: rialzi da 25 pb a luglio e settembre, come anticipato da Lane, sperando che i prezzi dell’energia si correggano autonomamente.
  • Scenario aggressivo: rialzo da 50 pb già a luglio, se i dati dovessero continuare a sorprendere al rialzo, per recuperare credibilità anti-inflazionistica.

La decisione dipenderà in larga misura dall’evoluzione dei prezzi energetici nelle prossime settimane e dall’andamento delle aspettative di inflazione a medio termine. Un’eventuale de-ancoraggio delle aspettative renderebbe quasi inevitabile una risposta più decisa da parte di Francoforte.

FAQ: inflazione in Germania e Bce

Perché l’inflazione galoppante in Germania mette la Bce spalle al muro?
La Germania è la prima economia dell’eurozona. Quando l’inflazione tedesca accelera in modo marcato, la Bce subisce una pressione politica e di mercato molto forte per alzare i tassi più rapidamente, anche a costo di frenare la crescita.
Qual è la principale causa dell’inflazione in Germania?
I prezzi dell’energia, cresciuti del 38,3% su base annua, rappresentano il principale motore dell’inflazione. A questi si aggiungono i rincari alimentari (+11,1%) e la trasmissione dei costi a tutti i settori dell’economia.
La Bce può alzare i tassi di 50 punti base?
Tecnicamente sì. Sebbene il capo economista Lane abbia indicato una traiettoria da 25 pb, un’ulteriore accelerazione dell’inflazione potrebbe spingere il Consiglio direttivo verso una stretta più aggressiva, come già fatto da Fed e Bank of England.
Quando si prevede che l’inflazione in Germania inizi a scendere?
Secondo gli analisti di ING, l’inflazione tedesca inizierà a stabilizzarsi solo verso la fine dell’estate, a condizione che i prezzi dell’energia si correggano significativamente al ribasso.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.