Giorgia Meloni va subito all’attacco della BCE su rialzo tassi e stop acquisti BTP
Giorgia Meloni attacca la BCE nel suo primo discorso in parlamento: nel mirino il rialzo dei tassi di interesse e lo stop agli acquisti di BTP. Bloomberg la definisce la critica più diretta di un leader dell'Eurozona. Tutti i dettagli.
Giorgia Meloni usa il suo primo discorso in parlamento per criticare senza mezzi termini la Banca centrale europea. La neo premier ha preso di mira i rialzi dei tassi di interesse portati avanti dalla BCE e la decisione di interrompere gli acquisti di BTP e altri titoli di Stato, due scelte che rischiano di pesare in modo significativo su famiglie, imprese e sui conti pubblici dei Paesi più indebitati come l’Italia.
L’attacco di Meloni alla BCE: cosa ha detto esattamente
Nel suo discorso di insediamento alla Camera, Meloni ha definito la politica monetaria restrittiva della BCE una scelta “da molti reputata azzardata”. Nel dettaglio, ha puntato il dito su due decisioni specifiche dell’istituto di Francoforte:
- Il rialzo dei tassi di interesse: la BCE, per la prima volta dopo 11 anni, ha avviato un ciclo aggressivo di aumenti del costo del denaro. Il secondo rialzo consecutivo da 75 punti base era atteso per giovedì 27 ottobre, una mossa che rischia di frenare il credito bancario a famiglie e imprese già sotto pressione per il caro energia.
- Lo stop agli acquisti di BTP: la Banca centrale ha posto fine, a partire dal 1° luglio 2022, al programma di acquisto di titoli a reddito fisso sul mercato aperto. Una scelta che, secondo Meloni, “crea una difficoltà aggiuntiva a quegli Stati membri che hanno un elevato debito pubblico”.
Queste le parole pronunciate dal presidente del Consiglio: la decisione di rialzare i tassi e quella di porre fine agli acquisti di titoli “si sommano, creando una difficoltà aggiuntiva a quegli Stati membri che hanno un elevato debito pubblico”.
Perché l’Italia è particolarmente esposta
Il tema non è astratto. Negli ultimi mesi la repentina risalita dei rendimenti dei titoli di Stato ha rimesso la vulnerabilità dell’Italia al centro del dibattito in Eurozona, complice l’elevato debito pubblico del Paese (oltre il 150% del PIL). Senza il sostegno degli acquisti BCE, lo spread BTP-Bund tende ad allargarsi, aumentando il costo del rifinanziamento del debito pubblico italiano.
👉 Leggi anche: Intesa Sanpaolo rilancia su Mps a 31,4 miliardi con ultimatum: nessun accordo con Bpm
La BCE ha cercato di arginare le pressioni convocando a giugno una riunione di emergenza per creare un nuovo strumento di crisi. Il nuovo strumento anti-spread, chiamato Transmission Protection Instrument (TPI), è stato poi svelato a luglio, ma la sua attivazione è subordinata al rispetto di condizioni stringenti da parte dei Paesi richiedenti.
La reazione internazionale: Bloomberg definisce l’attacco «il più diretto» di un leader dell’Eurozona
Le parole di Meloni non sono passate inosservate a livello internazionale. Bloomberg News ha bollato l’intervento della premier come l’attacco più diretto finora da parte di un politico della zona euro al rialzo dei tassi della BCE. Un segnale che il dibattito sulla politica monetaria europea si sta spostando sempre più sul piano politico.
Non è la prima volta che un leader europeo critica le scelte di Francoforte. Recentemente a mettere in discussione le politiche monetarie restrittive era stata il primo ministro finlandese, Sanna Marin, che a inizio ottobre aveva pubblicato su Twitter una citazione in cui affermava che qualcosa era “seriamente sbagliato con le idee prevalenti di politica monetaria, quando le banche centrali proteggono la loro credibilità spingendo le economie in recessione”.
«Buy Italy»: il messaggio agli investitori
Accanto alla critica alla BCE, Meloni ha lanciato un messaggio di fiducia rivolto agli investitori internazionali. “Mi sento di dire che se questo Governo riuscirà a fare ciò che ha in mente, scommettere sull’Italia potrebbe essere non solo un investimento sicuro, ma forse perfino un affare. Perché l’orizzonte al quale vogliamo guardare non è il prossimo anno o la prossima scadenza elettorale, quello che ci interessa è come sarà l’Italia tra dieci anni”, ha dichiarato la premier.
👉 Leggi anche: Pressione fiscale al 43,5% nel secondo trimestre 2026: cala il potere d'acquisto delle famiglie
Il nuovo primo ministro italiano ha inoltre dichiarato che il suo governo farà sentire con forza la sua voce nel proporre riforme all’Unione Europea, impegnandosi a rispettare le regole finanziarie. “Solo un Paese che rispetta pienamente le regole può avere l’autorità sufficiente per chiedere a livello europeo e occidentale che i costi della crisi internazionale siano più equamente suddivisi”, ha detto Meloni. “Il popolo italiano non deve ricevere lezioni dall’esterno”.
FAQ: le domande più frequenti
Perché Meloni critica il rialzo dei tassi BCE?
Secondo la premier, aumentare il costo del denaro in una fase di crisi energetica rischia di frenare il credito a famiglie e imprese, aggravando una recessione già in corso in molti Paesi europei, senza risolvere un’inflazione che ha origini prevalentemente esterne (energia, materie prime).
Cosa significa lo stop agli acquisti di BTP da parte della BCE?
Quando la BCE acquistava titoli di Stato sul mercato aperto, contribuiva a tenere bassi i rendimenti e quindi il costo del debito per i Paesi dell’Eurozona. Con la fine del programma, i rendimenti dei BTP tendono a salire, aumentando la spesa per interessi dell’Italia e allargando lo spread rispetto ai Bund tedeschi.
Cos’è il TPI (Transmission Protection Instrument)?
È il nuovo strumento anti-spread varato dalla BCE a luglio per intervenire sui mercati obbligazionari in caso di frammentazione ingiustificata dei rendimenti tra i Paesi dell’Eurozona. La sua attivazione, però, non è automatica e richiede il rispetto di determinate condizioni di bilancio da parte del Paese beneficiario.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.