Caro energia: stangata luce e gas anche per le imprese, i settori a rischio chiusura

Caro energia, stangata luce e gas anche per le imprese: extra costi fino a 13 miliardi nel trimestre. I settori a rischio chiusura, i distretti produttivi più colpiti e le misure del Governo.

Pubblicato 14 Febbraio 2022 Aggiornato 18 Ottobre 2026 13:04

Caro energia: stangata luce e gas anche per le imprese. Non si tratta solo di un problema per le famiglie italiane: nel primo trimestre le aziende sono chiamate a pagare, rispetto al 2019 (anno pre-pandemia), ben 14,7 miliardi di euro in più in bolletta. Sottraendo 1,7 miliardi di misure di mitigazione introdotte dal Governo, le imprese devono farsi carico di un extra costo pari a 13 miliardi di euro: una vera e propria stangata. È quanto stima l’ufficio studi della CGIA di Mestre, in un contesto in cui sui mercati internazionali si registra una nuova fiammata del petrolio, alimentata dalle tensioni geopolitiche globali.

Caro energia: perché è una stangata anche per le imprese

Gli aumenti delle bollette di luce e gas non risparmiano nessun comparto produttivo. In alcuni settori i rincari sfiorano il 400% rispetto ai livelli pre-crisi, rendendo insostenibile la gestione ordinaria dei costi energetici. A preoccupare non sono solo i prezzi dell’energia elettrica e del gas, ma anche il caro carburanti: il gasolio per autotrazione ha subito un aumento di oltre il 22% nell’ultimo anno, con ricadute pesanti su tutta la filiera logistica e produttiva.

I settori a rischio chiusura per il caro energia

Con aumenti così elevati, i settori cosiddetti energivori sono i più esposti. Ecco il quadro per comparto:

Settori a rischio per il caro gas

  • Vetro
  • Ceramica
  • Cemento
  • Plastica
  • Produzione di laterizi
  • Meccanica pesante
  • Industria alimentare
  • Chimica

Settori a rischio per il caro energia elettrica

  • Acciaierie e fonderie
  • Industria alimentare
  • Commercio (negozi, botteghe, centri commerciali)
  • Alberghi, bar e ristoranti
  • Altri servizi (cinema, teatri, discoteche, lavanderie)

Molti settori rischiano concretamente di doversi fermare. L’autotrasporto, la pesca e l’agricoltura hanno già manifestato forte disappunto per la mancanza di interventi strutturali da parte del Governo.

👉 Leggi anche: Bolletta luce +37,3% dal 1° ottobre 2026: cosa pagheranno i clienti vulnerabili e quali offerte convengono

I distretti produttivi più in difficoltà

La stangata su luce e gas colpisce anche i distretti produttivi che rappresentano il motore dell’economia e dell’export italiano. Secondo l’Ufficio studi della CGIA, i più in difficoltà sono:

  • Cartario di Lucca-Capannori
  • Materie plastiche di Treviso, Vicenza e Padova
  • Metalli di Brescia-Lumezzane
  • Metalmeccanico basso mantovano
  • Metalmeccanico di Lecco
  • Piastrelle di Sassuolo
  • Termomeccanica Padova
  • Vetro di Murano

Si tratta di realtà che danno lavoro a centinaia di migliaia di persone e che, senza interventi adeguati, rischiano di ridurre drasticamente la produzione o di chiudere definitivamente.

Le misure del Governo: ancora insufficienti?

Il Governo ha annunciato un intervento di ampia portata per calmierare i prezzi delle bollette, con una misura che dovrebbe aggirarsi tra i 5 e i 7 miliardi di euro.

“In termini assoluti parliamo di una cifra elevatissima; se confermata, sarebbe comunque del tutto insufficiente a mitigare i rincari che, in particolar modo le imprese, subiranno in questi primi 3 mesi dell’anno”, commentano dalla CGIA, che prosegue: “O salviamo le aziende, recuperando le risorse attraverso un nuovo scostamento di bilancio, altrimenti molte saranno destinate a chiudere o, nella migliore delle ipotesi, a ridurre drasticamente gli organici”.

👉 Leggi anche: Bolletta luce +37,3% dal 1° ottobre 2026: quanto aumenta e quali offerte convengono

Il nodo centrale rimane la sostenibilità dei costi energetici nel medio periodo: senza un piano strutturale di riduzione della dipendenza dalle fonti fossili e di diversificazione degli approvvigionamenti, il rischio di nuove stangate su luce e gas per le imprese italiane resta elevato anche nei prossimi trimestri.

FAQ: caro energia e imprese, le domande più frequenti

Di quanto sono aumentate le bollette per le imprese?

Secondo la CGIA di Mestre, nel primo trimestre le imprese italiane pagano fino a 14,7 miliardi di euro in più rispetto al 2019. Al netto delle misure di mitigazione governative, l’extra costo scende a circa 13 miliardi.

Quali settori rischiano di più con il caro energia?

I settori più esposti sono quelli energivori: vetro, ceramica, cemento, chimica, meccanica pesante, acciaierie, ma anche commercio, ristorazione e turismo. Anche autotrasporto, pesca e agricoltura soffrono per il caro carburanti.

Il Governo ha previsto aiuti per le imprese sul caro bollette?

Sì, sono stati annunciati interventi tra i 5 e i 7 miliardi di euro. Tuttavia, secondo la CGIA, questa cifra è insufficiente a coprire l’intero extra costo energetico che le aziende devono sostenere.

Quali distretti industriali sono più a rischio?

Tra i più colpiti figurano il distretto cartario di Lucca, quello delle materie plastiche nel Nordest, i metalli di Brescia, le piastrelle di Sassuolo e il vetro di Murano.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.