La pandemia è un eldorado per i miliardari: ricchezza ai massimi dopo il Covid-19

La pandemia è stata un eldorado per i miliardari: la ricchezza degli ultraricchi è cresciuta di 3.600 miliardi durante il Covid-19. I dati del World Inequality Lab e le disuguaglianze globali.

Pubblicato 8 Dicembre 2021 Aggiornato 18 Ottobre 2026 13:09

La pandemia è stata un vero e proprio eldorado per i miliardari: la quota di ricchezza detenuta dagli ultraricchi a livello globale ha raggiunto livelli record durante e dopo l’emergenza Covid-19, ampliando le disuguaglianze economiche in modo senza precedenti. È quanto emerge dalla ricerca annuale del World Inequality Lab, il laboratorio fondato dall’economista francese Thomas Piketty, che fotografa con dati precisi come la crisi sanitaria abbia redistribuito la ricchezza verso l’alto anziché verso il basso.

Miliardari sempre più ricchi: i numeri della disuguaglianza globale

Circa 2.750 ultraricchi controllano il 3,5% della ricchezza globale. Una percentuale che può sembrare contenuta, ma che nasconde una dinamica esplosiva: la crescita più significativa — pari a circa un punto percentuale — si è concentrata proprio nel periodo successivo allo scoppio della pandemia, rispetto al 1995. In molte aree del pianeta, il 10% delle persone più ricche controlla tra il 60% e l’80% della ricchezza totale.

Secondo Lucas Chancel, uno degli autori principali dello studio, nel solo anno della pandemia la ricchezza dei più abbienti è cresciuta di 3.600 miliardi di euro: una cifra praticamente identica a quella complessivamente spesa dai governi di tutto il mondo per fronteggiare il contagio. Nel frattempo, milioni di persone sono scivolate verso la povertà estrema proprio a causa della crisi sanitaria.

La pandemia come eldorado per i miliardari: perché è successo?

Il meccanismo che ha trasformato il Covid-19 in un’opportunità straordinaria per i più ricchi è relativamente semplice da spiegare:

  • I mercati finanziari hanno recuperato rapidamente dopo il crollo iniziale del 2026, trainati dagli stimoli monetari delle banche centrali.
  • I settori tecnologici, farmaceutici e della logistica — dove i grandi patrimoni sono spesso concentrati — hanno registrato crescite eccezionali.
  • I lavoratori dipendenti e i piccoli imprenditori, al contrario, hanno subito licenziamenti, chiusure e perdita di reddito senza reti di protezione adeguate.
  • Le politiche fiscali espansive hanno immesso liquidità nel sistema, ma i benefici si sono distribuiti in modo asimmetrico.

Il risultato è una forbice che si è allargata in modo drammatico, con le disuguaglianze che si sono rivelate ancora più marcate nei Paesi in via di sviluppo rispetto a quelli avanzati.

Le differenze geografiche: dove le disuguaglianze sono più acute

Il report del World Inequality Lab introduce importanti distinguo geografici che aiutano a capire dove la concentrazione della ricchezza è più estrema:

  • America Latina e Medio Oriente: le aree più diseguali al mondo, dove il 10% della popolazione detiene oltre il 75% della ricchezza complessiva.
  • Russia e Africa subsahariana: situazioni non molto distanti, con livelli di concentrazione patrimoniale molto elevati.
  • Europa: la regione più equa a livello globale. I redditi della fascia di popolazione meno abbiente sono qui più alti che in qualsiasi altra parte del mondo, grazie a sistemi di welfare strutturati e politiche fiscali redistributive.

Il ruolo delle politiche fiscali nel contenere le disuguaglianze

Ciò che ha contenuto — almeno parzialmente — l’aumento delle disuguaglianze sociali nel Vecchio Continente sono state le politiche fiscali messe in campo a sostegno del lavoro: dalla cassa integrazione agli incentivi per le imprese, fino ai sussidi diretti ai lavoratori. Strumenti che si sono rivelati indispensabili per evitare che la pandemia si trasformasse definitivamente in un affare ghiotto per i miliardari a scapito dei ceti sociali medio-bassi.

La lezione che emerge dalla ricerca è chiara: senza interventi fiscali mirati e progressivi, le crisi globali tendono strutturalmente ad avvantaggiare chi già possiede grandi patrimoni, amplificando le disuguaglianze anziché ridurle.

FAQ: pandemia, miliardari e disuguaglianze

Di quanto è cresciuta la ricchezza dei miliardari durante il Covid-19?
Secondo il World Inequality Lab, nel solo anno della pandemia la ricchezza degli ultraricchi è aumentata di circa 3.600 miliardi di euro a livello globale.
Quanti miliardari controllano la ricchezza globale?
Circa 2.750 ultraricchi detengono il 3,5% della ricchezza mondiale, con una crescita accelerata proprio nel periodo post-Covid.
Qual è il Paese o la regione più diseguale al mondo?
America Latina e Medio Oriente guidano la classifica delle disuguaglianze: qui il 10% della popolazione controlla oltre il 75% della ricchezza totale.
L’Europa è meno diseguale rispetto al resto del mondo?
Sì. Il report del World Inequality Lab indica l’Europa come la regione più equa a livello globale, grazie a politiche fiscali e sistemi di welfare più sviluppati.
Cosa si può fare per ridurre le disuguaglianze amplificate dalla pandemia?
Gli esperti indicano politiche fiscali progressive, tassazione dei grandi patrimoni e rafforzamento delle reti di protezione sociale come strumenti chiave per invertire la tendenza.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.