Crisi gas, Stellantis produrrà energia nei suoi impianti e valuta anche altre mosse per ridurre consumi

Crisi gas: Stellantis produrrà energia nei suoi impianti e valuta stop produzione nelle ore di punta, pannelli solari e smart working. Tutti i dettagli del piano di emergenza annunciato da Tavares.

Pubblicato 16 Settembre 2022 Aggiornato 18 Ottobre 2026 12:30

Crisi gas, Stellantis produrrà energia nei suoi impianti e sta valutando una serie di mosse concrete per ridurre i consumi e blindare la propria catena produttiva europea. La mossa arriva in un contesto in cui i prezzi del gas restano sotto pressione e i governi continuano a pianificare potenziali misure di razionamento: per i grandi gruppi industriali affidarsi esclusivamente alle forniture esterne è diventato un rischio strategico difficile da ignorare.

Stellantis verso l’autosufficienza energetica: cosa ha annunciato Tavares

L’annuncio è arrivato direttamente da Carlos Tavares, amministratore delegato di Stellantis — la multinazionale automobilistica nata dalla fusione tra FCA e PSA — in occasione del Salone dell’Auto di Detroit, tornato in scena dopo tre anni di assenza in una veste decisamente più sobria.

«Disporremo significativi investimenti per produrre energia nei nostri impianti. Lo decideremo nelle prossime settimane, se non nei prossimi giorni. Abbiamo in cantiere una serie di iniziative da concretizzare in caso di carenza di gas e saremo in grado di adattarci», ha dichiarato Tavares.

👉 Leggi anche: Benzina e gasolio: il governo valuta nuovi tagli alle accise dopo il rincaro di luglio

L’obiettivo è chiaro: internalizzare l’approvvigionamento energetico, producendo direttamente negli stabilimenti europei l’energia necessaria al processo produttivo, senza dipendere dalle forniture esterne soggette a volatilità di prezzo e rischio di interruzione.

Per spiegare la portata della sfida, l’AD ha paragonato la situazione attuale agli sforzi straordinari compiuti dalla comunità imprenditoriale giapponese dopo il terremoto e lo tsunami del 2011. «Alcune di queste cose possono essere in Europa come lo erano in Giappone in quel momento», ha sottolineato Tavares.

Il piano di emergenza: tutte le misure allo studio

La produzione interna di energia è solo la punta dell’iceberg. Stellantis sta valutando un pacchetto articolato di interventi per contenere i consumi e garantire la continuità operativa. Ecco le principali misure nel piano di emergenza:

👉 Leggi anche: Manovra 2027 da 23,5 miliardi: 5 dalle banche, misure per famiglie e caro energia

  • Produzione di energia in house: investimenti negli impianti europei per generare autonomamente l’elettricità necessaria alla produzione.
  • Stop della produzione negli orari di punta: sospendere le linee nei momenti in cui la domanda di energia è più alta, riducendo così l’esposizione ai picchi di costo e ai rischi di razionamento.
  • Riprogrammazione del lavoro nel fine settimana: spalmare la produzione su fasce orarie e giorni a minor pressione sulla rete energetica.
  • Lavoro a distanza: estendere lo smart working dove possibile per abbattere i consumi negli uffici e nelle strutture aziendali.
  • Installazione di pannelli solari: Stellantis dispone di ampie superfici negli stabilimenti che si prestano facilmente all’installazione di impianti fotovoltaici, una soluzione che consentirebbe di coprire una quota significativa del fabbisogno energetico.

Il giudizio degli analisti: opportunità e rischi per i margini

Il mercato guarda con attenzione a queste mosse, ma gli esperti invitano alla cautela. Secondo gli analisti di Mediobanca Securities:

«Gli investimenti nella propria solare sarebbero una soluzione parziale alla crisi energetica. Detto questo, non abbiamo alcuna visibilità sull’impatto sui margini del Gruppo in Europa. Costi energetici (e potenziale carenza) in Europa restano una preoccupazione per il settore in quanto una riduzione delle fonti energetiche può rappresentare un vincolo nella supply chain che ha un impatto diretto sulla produzione automobilistica nella regione».

In sintesi: il fotovoltaico e la produzione interna di energia sono passi nella giusta direzione, ma non risolvono da soli il problema. La vera incognita resta l’impatto sui margini operativi europei, in un momento in cui il settore automotive è già alle prese con la transizione all’elettrico e le pressioni sui costi delle materie prime.

Perché la crisi del gas colpisce duramente l’industria automobilistica

La produzione di veicoli è un processo ad alta intensità energetica: verniciatura, stampaggio, assemblaggio e test richiedono quantità significative di energia, spesso sotto forma di calore industriale generato proprio dal gas naturale. Una riduzione delle forniture — o un aumento insostenibile dei prezzi — può tradursi rapidamente in fermi di produzione, ritardi nelle consegne e aumento dei costi per il consumatore finale.

Per Stellantis, che gestisce stabilimenti in Italia, Francia, Germania, Spagna e in altri Paesi europei, il rischio è concreto. La strategia di diversificazione e autoproduzione energetica risponde quindi a una necessità industriale prima ancora che a una scelta di sostenibilità.

FAQ: Stellantis e la crisi energetica

Stellantis produrrà davvero energia nei propri stabilimenti?
Sì, l’AD Carlos Tavares ha confermato che sono in corso valutazioni per investimenti significativi nella produzione di energia in house negli impianti europei, con una decisione attesa in tempi brevi.
Quali fonti energetiche utilizzerà Stellantis?
Il piano prevede principalmente l’installazione di pannelli solari sulle ampie superfici disponibili negli stabilimenti, affiancata da altre misure di efficienza e riduzione dei consumi.
Il piano di Stellantis risolve completamente il problema della crisi del gas?
No. Secondo gli analisti di Mediobanca Securities, si tratta di soluzioni parziali. I costi energetici e il rischio di carenza restano una preoccupazione strutturale per l’intero settore automotive europeo.
Quali altre misure sta valutando Stellantis per ridurre i consumi?
Tra le opzioni allo studio: stop della produzione negli orari di punta, riprogrammazione del lavoro nel fine settimana, estensione dello smart working e installazione di impianti fotovoltaici.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.