Più accumulo sui conti correnti, meno investimenti: gli italiani alla prova risparmio

Più accumulo sui conti correnti, meno investimenti: gli italiani alla prova risparmio. I dati dell'Osservatorio Look to the Future di Athora Italia e Nomisma: 320 euro risparmiati in media, ma il 64% preferisce la liquidità agli investimenti.

Pubblicato 7 Marzo 2025 Aggiornato 18 Ottobre 2026 12:02

Più accumulo sui conti correnti, meno investimenti: gli italiani alla prova risparmio è una tendenza che si conferma anno dopo anno, fotografata con precisione dall’Osservatorio Look to the Future di Athora Italia e Nomisma. I dati parlano chiaro: le famiglie italiane risparmiano in media 320 euro al mese, ma oltre la metà dichiara di arrivare a fine mese con qualche difficoltà, stretta tra inflazione persistente, preoccupazioni pensionistiche e una crescente sfiducia verso il sistema finanziario.

L’indagine risponde a domande concrete: cosa significa davvero risparmiare per gli italiani oggi? Come vedono la propria situazione economica? Chi guida le loro scelte? E soprattutto, perché si preferisce tenere i soldi fermi sul conto corrente piuttosto che farli lavorare?

Italiani e risparmio: la situazione economica familiare

L’Osservatorio analizza in primo luogo la capacità di risparmio degli italiani. Il quadro è contraddittorio: un 27% giudica buona o addirittura eccellente la propria situazione economica familiare, un ulteriore 54% la valuta almeno sufficiente. Eppure il 60% dichiara di arrivare a fine mese con almeno qualche difficoltà.

Questa apparente contraddizione, sottolinea l’Osservatorio, deriva da due fattori combinati:

  • un reddito limitato che lascia poco margine di manovra;
  • la difficoltà psicologica di pianificare in modo razionale e lungimirante le proprie finanze.

Chiamati a confrontarsi con la generazione precedente, gli italiani riconoscono che risparmiare è importante quanto lo era per i propri genitori (48%), ma oggi è percepito come decisamente più difficile (40%) e con risultati molto meno soddisfacenti rispetto a una volta (41%). Un senso di fatica che pesa sulle scelte quotidiane e su quelle di lungo periodo.

Più accumulo sui conti correnti, meno investimenti: i numeri

Il dato più significativo riguarda proprio la destinazione del risparmio. Nell’ultimo anno:

👉 Leggi anche: 1.163 miliardi fermi sui conti correnti italiani: dove investirli nel 2026

  • il 64% degli italiani ha accumulato risparmi sul conto corrente;
  • solo il 36% ha aperto a soluzioni di risparmio diverse, come investimenti o strumenti di protezione del capitale.

Più accumulo sui conti correnti, meno investimenti: gli italiani alla prova risparmio mostrano una preferenza netta per la liquidità, spesso percepita come sinonimo di sicurezza. Ma tenere il denaro fermo su un conto corrente, in un contesto di inflazione ancora elevata, significa di fatto perdere potere d’acquisto nel tempo. È un paradosso che l’educazione finanziaria potrebbe contribuire a risolvere, costruendo un ponte di fiducia tra i consumatori e gli operatori del settore.

Perché gli italiani preferiscono il conto corrente agli investimenti

Le ragioni di questa scelta sono molteplici e spesso si intrecciano:

  • Avversione al rischio: la paura di perdere il capitale scoraggia qualsiasi forma di investimento, anche quella più prudente.
  • Scarsa educazione finanziaria: molti italiani non conoscono gli strumenti disponibili o non si sentono in grado di valutarli.
  • Sfiducia verso banche e assicurazioni: il 59% nutre poca o nessuna fiducia verso questi operatori.
  • Incertezza sul futuro: in un contesto percepito come instabile, la liquidità immediata rassicura più di qualsiasi rendimento futuro.

Il consulente bancario è il prescelto per i consigli finanziari

Con chi si confrontano gli italiani per soluzioni e consigli di investimento? La classifica delle figure di riferimento è chiara:

  • 57% si fida del consulente bancario;
  • 26% preferisce il promotore finanziario;
  • 12% si rivolge all’agente assicurativo;
  • 19% consulta il web e i blog specializzati;
  • 16% sceglie come investire in totale autonomia.

La figura del consulente bancario rimane centrale, ma la crescita del fai-da-te digitale segnala un cambiamento culturale in atto. Chi investe in autonomia, tuttavia, rischia di farlo senza gli strumenti adeguati per valutare rischi e opportunità.

Come gli italiani vedono il futuro: incertezza e adattamento

Sul fronte delle aspettative, il quadro è dominato dall’incertezza. Ecco come gli italiani descrivono il proprio stato d’animo rispetto al futuro:

  • 66%: prevale un senso di incertezza;
  • 52%: preoccupazione e paura;
  • 55%: speranza (presente, ma non prevalente);
  • 29%: fiducia.

Un dato inequivocabile riguarda la perdita di fiducia degli italiani verso le istituzioni:

  • 82% nutre poca o nessuna fiducia verso le pensioni pubbliche;
  • 76% verso il sistema sanitario nazionale;
  • 59% verso banche e assicurazioni.

Nonostante queste preoccupazioni, la tendenza prevalente è quella di adattarsi piuttosto che attivarsi per migliorare le proprie prospettive finanziarie:

👉 Leggi anche: Poste italiane alza i tassi: buoni fruttiferi e Depositi Supersmart fino al 3,50% da settembre 2026

  • il 47% dichiara che sta cambiando o cambierà il proprio stile di vita;
  • il 58% non sottoscriverà una polizza integrativa;
  • il 71% non pensa di fare investimenti per costruire rendite future.

Educazione finanziaria: la chiave per invertire la rotta

Il filo conduttore di tutti questi dati è uno solo: la mancanza di educazione finanziaria. Più accumulo sui conti correnti e meno investimenti non è solo una scelta razionale di fronte all’incertezza — è spesso il risultato di una scarsa familiarità con gli strumenti disponibili e di una comunicazione finanziaria che non riesce ancora a parlare in modo chiaro e accessibile alla maggioranza degli italiani.

Gli operatori del settore — banche, assicurazioni, promotori — sono chiamati a colmare questo gap, offrendo soluzioni coerenti con i bisogni reali delle famiglie e costruendo quella fiducia che oggi manca. Senza di essa, il risparmio degli italiani continuerà a restare fermo sui conti correnti, perdendo valore giorno dopo giorno.

FAQ: risparmio e investimenti in Italia

Quanto risparmiano in media le famiglie italiane?

Secondo l’Osservatorio Look to the Future di Athora Italia e Nomisma, le famiglie italiane risparmiano in media 320 euro al mese, anche se il 60% dichiara di arrivare a fine mese con almeno qualche difficoltà.

Perché gli italiani preferiscono tenere i soldi sul conto corrente?

Le ragioni principali sono l’avversione al rischio, la scarsa educazione finanziaria, la sfiducia verso banche e assicurazioni e un senso generale di incertezza sul futuro che spinge a privilegiare la liquidità immediata rispetto a qualsiasi forma di investimento.

Quanti italiani investono i propri risparmi?

Solo il 36% degli italiani ha aperto a soluzioni di investimento o protezione del capitale nell’ultimo anno. Il restante 64% ha preferito accumulare liquidità sul conto corrente.

Chi consigliano gli italiani per gli investimenti?

Il 57% si affida al consulente bancario, il 26% al promotore finanziario, il 12% all’agente assicurativo. Una quota crescente (16%) sceglie invece di investire in autonomia, spesso tramite piattaforme digitali.

Gli italiani si fidano del sistema pensionistico?

No: l’82% degli italiani nutre poca o nessuna fiducia verso le pensioni pubbliche, il che rende ancora più urgente sviluppare strumenti di previdenza complementare accessibili e comprensibili.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.