Investimenti, solo 1 donna su 10 investe sui mercati finanziari, preferiti i titoli bancari

Solo 1 donna su 10 investe sui mercati finanziari in Italia: il dato XTB, le preferenze per i titoli bancari, il confronto con gli uomini e come colmare il gap.

Pubblicato 7 Marzo 2025 Aggiornato 18 Ottobre 2026 12:02

Solo 1 donna su 10 investe sui mercati finanziari in Italia: è la fotografia scattata dalla società fintech globale XTB, che certifica come la percentuale di investitrici nel nostro Paese si fermi al 9%, un dato che colloca l’Italia ben al di sotto di altri Paesi europei come la Romania (21%), il Portogallo (16%) e la Polonia (15%). La stessa quota — il 9% — si riflette anche tra i nuovi clienti della piattaforma XTB, confermando un divario strutturale che riguarda non solo la cultura finanziaria, ma anche l’accesso concreto agli strumenti di investimento.

“Il crescente coinvolgimento delle donne nel mondo degli investimenti è un segnale positivo verso l’emancipazione economica femminile. Tuttavia, in Italia, la percentuale di investitrici è ancora inferiore rispetto ad altri Paesi europei, evidenziando la necessità di intensificare gli sforzi per promuovere l’educazione finanziaria tra le donne”, ha dichiarato Gaia Zerbola, Marketing & Partnerships Manager di XTB.

Perché in Italia solo 1 donna su 10 investe sui mercati finanziari

Il dato non è casuale. Dietro alla bassa partecipazione femminile agli investimenti si nascondono ragioni culturali, economiche e di fiducia. Secondo l’indagine YouGov, solo il 43% delle donne italiane si dichiara sicura di saper amministrare il proprio denaro in modo efficace — il dato più basso tra tutti i Paesi analizzati, e nettamente inferiore alla media complessiva del 62%.

A questo si aggiunge una diversa propensione al rischio rispetto agli uomini: mentre il 21% degli uomini italiani considera gli investimenti una priorità finanziaria, tra le donne questa percentuale scende al 15%. Un gap che non riflette una minore capacità, ma spesso una minore esposizione a strumenti e percorsi di educazione finanziaria dedicati.

L’investitrice media: 41 anni, preferisce azioni e titoli bancari

Secondo i dati di XTB, l’età media delle donne italiane attive sui mercati finanziari è di 41 anni, contro i 36 anni degli uomini. Le preferenze di investimento rivelano un approccio orientato alla solidità e alla continuità del rendimento:

  • Il 6% del portafoglio è destinato ad azioni, con una netta preferenza per i titoli bancari e quelli con flussi di reddito stabili nel tempo.
  • Il 4% agli ETF, fondi che replicano l’andamento di indici azionari, obbligazionari o di materie prime.

A differenza di quanto accade in altri Paesi europei — dove le investitrici mostrano un interesse crescente per aziende tecnologiche e legate all’intelligenza artificiale — in Italia si registra una preferenza per strumenti più tradizionali e consolidati. I titoli bancari, in particolare, risultano tra i più gettonati per la loro percezione di affidabilità e per i dividendi distribuiti con regolarità.

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Anche le modalità operative confermano questo approccio prudente: il 52% delle transazioni effettuate dalle donne italiane avviene tramite desktop, mentre il 48% viene gestito da dispositivi mobili — un segnale di maggiore riflessività rispetto all’investimento impulsivo da smartphone.

“A livello globale, stiamo assistendo a una democratizzazione degli investimenti, dove non è più necessario disporre di capitali ingenti per partecipare. Con una maggiore accessibilità alla formazione e alle risorse, le donne investitrici potranno diventare una componente fondamentale di questo panorama in evoluzione, contribuendo a creare un ambiente finanziario più inclusivo e paritario”, conclude Zerbola.

Gli obiettivi finanziari di uomini e donne a confronto

In Italia, gli investimenti nei mercati finanziari sono prevalentemente appannaggio degli uomini. L’indagine YouGov mostra che, sebbene gli obiettivi finanziari siano simili tra i due generi — gestione delle spese, pianificazione e risparmio costante — il divario emerge con chiarezza nella propensione all’investimento:

  • Solo il 15% delle donne italiane considera l’investimento una priorità.
  • Il 21% degli uomini italiani lo vede invece come un’opportunità di crescita del capitale, oltre che di protezione.

Questo scarto riflette un diverso rapporto con il rischio finanziario e, spesso, una minore esposizione a percorsi formativi dedicati all’investimento.

Cosa spinge a investire: le motivazioni principali

L’Osservatorio Finanza Digitale di BG Saxo ha individuato 11 motivazioni principali che spingono gli investitori — uomini e donne — a operare sui mercati finanziari. Le più diffuse sono:

  1. Incremento del patrimonio (61%)
  2. Protezione dall’inflazione (41,1%)
  3. Creazione di un fondo di sicurezza per imprevisti (36,5%)
  4. Accumulo di risparmi per i figli (22%)

“Emerge una chiara volontà delle persone di prendere in mano il proprio futuro finanziario e imparare a utilizzare al meglio le possibilità offerte dai mercati. Allo stesso tempo permangono alcune abitudini dure da abbandonare, come concentrare gli investimenti nel proprio paese d’origine, tratto che contraddistingue non solo gli italiani ma che è considerato uno dei principali bias di chi investe” — dichiara Gian Paolo Bazzani, CEO di BG SAXO, che aggiunge: “I risultati dell’osservatorio confermano quanto sia fondamentale fornire agli investitori strumenti per operare sui mercati con trasparenza e sempre maggiore consapevolezza, supportandoli nel raggiungere i propri obiettivi”.

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Come aumentare la partecipazione femminile agli investimenti

Il quadro attuale — con solo 1 donna su 10 che investe sui mercati finanziari — non è immutabile. Alcune leve concrete possono fare la differenza:

  • Educazione finanziaria mirata: programmi pensati per le esigenze e il profilo di rischio delle donne, con linguaggio accessibile e casi pratici.
  • Piattaforme digitali inclusive: strumenti che abbassano la soglia d’ingresso, anche con piccoli capitali iniziali.
  • Comunità e reti di supporto: gruppi di investitrici che condividono esperienze e strategie, riducendo la percezione di isolamento.
  • Consulenza personalizzata: affiancamento professionale che tenga conto degli obiettivi di lungo periodo tipicamente femminili, come la pensione integrativa o il risparmio per i figli.

FAQ: donne e investimenti in Italia

Quante donne investono sui mercati finanziari in Italia?

Secondo i dati XTB, solo il 9% delle donne italiane investe sui mercati finanziari, contro percentuali significativamente più alte in altri Paesi europei come Romania (21%) e Portogallo (16%).

Quali strumenti preferiscono le donne investitrici italiane?

Le investitrici italiane prediligono le azioni — in particolare i titoli bancari e quelli con rendimenti stabili — e gli ETF. Mostrano una preferenza per strumenti tradizionali rispetto alle asset class più speculative.

Perché le donne italiane investono meno degli uomini?

I fattori principali sono: minore fiducia nella gestione del proprio denaro (solo il 43% si sente sicura), diversa propensione al rischio e minore accesso a percorsi di educazione finanziaria dedicati.

Qual è l’età media delle investitrici italiane?

L’età media delle donne italiane attive sui mercati finanziari è di 41 anni, cinque anni in più rispetto alla media maschile (36 anni).

Cosa spinge le donne a iniziare a investire?

Le motivazioni principali sono la crescita del patrimonio, la protezione dall’inflazione e la creazione di un fondo di sicurezza per imprevisti o per i figli — obiettivi di lungo periodo che si adattano bene a strategie di investimento graduali e diversificate.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.