Per i mercati Ue agosto parte con cauti rialzi. Termometro Pmi con manifatturiero Cina ed Ue a luglio. Occhio agli appuntamenti della settimana    

Per i mercati Ue agosto parte con cauti rialzi. Il termometro Pmi segnala contrazione nel manifatturiero di Cina ed Eurozona a luglio. Ecco i dati e gli appuntamenti della settimana da non perdere.

Pubblicato 1 Agosto 2022 Aggiornato 18 Ottobre 2026 12:36

Per i mercati Ue agosto parte con cauti rialzi, sostenuti dai guadagni accumulati nella settimana precedente, ma la prudenza resta protagonista dopo i segnali contrastanti arrivati dal termometro Pmi: il manifatturiero di Cina ed Eurozona a luglio ha deluso le attese, alimentando i timori di rallentamento globale. Di seguito una panoramica completa su quanto è accaduto, cosa dicono i dati Pmi e quali appuntamenti monitorare nel corso della settimana.

Borse europee: agosto apre con cauti rialzi

Il mese di agosto si apre all’insegna dei cauti rialzi per le principali Borse europee dopo i guadagni messi a segno la scorsa settimana. In Europa spicca la performance di Piazza Affari che, dopo il progresso di oltre il 5% di settimana scorsa, si trova ora a quota 22.665 punti (+1,16%). Tra i migliori dell’indice milanese spicca Bper Banca che avanza di quasi il 4% in attesa dei conti trimestrali. Bene Mediobanca +2,7% dopo i risultati finanziari e Generali +2,33%. Sul fronte delle vendite, Interpump Group cede l’1,44%, mentre Exor e Campari registrano ribassi di circa un punto percentuale.

Cosa è successo la scorsa settimana

Come sottolineano da Mps Capital Services, l’azionario USA ha chiuso il miglior luglio da oltre 80 anni grazie all’idea che a tendere le banche centrali avranno un atteggiamento meno aggressivo, tornando sui propri passi in ottica prospettica. «D’altro canto, il mercato guarda sempre più alla crescita e sempre meno all’inflazione, attesa decelerare in questa seconda parte dell’anno – proseguono gli esperti –. Non è un caso che venerdì i rendimenti abbiano ripreso a calare progressivamente dopo i dati sull’inflazione euro sopra le attese, mentre negli Stati Uniti, sebbene alcuni dati rimangano robusti (personal income e spending di giugno), altri confermano un rallentamento dell’attività manifatturiera».

Termometro Pmi: cosa dicono i dati di Cina ed Eurozona a luglio

Il vero ago della bilancia per i mercati Ue in questo avvio di agosto è il termometro Pmi, che fotografa la salute del settore manifatturiero a livello globale. I dati di luglio hanno restituito un quadro preoccupante sia per la Cina sia per l’Eurozona.

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Pmi manifatturiero Cina: contrazione a sorpresa

Sui mercati aleggia una certa prudenza dopo le indicazioni arrivate dalla Cina. L’aggiornamento sul Pmi manifatturiero cinese ha segnalato un rallentamento nel mese di luglio: l’attività manifatturiera è tornata a sorpresa a contrarsi secondo il Pmi ufficiale, mentre quello privato Caixin — che misura l’attività delle aziende di medie e piccole dimensioni — è risultato per poco sopra la soglia di espansione (50 punti). Un segnale che la ripresa post-pandemia della seconda economia mondiale mostra crepe più profonde del previsto.

Pmi manifatturiero Eurozona: peggioramento e rischio recessione

Non arrivano buone nuove nemmeno dall’Eurozona, che evidenzia un peggioramento del calo del manifatturiero a luglio con un rischio recessione che si intensifica. Il settore manifatturiero dell’area euro è sceso ancora di più in contrazione all’inizio del terzo trimestre: i dati Pmi di luglio hanno segnalato il più forte calo della produzione dall’ondata iniziale di rigide restrizioni anti-Covid del 2020. In Italia il dato è scivolato a 48,5, minimo in 25 mesi.

Analizzando i dati della zona euro, gli esperti avvertono che «con la crisi energetica aumentano i rischi: non solo di un indebolimento della domanda e di riduzione delle scorte che nei prossimi mesi provocheranno un’accelerazione del tasso di contrazione della produzione manifatturiera, ma anche di una riduzione degli approvvigionamenti di energia che agiranno da ulteriore freno al settore».

Cosa significa il Pmi sotto 50?

Vale la pena ricordarlo per chi si avvicina a questi dati: il Pmi (Purchasing Managers’ Index) è un indice composito che sintetizza le risposte dei responsabili acquisti delle imprese manifatturiere. La soglia chiave è 50 punti:

  • Sopra 50: espansione del settore
  • Sotto 50: contrazione dell’attività
  • Più ci si allontana da 50 verso il basso, più la contrazione è intensa

Con l’Eurozona stabilmente sotto questa soglia e la Cina che vi scivola sotto a sorpresa, il messaggio per i mercati è chiaro: la domanda globale rallenta, e i cauti rialzi di agosto potrebbero restare tali.

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Gli appuntamenti da non perdere questa settimana

La settimana si preannuncia densa di appuntamenti in Europa e negli Usa, tra dati macro e trimestrali societari. Ecco i principali eventi da tenere d’occhio:

  • Discorsi di membri Fed: utili per cogliere indizi sulla direzione dei tassi nelle prossime riunioni
  • Riunioni di banche centrali: in calendario le decisioni di politica monetaria di Australia, Brasile e Regno Unito (giovedì); la Bank of England è attesa alzare i tassi di 50 punti base per la prima volta in quasi trent’anni
  • Mercato del lavoro Usa: i dati sui Non-Farm Payrolls escono come di consueto il primo venerdì del mese — un appuntamento cruciale per capire la tenuta dell’economia americana
  • Trimestrali societarie: numerose società europee e americane comunicano i risultati del secondo trimestre, con impatto diretto sulle singole azioni e sugli indici

FAQ: domande frequenti sui mercati Ue e sul Pmi di luglio

Perché i mercati Ue aprono agosto con rialzi cauti e non decisi?

I rialzi restano contenuti perché i dati Pmi manifatturiero di Cina ed Eurozona a luglio hanno deluso, segnalando una contrazione dell’attività industriale. Questo bilancia l’ottimismo generato dalla settimana precedente e spinge gli investitori alla prudenza in attesa di nuovi dati macro.

Il Pmi manifatturiero Ue sotto 50 significa recessione certa?

Non necessariamente, ma è un segnale di allarme. Un Pmi manifatturiero sotto 50 indica contrazione del settore, non dell’intera economia. Tuttavia, se la tendenza persiste e si estende ai servizi, il rischio di recessione tecnica aumenta in modo significativo.

Come influisce il Pmi cinese sui mercati europei?

La Cina è uno dei principali partner commerciali dell’Eurozona. Un rallentamento della manifattura cinese riduce la domanda di beni e componenti europei, colpisce le esportazioni e pesa sulle prospettive di crescita delle aziende del Vecchio Continente — con effetti diretti sulle Borse europee.

Quali settori soffrono di più quando il Pmi manifatturiero scende?

I settori più esposti sono quelli ciclici: automotive, siderurgia, chimica, macchinari industriali e componentistica. In Italia, ad esempio, la discesa del Pmi a 48,5 colpisce in modo particolare il comparto della meccanica strumentale e dell’export.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.