Mercati: l’inflazione corre in Italia, gli investimenti no. Pesa la scarsa informazione
L'inflazione corre in Italia ma gli investimenti no: la scarsa informazione (27%) è il principale ostacolo. Ecco cosa emerge dall'indagine Moneyfarm sul benessere finanziario degli italiani.
L’inflazione corre in Italia, ma gli investimenti no: questo il paradosso che erode silenziosamente il potere d’acquisto e il patrimonio di milioni di famiglie italiane. Mentre i prezzi continuano a salire a ritmi sostenuti, la maggioranza dei risparmiatori resta ferma, con la liquidità parcheggiata sui conti correnti. Il primo ostacolo sulla strada che conduce ai mercati finanziari, manco a dirlo, è la scarsa informazione: pesa per il 27% secondo l’indagine condotta da Moneyfarm sul financial wellbeing degli italiani.
Inflazione record e risparmi fermi: il paradosso italiano
L’attuale contesto di elevata volatilità non aiuta i risparmiatori italiani ad avvicinarsi ai mercati finanziari, nonostante l’impatto significativo che la costante pressione inflattiva ha sul carovita e sui risparmi. Le tensioni geopolitiche e la conseguente crisi energetica hanno complicato uno scenario già duramente compromesso dalla crisi delle materie prime: i dati più recenti confermano che l’inflazione in Italia si è mantenuta su livelli storicamente elevati, con incrementi su base annua che in certi periodi hanno superato l’8%, contro l’1,3% registrato appena qualche anno prima.
Il risultato? Chi tiene i risparmi fermi sul conto corrente vede il proprio potere d’acquisto ridursi ogni mese. Eppure, nonostante gli evidenti svantaggi e nonostante la sempre più ampia gamma di soluzioni di investimento — sia tradizionali che digitali — disponibili sul mercato, la maggioranza degli italiani continua a non investire.
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Lo studio sul benessere finanziario: cosa frena gli italiani
Questo lo sconfortante quadro che emerge da uno studio sul financial wellbeing — il benessere finanziario — condotto sulla popolazione di due Paesi, Italia e Regno Unito, da Moneyfarm, società internazionale di investimento con approccio digitale, insieme a Dectech, società specializzata in studi comportamentali nata alla Warwick University.
I risultati sono chiari: i mercati finanziari restano lontani dalla vita quotidiana di molti italiani, non per mancanza di strumenti, ma per una combinazione di barriere culturali, informative e relazionali.
I principali ostacoli agli investimenti: la scarsa informazione pesa il 27%
Per gli intervistati, i principali ostacoli all’investimento sono:
- Insufficienza delle informazioni disponibili sui prodotti finanziari (27%): la scarsa informazione è il freno numero uno. Molti italiani non sanno da dove cominciare, non conoscono i prodotti disponibili e non hanno gli strumenti per valutare rischi e opportunità.
- Volontà di confrontarsi con un consulente prima di decidere (27%): la necessità di un rapporto personale diretto con un esperto è fortemente sentita. L’assenza di questa figura rappresenta una delle barriere più frequentemente indicate anche rispetto alle piattaforme fai-da-te.
- Rischiosità percepita dei portafogli (18%): la paura di perdere il capitale blocca molti potenziali investitori, spesso senza una reale valutazione del profilo di rischio personale.
Il dato sulla scarsa informazione è particolarmente significativo: in un Paese in cui l’educazione finanziaria nelle scuole è ancora limitata e la cultura dell’investimento è storicamente debole, colmare questo gap è la sfida più urgente per avvicinare i risparmiatori ai mercati.
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Il ruolo dei costi: tradizionale, ibrido o fai-da-te?
Nella scelta di una soluzione di investimento, un ruolo fondamentale è quello giocato dai costi. Gli intervistati indicano i costi come barriera all’investimento soprattutto con una piattaforma tradizionale (20%), meno con soluzioni ibride (13%) e ancora meno con un servizio fai-da-te (7%).
Il miglior rapporto qualità-prezzo si riflette anche sul tasso di finalizzazione degli investimenti:
- Soluzioni ibride: 88% di tasso di finalizzazione
- Piattaforme fai-da-te: 85%
- Forme tradizionali: 75%
I dati suggeriscono che le soluzioni che combinano tecnologia digitale e supporto umano — i cosiddetti modelli ibridi — riescono meglio a superare le resistenze degli investitori, abbattendo sia la barriera dei costi sia quella della scarsa informazione.
Cosa si può fare: educazione finanziaria e consulenza accessibile
Il quadro che emerge dall’indagine indica una strada precisa: per avvicinare gli italiani ai mercati finanziari in un contesto in cui l’inflazione erode i risparmi, servono due leve fondamentali.
- Più educazione finanziaria: colmare il gap informativo è la priorità. Conoscere i prodotti, capire il proprio profilo di rischio e comprendere l’impatto dell’inflazione sui risparmi sono competenze di base che ancora mancano a troppi italiani.
- Consulenza accessibile e personalizzata: il desiderio di confrontarsi con un esperto è diffuso. Modelli ibridi che uniscono piattaforme digitali e supporto umano possono rispondere a questa esigenza, rendendo la consulenza finanziaria meno elitaria e più vicina alle esigenze quotidiane.
FAQ: inflazione, investimenti e risparmi in Italia
- Perché l’inflazione alta rende ancora più urgente investire?
- Quando l’inflazione supera il rendimento del conto corrente (che è prossimo allo zero), il potere d’acquisto dei risparmi si riduce ogni anno. Investire in strumenti che rendono almeno quanto l’inflazione è il modo per preservare il valore del patrimonio nel tempo.
- Qual è il principale ostacolo agli investimenti in Italia?
- Secondo l’indagine Moneyfarm, la scarsa informazione sui prodotti finanziari è il freno principale, indicato dal 27% degli intervistati. A pari merito, la mancanza di un consulente di fiducia.
- Le piattaforme digitali possono aiutare i risparmiatori italiani?
- Sì, soprattutto i modelli ibridi — che combinano tecnologia e supporto umano — mostrano i tassi di finalizzazione degli investimenti più alti (88%) e i costi percepiti più bassi rispetto alle soluzioni tradizionali.
- Cosa si intende per financial wellbeing?
- Il financial wellbeing, o benessere finanziario, indica la capacità di un individuo di gestire le proprie finanze in modo da soddisfare le esigenze presenti e future, riducendo lo stress economico e aumentando la sicurezza patrimoniale nel lungo periodo.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.