Borse caute ma positive, petrolio sopra i 100 dollari dopo lo stop di Trump agli attacchi in Iran
Le Borse europee aprono in leggero rialzo, ma il clima resta incerto mentre i mercati guardano con attenzione agli sviluppi in Medio Oriente. La decisione del presidente americano Donald Trump di sospendere temporaneamente gli attacchi ai siti energetici iraniani ha ridotto la tensione nel brevissimo periodo, senza però eliminare i timori legati a un possibile shock energetico.
Il contesto resta fragile, con il prezzo del petrolio che continua a muoversi su livelli elevati e gli investitori che mantengono un atteggiamento prudente.
Borse europee in positivo, ma senza slancio
Avvio sopra la parità per i principali listini del Vecchio Continente, anche se i rialzi restano contenuti. Milano segna un progresso dello 0,18%, Francoforte dello 0,26%, Parigi dello 0,03%, Madrid dello 0,23% e Londra dello 0,38%.
Segnali più deboli arrivano invece dall’Asia, con Tokyo che chiude leggermente in calo. Il Nikkei archivia la seduta con un -0,08%, riflettendo le incertezze globali e la pressione sui costi energetici.
A pesare sul quadro generale è soprattutto la situazione nello Stretto di Hormuz, che resta chiuso al traffico delle petroliere, con possibili ripercussioni sull’offerta globale di energia.
Petrolio in rialzo e tensioni ancora alte
Nonostante la pausa annunciata dagli Stati Uniti, le materie prime energetiche continuano a salire. Il Brent resta sopra i 100 dollari al barile, mentre il Wti si muove intorno ai 95 dollari, in aumento dello 0,7%.
Questi livelli riflettono una tensione ancora elevata sui mercati energetici, dove qualsiasi evoluzione geopolitica può avere effetti immediati su prezzi e aspettative.
In controtendenza l’oro, che appare più debole, segnale di un mercato che, pur mantenendo cautela, non sta ancora correndo verso i beni rifugio in modo massiccio.
Trump sospende gli attacchi e apre ai negoziati
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato una sospensione di dieci giorni degli attacchi ai siti energetici iraniani, fissando la nuova scadenza al 6 aprile 2026.
La decisione, comunicata tramite Truth Social, è stata motivata dalla volontà di favorire il dialogo. Secondo Trump, i colloqui sarebbero in corso e starebbero procedendo in modo positivo, nonostante alcune ricostruzioni contrastanti diffuse dai media.
Il mercato ha accolto la notizia con cautela: la pausa riduce temporaneamente il rischio di escalation, ma non elimina l’incertezza sul medio periodo.
Lagarde avverte: rischio shock energetico
A raffreddare l’ottimismo è intervenuta anche la presidente della Bce, Christine Lagarde, che ha parlato apertamente di un possibile shock energetico con effetti duraturi.
Secondo Lagarde, i mercati finanziari potrebbero sottovalutare l’impatto del conflitto sull’economia globale, restando troppo ancorati all’idea di un rapido ritorno alla normalità.
Lo scenario più realistico, invece, potrebbe essere quello di conseguenze prolungate nel tempo, anche nel caso in cui la crisi geopolitica si risolva in tempi relativamente brevi.
Mercati sospesi tra ottimismo e rischio
La fotografia attuale è quella di mercati in equilibrio instabile. Da un lato, la sospensione degli attacchi offre una tregua che sostiene i listini. Dall’altro, il prezzo elevato dell’energia e le tensioni ancora irrisolte mantengono alta la pressione.
Gli investitori restano quindi in attesa di segnali più chiari, consapevoli che le prossime settimane potrebbero essere decisive per capire se si tratta di una pausa temporanea o dell’inizio di una vera distensione.