Mantenimento figli: come si dividono le spese?

Mantenimento figli: come si dividono le spese tra genitori separati? Scopri la differenza tra spese ordinarie e straordinarie, chi paga cosa e le regole sul consenso preventivo.

Pubblicato 1 Agosto 2025 Aggiornato 18 Ottobre 2026 09:34

Come si dividono le spese per il mantenimento dei figli dopo una separazione? È una delle domande più frequenti tra i genitori che si trovano ad affrontare questa situazione: capire chi paga cosa, in quale misura e quando è necessario il consenso dell’altro genitore è fondamentale per evitare conflitti e garantire il benessere dei figli. In questa guida trovi le regole essenziali, la distinzione tra spese ordinarie e straordinarie e i criteri con cui il giudice ripartisce gli oneri economici.

Mantenimento figli: come si dividono le spese?

La legge italiana stabilisce che entrambi i genitori sono tenuti a contribuire al mantenimento dei figli in proporzione alle proprie capacità economiche, indipendentemente dalla tipologia di separazione (consensuale o giudiziale). La ripartizione avviene su due livelli distinti:

  • Assegno di mantenimento periodico: versato dal genitore non collocatario per coprire le spese ordinarie e ricorrenti.
  • Contributo alle spese straordinarie: sostenuto da entrambi i genitori, di norma in percentuale, per i costi non prevedibili o eccezionali.

Il punto di partenza è sempre il superiore interesse del minore: il tenore di vita del figlio non deve peggiorare in modo significativo a causa della separazione dei genitori.

Spese ordinarie: cosa sono e chi le paga

Le spese ordinarie sono quelle prevedibili, ricorrenti e indispensabili per la vita quotidiana del figlio. Rientrano in questa categoria:

  • Alimentazione e abbigliamento
  • Materiale scolastico di base e libri di testo
  • Mensa scolastica
  • Trasporti abituali (abbonamento bus, scuolabus)
  • Spese mediche di routine (visite dal pediatra, farmaci da banco)
  • Piccole attività ricreative ordinarie

Queste voci sono generalmente già incluse nell’assegno di mantenimento mensile stabilito in sede di separazione. Il genitore collocatario le gestisce direttamente; il genitore non collocatario contribuisce attraverso il versamento dell’assegno periodico.

Come si calcola l’assegno di mantenimento?

Il giudice — o le parti stesse in caso di accordo — determina l’importo dell’assegno tenendo conto di:

  • Reddito e patrimonio di ciascun genitore
  • Tenore di vita goduto dal figlio durante il matrimonio o la convivenza
  • Tempi di permanenza del figlio con ciascun genitore
  • Età e bisogni specifici del minore
  • Eventuali nuove famiglie o carichi economici dei genitori

Non esiste una formula fissa: ogni situazione viene valutata caso per caso. Tuttavia, il principio guida è la proporzionalità rispetto alle capacità economiche di entrambi.

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Spese straordinarie: cosa sono e come si gestiscono

Le spese straordinarie sono quelle non prevedibili, non ricorrenti o di importo significativo, che esulano dalla normale gestione quotidiana. Esempi tipici:

  • Cure mediche specialistiche, interventi chirurgici, apparecchi ortodontici
  • Iscrizione a corsi sportivi, musicali o artistici
  • Acquisto di dispositivi tecnologici (computer, tablet per la scuola)
  • Vacanze studio o soggiorni all’estero
  • Tasse universitarie e spese di alloggio per gli studi
  • Patente di guida e spese correlate
  • Spese per cerimonie (comunione, cresima, diploma)

Per queste voci, la regola generale è che entrambi i genitori devono concordare preventivamente la spesa, salvo casi di urgenza. La ripartizione più comune è 50% a testa, ma il giudice può stabilire percentuali diverse (ad esempio 60/40 o 70/30) in base alle differenze di reddito.

Il consenso preventivo e la regola del silenzio-assenso

Prima di sostenere una spesa straordinaria, il genitore che intende farla deve informare l’altro e attenderne il consenso. Se entro dieci giorni dalla comunicazione non arriva un rifiuto motivato, il silenzio viene interpretato come assenso tacito: la spesa potrà essere effettuata e il rimborso della quota spettante potrà essere richiesto.

In caso di emergenza (ad esempio un ricovero ospedaliero urgente), il genitore può agire immediatamente e informare l’altro in un secondo momento. Il rifiuto ingiustificato di contribuire alle spese straordinarie può essere portato all’attenzione del giudice.

Spese straordinarie: serve sempre l’accordo?

La giurisprudenza ha chiarito che alcune spese, pur non essendo strettamente ordinarie, possono essere considerate prevedibili e necessarie (ad esempio le spese scolastiche annuali) e non richiedono ogni volta un accordo formale se già previste nel provvedimento di separazione. È quindi importante che il verbale di separazione o la sentenza del giudice elenchi con precisione le categorie di spesa e le relative percentuali di ripartizione.

Spese ordinarie e straordinarie: la tabella di sintesi

Tipo di spesa Esempi Chi paga
Ordinaria Alimentazione, mensa, abbigliamento, materiale scolastico base Inclusa nell’assegno mensile
Straordinaria prevedibile Tasse scolastiche annuali, libri universitari Entrambi i genitori (% stabilita)
Straordinaria imprevedibile Intervento chirurgico, apparecchio dentale Entrambi i genitori (% stabilita), previo accordo o urgenza

Cosa succede se un genitore non paga?

Il mancato pagamento dell’assegno di mantenimento o il rifiuto ingiustificato di contribuire alle spese straordinarie hanno conseguenze concrete:

  • Il genitore inadempiente può essere diffidato e citato in giudizio per il recupero delle somme.
  • In caso di inadempimento reiterato, si configura il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare (art. 570 c.p.), che può comportare sanzioni penali.
  • Il giudice può disporre il sequestro di una quota dello stipendio o della pensione del genitore moroso.

È sempre consigliabile documentare ogni comunicazione relativa alle spese (messaggi, email, raccomandate) per tutelarsi in caso di controversia.

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Equità e collaborazione: la chiave per gestire le spese

Alla base di ogni disposizione normativa che regola il mantenimento dei figli sta il concetto di equità, basilare per assicurare il benessere del minore. L’intervento del giudice, quando necessario, tende a calibrare l’entità delle somme da versare in funzione dei redditi di ciascun genitore, in modo da non gravare in modo eccessivo su una sola parte. Il rispetto degli accordi e la volontà di dialogo consentono di limitare al minimo le tensioni, promuovendo un ambiente sereno per i figli.

Restare fedeli alle norme e alle indicazioni fornite dalle autorità competenti evita inutili controversie, rafforzando il principio che un’efficace collaborazione rappresenta l’unico strumento per calibrare correttamente spese ordinarie e spese straordinarie nel lungo periodo. Garantire la copertura di ogni necessità dei figli, senza sovrapposizioni o fraintendimenti, rimane l’obiettivo ultimo di qualsiasi organizzazione familiare post-separazione.

FAQ: mantenimento figli e divisione delle spese

Le spese per lo sport sono ordinarie o straordinarie?

Dipende dalla situazione. Un’attività sportiva già praticata durante il matrimonio e consolidata nella routine del figlio può essere considerata ordinaria e inclusa nell’assegno. Un nuovo corso o un’attività agonistica con costi elevati rientra invece nelle spese straordinarie e richiede il consenso di entrambi i genitori.

Il genitore collocatario può decidere da solo le spese straordinarie?

No, salvo casi di urgenza. Le spese straordinarie richiedono il consenso preventivo dell’altro genitore. Agire unilateralmente senza accordo — e senza che ricorra un’emergenza — può comportare il rifiuto del rimborso da parte del giudice.

Come si modifica l’assegno di mantenimento nel tempo?

L’assegno può essere rivisto quando cambiano le condizioni economiche di uno o entrambi i genitori, o quando mutano le esigenze del figlio (ad esempio il passaggio all’università). Entrambe le parti possono rivolgersi al giudice per chiedere la revisione dell’importo.

Il mantenimento cessa con la maggiore età del figlio?

No automaticamente. L’obbligo di mantenimento prosegue finché il figlio non raggiunge l’indipendenza economica, anche oltre i 18 anni. Se il figlio studia all’università o è in cerca di lavoro senza colpa propria, i genitori continuano a essere tenuti al sostegno economico.

Cosa si intende per spese mediche ordinarie e straordinarie?

Le visite di routine dal pediatra, i farmaci da banco e le spese di pronto soccorso di lieve entità sono ordinarie. Le cure specialistiche, gli interventi chirurgici, la psicoterapia e gli apparecchi ortodontici sono straordinarie e richiedono accordo tra i genitori.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.