Eni Plenitude finisce nel mirino dell’Antitrust: avviata istruttoria per ipotesi pratica commerciale scorretta

Eni Plenitude finisce nel mirino dell'Antitrust: avviata istruttoria per ipotesi di pratica commerciale scorretta sul rinnovo delle condizioni di fornitura luce e gas. Cosa rischia la società e cosa devono fare i clienti.

Pubblicato 14 Marzo 2025 Aggiornato 18 Ottobre 2026 12:01

La tegola dell’Antitrust finisce su Eni Plenitude. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha reso noto di avere avviato un’istruttoria nei confronti della società per possibile pratica commerciale scorretta. Al centro del procedimento ci sono le modalità con cui Plenitude ha gestito — o non gestito — le comunicazioni di rinnovo delle condizioni economiche di fornitura di luce e gas, con migliaia di consumatori che sostengono di non aver mai ricevuto il preavviso dovuto.

Plenitude si difende dicendosi “convinta della correttezza del proprio operato nei confronti dei clienti e collaborerà con l’Autorità per dimostrarlo nelle sedi opportune”.

Eni Plenitude nel mirino dell’Antitrust: cos’è successo

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, guidata da Roberto Rustichelli, ha avviato un’istruttoria formale nei confronti di Eni Plenitude per ipotesi di pratica commerciale scorretta. Il procedimento riguarda le modalità adottate dalla società per comunicare il rinnovo delle condizioni economiche di fornitura e la mancata adozione di misure per gestire le comunicazioni non andate a buon fine.

Nel periodo maggio-settembre 2024 in particolare, numerosi consumatori hanno segnalato all’Autorità di aver subito il rinnovo delle condizioni economiche di fornitura delle offerte di luce e gas, senza ricevere la preventiva comunicazione da parte della società. Eni Plenitude, infatti, nonostante un numero rilevante di comunicazioni inviate non risulti essere andato a buon fine, avrebbe comunque proceduto al rinnovo delle condizioni economiche di fornitura, precludendo agli utenti l’esercizio del diritto di recesso.

Nella giornata successiva all’annuncio dell’istruttoria, i funzionari dell’Autorità hanno svolto un’ispezione nelle sedi di Eni Plenitude e della holding Eni con l’ausilio del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza.

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Cosa rischia Eni Plenitude: le possibili conseguenze

L’avvio di un’istruttoria da parte dell’Antitrust non equivale a una condanna, ma è un segnale serio. Se al termine del procedimento venissero accertate pratiche commerciali scorrette ai sensi del Codice del Consumo, Eni Plenitude potrebbe essere soggetta a:

  • Sanzioni pecuniarie fino a 10 milioni di euro, in base alla gravità e alla durata della condotta;
  • Obbligo di adottare misure correttive nelle procedure di comunicazione ai clienti;
  • Pressione a indennizzare i consumatori danneggiati, anche attraverso accordi con le associazioni di categoria.

Le associazioni dei consumatori hanno già fatto sapere che, in caso di irregolarità accertate, chiederanno l’apertura di tavoli per definire forme di rimborso concrete.

La reazione delle associazioni dei consumatori

“Si faccia subito chiarezza. Dalle grandi aziende è lecito aspettarsi una comunicazione ipertrasparente nei confronti dei consumatori che tolga ogni dubbio sulla volontà del cliente di rimanere tale. La soddisfazione del consumatore deve guidare ogni scelta”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

“In ogni caso, da tempo abbiamo chiesto al legislatore e ad Arera di togliere il silenzio assenso rispetto a questo tipo di comunicazioni. Troppe le segnalazioni di consumatori letteralmente cascati dalle nuvole a fronte di una variazione unilaterale delle condizioni contrattuali o di un rinnovo delle condizioni economiche che implica un aumento dei prezzi. Visto che le bollette incidono pesantemente sui bilanci di una famiglia, serve un consenso espresso da parte del cliente” prosegue Dona. “In alternativa al consenso espresso, per nuovi contratti, per variazioni unilaterali e rinnovi abbiamo chiesto di modificare la regola attuale, secondo la quale basta che la comunicazione sia fornita al cliente finale su supporto durevole e mediante forma scritta. Serve, almeno, la conferma del cliente dell’avvenuta lettura. Ad esempio, per un avviso via App bloccando le altre funzioni dell’App, così come sul sito, nell’area personale dell’utente, con apposito pop-up a pieno schermo che si chiude solo dopo aver confermato la lettura, così come via email con richiesta di conferma sia del recapito che della lettura”, conclude Dona.

Anche il Codacons plaude all’iniziativa presa dall’Autorità. In particolare, l’associazione ricorda che “il recesso è un diritto dei consumatori che deve essere sempre fatto valere, e per questo rimaniamo in attesa di conoscere l’esito dell’istruttoria aperta dall’Autorità. Se al termine del procedimento saranno riscontrate irregolarità, chiederemo a Eni Plenitude di aprire un tavolo con le associazioni dei consumatori per studiare le possibili forme di indennizzo in favore dei clienti coinvolti, anche sottoforma di sconti sulle bollette”, conclude il Codacons.

“Non possiamo che ringraziare ancora una volta l’Antitrust perché accoglie le istanze di migliaia di consumatori che si sono rivolti anche ad Assoutenti per segnalare la mancata comunicazione delle condizioni di rinnovo dei contratti”. Lo afferma Assoutenti, accogliendo con soddisfazione l’istruttoria aperta dall’Antitrust su Eni Plenitude per possibili pratiche commerciali scorrette.

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“Da tempo abbiamo segnalato alle società di luce e gas le criticità denunciate dai consumatori sul fronte del rinnovo dei contratti, anomalie che non riguardano solo Eni Plenitude ma coinvolgono diversi operatori – spiega il presidente Gabriele Melluso – Ora, alla luce della nuova indagine dell’Antitrust, attendiamo da Eni Plenitude una proposta concreta volta a far ottenere agli utenti il rimborso delle maggiori tariffe applicate a seguito di rinnovi contrattuali scorretti”.

Cosa devono fare i clienti Eni Plenitude adesso

Se sei un cliente Eni Plenitude e ritieni di aver subito un rinnovo contrattuale senza aver ricevuto la comunicazione preventiva, ecco i passi concreti da seguire:

  1. Controlla le tue bollette: verifica se le condizioni economiche sono cambiate negli ultimi mesi senza che tu ne fossi stato informato.
  2. Recupera le comunicazioni ricevute: accedi all’area personale sul sito o sull’app di Plenitude e verifica la presenza di eventuali avvisi.
  3. Presenta un reclamo scritto direttamente a Eni Plenitude, indicando la data del rinnovo e l’assenza di comunicazione preventiva.
  4. Segnala il caso all’Antitrust tramite il portale ufficiale dell’AGCM, contribuendo così all’istruttoria in corso.
  5. Rivolgiti a un’associazione dei consumatori (Unione Nazionale Consumatori, Codacons, Assoutenti) per assistenza gratuita nella gestione del reclamo.

FAQ: le domande più frequenti sull’istruttoria Antitrust su Eni Plenitude

Cos’è una pratica commerciale scorretta nel settore energetico?

È un comportamento di un operatore che, in violazione della diligenza professionale, altera o è idoneo ad alterare le decisioni economiche del consumatore. Nel caso di Eni Plenitude, l’ipotesi è che i clienti non siano stati messi in condizione di esercitare il diritto di recesso prima del rinnovo delle condizioni contrattuali.

L’istruttoria Antitrust significa che Eni Plenitude è già colpevole?

No. L’avvio dell’istruttoria è l’apertura formale di un’indagine. Eni Plenitude ha il diritto di presentare le proprie memorie difensive e di collaborare con l’Autorità. La società ha già dichiarato di essere convinta della correttezza del proprio operato.

I clienti possono chiedere un rimborso adesso?

È possibile presentare un reclamo formale a Eni Plenitude e, in caso di mancata risposta soddisfacente entro 40 giorni, ricorrere alla conciliazione presso lo Sportello del Consumatore di Arera. Le associazioni dei consumatori stanno già lavorando per ottenere forme di indennizzo collettivo.

Il problema riguarda solo Eni Plenitude?

Secondo Assoutenti, le anomalie nelle comunicazioni di rinnovo contrattuale coinvolgono diversi operatori del mercato energetico, non solo Eni Plenitude. L’istruttoria in corso potrebbe aprire la strada a verifiche più ampie sull’intero settore.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.