AliExpress multata di 550 milioni dall’Ue: cosa cambia per i consumatori italiani
La Commissione europea ha sanzionato AliExpress con 550 milioni di euro per violazioni del Digital Services Act. Scopri come cambiano i controlli sui prodotti contraffatt

AliExpress e la multa Ue da 550 milioni: cosa è successo davvero
Il 20 luglio 2026 la Commissione europea ha inflitto ad AliExpress una sanzione da 550 milioni di euro per violazioni del Digital Services Act, il regolamento europeo sui servizi digitali entrato in vigore nel 2022. È la multa più alta mai comminata dalla Commissione in applicazione di questo regolamento. Per chi acquista abitualmente sulla piattaforma cinese controllata da Alibaba, la notizia non riguarda solo i numeri: riguarda la qualità e la sicurezza di quello che arriva a casa.
La contestazione centrale è precisa: AliExpress non ha valutato né mitigato in modo adeguato i rischi legati alla vendita di prodotti illegali, pericolosi o contraffatti sulla propria piattaforma. L’indagine era partita nel 2024 e nel corso di due anni le autorità europee hanno accertato che il sistema di identificazione dei prodotti vietati era completamente inefficace fin dall’inizio delle verifiche. Non si tratta quindi di una carenza episodica o di un errore tecnico isolato: il problema era strutturale e persistente.
Cos’è il Digital Services Act e perché si applica ad AliExpress
Il Digital Services Act — in italiano Regolamento europeo sui servizi digitali — è entrato in vigore nel 2022 con l’obiettivo di responsabilizzare le grandi piattaforme online che operano nel mercato europeo. La logica di fondo è semplice: chi mette a disposizione uno spazio digitale attraverso cui milioni di consumatori acquistano beni non può limitarsi a fare da intermediario passivo. Ha obblighi attivi di controllo, segnalazione e rimozione dei contenuti e dei prodotti che violano le norme europee.
AliExpress rientra nella categoria delle cosiddette “piattaforme online di grandi dimensioni” — quelle con un numero di utenti attivi mensili nell’Unione europea superiore a 45 milioni. Per queste piattaforme il regolamento prevede obblighi più stringenti rispetto agli operatori minori: valutazioni periodiche del rischio, audit indipendenti, meccanismi efficaci di segnalazione e rimozione rapida dei prodotti illegali. È esattamente su questi punti che la Commissione ha rilevato le violazioni più gravi.
Il Sole 24 Ore ha ricostruito la vicenda evidenziando come la sanzione rappresenti un punto di svolta nell’applicazione del regolamento: per la prima volta, la Commissione ha raggiunto la cifra massima che il meccanismo sanzionatorio del DSA consente per violazioni di questa portata.
I prodotti contestati: giocattoli pericolosi e abbigliamento contraffatto
Le categorie di prodotti al centro dell’indagine danno la misura concreta del problema. La Commissione ha documentato la presenza su AliExpress di giocattoli pericolosi e abbigliamento contraffatto, due categorie che toccano da vicino i consumatori italiani ogni giorno.
I giocattoli pericolosi sono una questione di sicurezza fisica, in particolare per i bambini. Le normative europee impongono standard precisi su materiali, dimensioni dei componenti, resistenza meccanica e assenza di sostanze tossiche. Un giocattolo acquistato su una piattaforma che non verifica il rispetto di questi standard può rappresentare un rischio reale: soffocamento, ingestione di sostanze chimiche, lesioni da parti taglienti. Il fatto che AliExpress non disponesse di un sistema efficace per identificare e rimuovere questi prodotti non è una questione formale: è un problema di salute pubblica.
L’abbigliamento contraffatto, invece, incrocia due piani distinti. Da un lato c’è il danno economico ai marchi originali e alle aziende che producono legalmente in Europa. Dall’altro — e questo è meno noto — ci sono rischi legati ai materiali: capi contraffatti spesso non rispettano le norme europee sui coloranti, sui trattamenti chimici e sulle fibre, con potenziali conseguenze per la salute della pelle, in particolare per bambini e persone con allergie.
Queste non sono le uniche categorie potenzialmente coinvolte, ma sono quelle esplicitamente documentate nell’indagine della Commissione. Il fatto che il sistema di controllo fosse “completamente inefficace” fin dall’avvio delle verifiche nel 2024 lascia intendere che il perimetro reale del problema potesse essere ben più ampio.
La multa più alta della storia del DSA: perché 550 milioni
La cifra di 550 milioni di euro non è casuale. Il Digital Services Act prevede che le sanzioni possano arrivare fino al 6% del fatturato annuo globale della piattaforma. AliExpress è una delle piattaforme di e-commerce più grandi al mondo, con un fatturato che rende questa percentuale un numero molto significativo in termini assoluti.
Il fatto che si tratti della sanzione più alta mai applicata dalla Commissione europea in base al DSA dall’adozione del regolamento nel 2022 ha un significato che va oltre il caso specifico. Indica che le istituzioni europee stanno passando da una fase di rodaggio — in cui le prime applicazioni del regolamento erano più caute — a una fase di applicazione piena e senza sconti, anche nei confronti di operatori extraeuropei di grandi dimensioni.
Come riportato da Borsa Italiana/Radiocor, la Commissione ha anche ordinato ad AliExpress di adeguarsi alle normative europee, il che significa che la sanzione economica si accompagna a obblighi operativi concreti che la piattaforma dovrà soddisfare per continuare a operare nel mercato dell’Unione europea.
Cosa cambia per chi acquista su AliExpress dall’Italia

La domanda pratica che si pongono milioni di acquirenti italiani è questa: dopo la multa, AliExpress diventa più sicura? La risposta dipende da quello che la piattaforma farà concretamente per rispettare l’ordine della Commissione di adeguarsi alle normative europee.
L’obbligo di conformità imposto dalla Commissione implica che AliExpress debba costruire o ricostruire da zero un sistema efficace di identificazione e rimozione dei prodotti illegali, pericolosi e contraffatti. Questo non è un aggiornamento minore: significa rivedere i processi di onboarding dei venditori, introdurre controlli automatizzati e umani sui cataloghi, creare canali di segnalazione funzionanti per i consumatori e rispondere con tempestività alle richieste delle autorità nazionali di vigilanza.
Per l’acquirente italiano, i cambiamenti più rilevanti potrebbero riguardare:
- Una riduzione progressiva dei prodotti non conformi agli standard europei di sicurezza, in particolare nei segmenti giocattoli, elettronica e abbigliamento
- Meccanismi di segnalazione più accessibili per chi riceve un prodotto ritenuto pericoloso o contraffatto
- Una maggiore trasparenza sull’identità dei venditori terzi che operano sulla piattaforma, requisito esplicito del DSA
- Tempi di risposta più rapidi in caso di reclami legati a prodotti illegali o non sicuri
Va detto con chiarezza che questi cambiamenti non sono automatici né immediati. La Commissione ha ordinato la conformità, ma il percorso di adeguamento richiede tempo, investimenti e volontà da parte della piattaforma. Nel frattempo, chi acquista su AliExpress deve continuare a esercitare la propria attenzione critica, in particolare per le categorie di prodotto più a rischio.
Il contesto più ampio: le piattaforme cinesi sotto la lente europea
La sanzione ad AliExpress non è un episodio isolato nel panorama della regolazione digitale europea. Negli ultimi anni la Commissione ha avviato procedimenti formali nei confronti di diverse grandi piattaforme, con un’attenzione crescente verso gli operatori di origine cinese che hanno conquistato quote significative del mercato europeo dell’e-commerce.
Il modello di business di AliExpress — una piattaforma che connette milioni di venditori terzi cinesi con consumatori in tutto il mondo — presenta per sua natura difficoltà di controllo superiori rispetto a un rivenditore tradizionale. I venditori sono spesso piccole imprese o singoli operatori, i prodotti vengono spediti direttamente dalla Cina, e la velocità con cui nuovi articoli vengono caricati sul catalogo rende il monitoraggio manuale praticamente impossibile senza strumenti automatizzati efficaci.
Questo non è una giustificazione: è esattamente il motivo per cui il Digital Services Act impone alle grandi piattaforme di investire in sistemi di controllo proporzionati alla propria scala operativa. Chi gestisce centinaia di milioni di inserzioni deve avere strumenti adeguati. L’indagine della Commissione ha dimostrato che AliExpress non li aveva, o comunque non li applicava in modo efficace.
Le implicazioni per il mercato italiano dell’e-commerce
L’Italia è uno dei mercati europei in cui AliExpress ha una presenza significativa. Milioni di consumatori italiani utilizzano la piattaforma per acquisti che spaziano dall’elettronica all’abbigliamento, dagli accessori per la casa ai prodotti per bambini. La sanzione e il conseguente obbligo di adeguamento avranno effetti concreti su questo mercato.
Da un lato, una piattaforma più controllata riduce la concorrenza sleale nei confronti dei venditori italiani ed europei che rispettano le normative: chi produce giocattoli certificati CE, chi vende abbigliamento con materiali conformi alle norme europee, chi rispetta le regole sull’etichettatura. La presenza massiccia di prodotti non conformi a prezzi bassissimi distorce il mercato a danno degli operatori onesti.
Dall’altro lato, l’adeguamento alle norme avrà probabilmente un impatto sui prezzi: i controlli costano, la rimozione dei prodotti non conformi riduce il catalogo disponibile, e i venditori che non riescono a certificare i propri prodotti secondo gli standard europei potrebbero essere esclusi dalla piattaforma. Per l’acquirente italiano abituato a prezzi molto bassi, questo potrebbe significare un riposizionamento verso l’alto di alcune categorie di prodotto.
Chi acquista su AliExpress farebbe bene a verificare, d’ora in poi, che i prodotti riportino le certificazioni europee rilevanti per la categoria — il marchio CE per i giocattoli e l’elettronica, le indicazioni sulla composizione dei materiali per l’abbigliamento — e a utilizzare i canali di segnalazione della piattaforma ogni volta che un prodotto ricevuto non corrisponde alle specifiche dichiarate o presenta caratteristiche di sicurezza dubbie. Questi strumenti, se il processo di adeguamento procederà come ordinato dalla Commissione, dovranno diventare più accessibili e più efficaci di quanto non siano stati fino ad oggi.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.