Stipendio in bitcoin? Soluzione Tasse farà scegliere ai dipendenti come essere pagati

Stipendio in bitcoin: Soluzione Tasse permette ai dipendenti di scegliere come essere pagati. Prima società italiana quotata a farlo. Ecco come funziona, cosa dice il fisco e cosa cambia per i lavoratori.

Pubblicato 8 Marzo 2022 Aggiornato 18 Ottobre 2026 13:00

Stipendio in bitcoin? Non è più fantascienza. Da questo mese i dipendenti di Soluzione Tasse, società a capo di un gruppo attivo nella consulenza aziendale rivolta alle PMI italiane, possono richiedere di ricevere lo stipendio in bitcoin. Una scelta pionieristica che apre un dibattito concreto su come le aziende italiane si stanno avvicinando alle criptovalute — non solo come investimento, ma come strumento di remunerazione.

Gianluca Massini Rosati, presidente del consiglio di amministrazione della società, ha deciso di ricevere l’intero emolumento in criptovalute, dando il segnale più forte possibile dall’alto.

Soluzione Tasse: prima società italiana quotata a pagare in bitcoin

Soluzione Tasse è la prima società italiana quotata ad andare in questa direzione. La mossa arriva dopo che il gruppo aveva già annunciato di accettare pagamenti per i propri servizi in criptovalute, segnando una traiettoria coerente verso l’adozione digitale integrale.

Il meccanismo è chiaro e trasparente:

  • Gli stipendi continuano a essere denominati in valuta fiat (euro).
  • Il tasso di conversione viene calcolato quotidianamente utilizzando il tasso di cambio fornito dall’applicazione sviluppata da Xriba Italia S.r.l., società del Gruppo Soluzione Tasse.
  • I dipendenti possono scegliere se ricevere una parte o l’intero stipendio in crypto.

Quanti dipendenti vogliono lo stipendio in criptovalute?

Una survey interna ha fotografato la situazione: il 17% dei dipendenti del Gruppo Soluzione Tasse è interessato a ricevere una parte dello stipendio in crypto, mentre il 2% lo vorrebbe integralmente in questo formato. La maggioranza rimane cauta, ma la direzione è tracciata.

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Il dato è significativo: in un contesto in cui l’inflazione erode il potere d’acquisto, una quota crescente di lavoratori inizia a guardare alle valute digitali come a un’alternativa concreta — non solo speculativa.

Perché scegliere di pagare i dipendenti in bitcoin: la visione di Soluzione Tasse

«È in atto un’evoluzione sui sistemi di pagamento e siamo come sempre in prima linea per l’adozione di soluzioni tecnologiche innovative che possono portare benefici alle aziende, in particolare alle PMI» — afferma Gianluca Massini Rosati, presidente di Soluzione Tasse.

«A lungo termine non c’è alcun dubbio che useremo le valute virtuali nella nostra vita quotidiana in tutte le transazioni che facciamo ogni giorno. Con la situazione attuale e l’aumento dell’inflazione, le criptovalute rappresentano un modo per conservare il proprio potere di acquisto e ridurre i costi delle transazioni. In aggiunta, contiamo di riuscire ad attirare nuovi talenti internazionali grazie a questa opportunità. L’innovazione è nel nostro DNA e per Xriba abbiamo intenzione di reclutare i migliori.»

Il modello Lugano: il riferimento internazionale

Soluzione Tasse guarda con interesse all’esperienza “Plan B” di Lugano, dove l’amministrazione comunale e Tether Operations Ltd — emittente dell’omonima stablecoin — hanno avviato un progetto con oltre 100 milioni di franchi di stanziamento per sostenere le start-up del territorio e portare le criptovalute a essere il principale mezzo di pagamento nel Canton Ticino.

In quel modello, Bitcoin, Tether e LVGA diventano valute a corso legale nella città di Lugano: i residenti possono pagare tasse, multe, parcheggi e altri servizi pubblici e privati in criptovaluta. Un laboratorio reale che dimostra come l’integrazione crypto nella vita economica quotidiana sia già operativa oltre confine.

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Stipendio in bitcoin: cosa cambia sul piano fiscale e legale in Italia?

La questione dello stipendio in bitcoin non è solo tecnologica: tocca direttamente il quadro normativo italiano. Ecco i punti chiave da tenere presenti:

  • Tassazione: le criptovalute ricevute come compenso sono considerate reddito imponibile. Il valore in euro al momento della ricezione costituisce la base imponibile ai fini IRPEF.
  • Conversione: il tasso di cambio giornaliero utilizzato per la conversione deve essere documentato e tracciabile — come fa Soluzione Tasse tramite Xriba.
  • Contributi previdenziali: anche la quota in crypto è soggetta ai contributi INPS, calcolati sul valore in euro equivalente.
  • Volatilità: il dipendente si assume il rischio di mercato sulla quota ricevuta in criptovaluta dopo la conversione.

Il quadro normativo italiano è ancora in evoluzione, ma la scelta di Soluzione Tasse di far scegliere ai dipendenti come essere pagati rappresenta un modello che altre aziende potrebbero seguire nei prossimi mesi.

FAQ: Stipendio in bitcoin, le domande più frequenti

È legale ricevere lo stipendio in bitcoin in Italia?

Sì, non esiste un divieto esplicito. Tuttavia, il contratto di lavoro deve rispettare i minimi salariali previsti dai CCNL in valuta fiat. La quota in crypto si aggiunge o sostituisce una parte concordata della retribuzione, con obbligo di dichiarazione fiscale.

Come viene calcolato il tasso di conversione?

Nel caso di Soluzione Tasse, il tasso viene aggiornato quotidianamente tramite l’app di Xriba Italia. Ogni azienda che adotta questo sistema deve definire un metodo di conversione trasparente e verificabile.

Cosa succede se il bitcoin crolla dopo aver ricevuto lo stipendio?

Il rischio di mercato è a carico del dipendente. La retribuzione viene calcolata in euro al momento dell’accredito: se il valore del bitcoin scende successivamente, la perdita è del lavoratore. Viceversa, in caso di rialzo, il guadagno è suo.

Quali aziende italiane pagano in criptovalute?

Soluzione Tasse è attualmente la prima società italiana quotata a offrire questa opzione ai propri dipendenti. Il fenomeno è ancora limitato, ma l’interesse — soprattutto tra le PMI innovative — è in crescita.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.