Conti Rottamazione quinquies, cinque giorni di tolleranza in arrivo: cosa cambia per contribuenti e Stato

Rottamazione quinquies, cinque giorni di tolleranza in arrivo: cosa cambia per contribuenti e Stato

14 Aprile 2026 10:03

Decreto fiscale: la partita dei cinque giorni

La Commissione Finanze e Tesoro del Senato sta valutando il Decreto Fiscale n. 38/2026. Scadenze in vista: la domanda va presentata entro il 30 aprile 2026, l’esito dovrà essere comunicato entro il 30 giugno 2026. Punto di svolgimento: Roma. Al centro del dibattito c’è l’introduzione di una tolleranza di cinque giorni nella rottamazione quinquies, con l’obiettivo di contenere le decadenze e migliorare il recupero del gettito.

Chi ci rientra e perché conviene

La rottamazione quinquies riguarda i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. È un campo più ampio rispetto alla quater. Il vantaggio principale è l’abbattimento di sanzioni e interessi: il contribuente paga in larga parte il capitale. In pratica, aderire significa alleggerire l’importo complessivo.

Quali debiti si possono rateizzare e come

Possono aderire i debiti derivanti da avvisi bonari rimasti insoluti e i contributi INPS, a patto che non nascano da atti di accertamento. Non è valida per tutte le cartelle. La domanda va inviata entro il 30 aprile 2026; le richieste saranno istruite e l’esito comunicato entro il 30 giugno 2026. Chi sceglie la rateizzazione può optare per fino a 54 rate bimestrali, contro le 20 previste dalla quater: più tempo per pagare, e un carico più diluito.

Decadenze: la regola è severa, il rischio concreto

La Legge di Bilancio 2026 ha inasprito la disciplina sulla decadenza. Se si paga in unica soluzione e non si versa tutto, si perde il beneficio. Se si è in dilazione, la decadenza scatta dopo il mancato pagamento di due rate (anche non consecutive) o della ultima rata. Basta un errore bancario, un disguido tecnico o un ritardo di pochi giorni per vanificare mesi di regolarità. Il rischio è reale.

Il punto caldo: i cinque giorni che possono cambiare tutto

Nel passaggio parlamentare del decreto, fonti di maggioranza dicono che si sta valutando di estendere alla quinquies il margine di cinque giorni già previsto per la rottamazione quater. L’idea è evitare effetti sproporzionati per ritardi minimi e ridurre le decadenze involontarie. Un correttivo pratico, secondo i sostenitori, che potrebbe aiutare anche i conti pubblici.

Perché anche lo Stato ci guadagna

La logica è semplice: una regola meno rigida riduce le decadenze e aumenta la probabilità di incasso effettivo. Lo Stato incassa di più se i contribuenti restano nella sanatoria; il contribuente evita di perdere la convenienza per un ritardo di giorni. È un equilibrio fra rigore e realismo operativo.

Dove leggere i testi e cosa aspettarsi

Il testo del Decreto Fiscale n. 38/2026 è disponibile sul sito del Senato; la Legge di Bilancio 2026 contiene le norme istitutive della misura. L’Agenzia delle Entrate-Riscossione pubblicherà circolari operative e l’INPS fornirà chiarimenti sui contributi ammessi. Per ora si tratta di proposte in esame parlamentare: una correzione che introduca la tolleranza di cinque giorni potrebbe arrivare durante la conversione in legge. Solo allora si capirà il perimetro operativo e l’impatto su milioni di posizioni fiscali. Fonti interne alla commissione dicono che l’obiettivo è rendere la misura più efficace, senza però alleggerire la responsabilità dei debitori.