Forse è meglio evitare di fare il self service della benzina con la carta di credito: i rischi, a quanto pare, sono alti.
Il distributore è vuoto. Si inserisce la carta, si seleziona la pompa, si fa rifornimento. Una scena normale per chi usa spesso il self service nei distributori automatici. Negli ultimi mesi però è emerso un raggiro che sfrutta proprio questa abitudine. Il meccanismo è semplice. E funziona perché avviene in pochi secondi, mentre l’automobilista pensa di aver già concluso tutto.
La segnalazione arriva soprattutto dalla Francia, dove diversi casi sono stati raccontati da automobilisti che si sono ritrovati con rifornimenti pagati per altri.
Come funziona davvero la truffa
Il punto di partenza è la transazione con carta al self service. Quando si paga con carta di credito o bancomat, il sistema autorizza una cifra massima prima ancora che inizi il rifornimento. Di solito intorno ai 120 o 150 euro, a seconda del distributore.
Cosa si rischia effettivamente (www.finanza.com)
Il cliente inserisce la carta, la pompa si sblocca e il carburante inizia a uscire. Fin qui tutto normale. La truffa entra in scena subito dopo. Il malintenzionato si avvicina con una richiesta banale. Dice di aver bisogno di pochi litri di benzina. Dieci euro, venti euro. Spesso mostra anche una banconota, promettendo di pagare subito in contanti.
Alcune persone accettano. Pensano di fare un favore veloce. L’automobilista inserisce la carta, sblocca la pompa e lascia che l’altro faccia il rifornimento. A quel punto la prima parte della benzina viene erogata. Poi succede il passaggio decisivo.
Il dettaglio che lascia la transazione aperta
Nei distributori self service la transazione si chiude davvero solo quando la pistola viene riposizionata correttamente nella pompa. Se non viene agganciata bene, il sistema considera l’operazione ancora attiva. È qui che entra in gioco il raggiro.
Il truffatore può lasciare la pistola appoggiata male o non inserirla fino in fondo. L’automobilista, convinto che il rifornimento sia finito, riparte.
La pompa però resta sbloccata. A quel punto basta riprendere la pistola e continuare a fare benzina fino al limite autorizzato dalla carta. Il sistema registra tutto come un’unica transazione. Quando la vittima controlla il conto corrente o l’estratto carta, il rifornimento risulta di importo molto più alto di quello iniziale.
Perché il sistema lo permette
Il funzionamento dei distributori automatici nasce per semplificare le operazioni. La carta non viene addebitata immediatamente con l’importo finale. Prima viene fatta una pre-autorizzazione, cioè un blocco temporaneo di una cifra massima.
Il sistema poi registra il consumo reale solo quando l’operazione si conclude. Se la pistola non viene agganciata correttamente, la transazione rimane aperta. Dal punto di vista tecnico il sistema sta ancora aspettando la fine del rifornimento. È una procedura normale nei distributori automatici. Il problema nasce quando qualcuno sfrutta questa caratteristica.
Una situazione che può capitare ovunque
I casi segnalati arrivano soprattutto da distributori francesi. Ma il funzionamento dei sistemi self service è simile in molti Paesi europei. Questo significa che il meccanismo può teoricamente verificarsi anche altrove.
Il contesto aiuta chi organizza la truffa. I distributori automatici spesso sono senza personale, soprattutto di sera o durante la notte. L’automobilista è concentrato sul rifornimento e sulla strada, non su quello che succede qualche secondo dopo.
Chi usa spesso il self service sa che il rifornimento è una routine veloce. Inserire la carta, fare benzina, ripartire. Ed è proprio in quel momento, tra la fine dell’operazione e la ripartenza, che può restare aperta una transazione che l’automobilista crede già conclusa. Quando il conto viene controllato, la benzina pagata può essere molto più di quella messa nel serbatoio.
16/03/2026 14:30
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