Naspi e Dis-Coll novembre 2026: le date di pagamento e il taglio del 3%

A novembre 2026 scatta il taglio del 3% su Naspi e Dis-Coll dal sesto mese. Scopri le date di accredito Inps e come cambia l'importo con simulazioni concrete.

1 Novembre 2026 22:22

Chi percepisce la NASpI o la Dis-Coll e ha superato il quinto mese di indennità si trova davanti a una doppia questione pratica: quando arriva il pagamento di novembre 2026 e quanto sarà effettivamente accreditato dall’INPS. La risposta alla seconda domanda è meno rassicurante di quanto si speri, perché proprio dal sesto mese scatta la riduzione mensile del 3% prevista dalla normativa vigente. Capire come funziona questo meccanismo — e orientarsi tra le date di accredito di novembre — è fondamentale per non ritrovarsi con conti in rosso.

Come funziona il taglio del 3% su NASpI e Dis-Coll a novembre 2026

Il meccanismo della riduzione progressiva non è una novità assoluta, ma colpisce ogni anno migliaia di lavoratori che raggiungono la soglia del sesto mese di percezione dell’indennità. La regola è chiara: a partire dal sesto mese di fruizione della NASpI, l’importo lordo mensile si riduce del 3% ogni mese. Questo significa che chi ha iniziato a percepire la NASpI a maggio 2026 vedrà il primo taglio applicato proprio sulla rata di novembre.

L’importo massimo lordo della NASpI nel 2026 è pari a €1.584,70 al mese. Applicando la riduzione del 3% a questo valore massimo, la decurtazione mensile supera i 47 euro lordi. Al settimo mese si applica un ulteriore 3% sull’importo già ridotto, e così via in modo progressivo. Chi percepisce un importo inferiore al massimale subisce una perdita proporzionalmente più contenuta in valore assoluto, ma identica in termini percentuali.

Per fare un esempio concreto: un lavoratore che al quinto mese riceveva €1.000 lordi mensili si troverà a novembre con circa €970 lordi. Se la situazione si prolunga, al settimo mese l’importo scenderà ulteriormente, intorno a €941. Non si tratta di cifre astronomiche, ma su base annua l’erosione dell’indennità diventa significativa, soprattutto per chi non ha ancora trovato una nuova occupazione.

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La Dis-Coll — l’indennità riservata ai collaboratori coordinati e continuativi, ai dottorandi di ricerca con borsa di studio e ad altre categorie di lavoratori parasubordinati — segue lo stesso schema di riduzione progressiva. Anche in questo caso, dal sesto mese scatta il taglio del 3%. I valori massimi della Dis-Coll per il 2026 non sono stati oggetto di verifica nelle fonti disponibili, ma il criterio di riduzione è identico a quello della NASpI.

Date di pagamento INPS: cosa aspettarsi a novembre 2026

Novembre 2026 presenta una particolarità sul fronte dei pagamenti previdenziali. Il 1° novembre cade di domenica ed è festività nazionale (Ognissanti), quindi il primo giorno bancabile del mese è lunedì 2 novembre 2026. Le pensioni vengono accreditate a partire da quella data.

Per la NASpI e la Dis-Coll, invece, il discorso è diverso e richiede una precisazione importante: l’INPS non pubblica un calendario mensile fisso per queste prestazioni, a differenza di quanto avviene per l’Assegno Unico e per l’ADI (Assegno di Inclusione). Le date di accredito variano da beneficiario a beneficiario, in base alla data di presentazione della domanda, al profilo del richiedente e ai tempi di elaborazione interni dell’istituto.

Detto questo, le fonti disponibili indicano che i primi accrediti di NASpI e Dis-Coll per novembre 2026 sono attesi tra il 6 e il 9 novembre. Si tratta di una finestra indicativa, non di una data certa valida per tutti. La maggior parte dei pagamenti avviene comunque entro la metà del mese. Chi non ha ancora ricevuto l’accredito entro il 15 novembre può consultare il proprio fascicolo previdenziale tramite il portale INPS o l’app IO per verificare lo stato della prestazione.

Chi è colpito dalla riduzione e quando si attiva

Il taglio del 3% riguarda chiunque abbia maturato almeno cinque mesi di percezione continuativa della NASpI o della Dis-Coll. Non esistono esenzioni legate alla categoria lavorativa di provenienza o all’importo percepito: la riduzione si applica in modo uniforme.

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Tra le categorie più esposte ci sono i lavoratori del commercio, della logistica, del turismo e dell’edilizia — settori in cui i contratti a tempo determinato e le interruzioni del rapporto di lavoro sono strutturalmente frequenti. Ma il meccanismo tocca anche dipendenti di aziende che hanno effettuato ristrutturazioni o chiusure nel corso del 2026, e che si trovano ora a gestire un periodo di disoccupazione prolungato.

Vale la pena ricordare che la riduzione non si azzera se si sospende temporaneamente la percezione dell’indennità per riprendere un’attività lavorativa breve. Il conteggio dei mesi riprende dal punto in cui si era interrotto, quindi la sesta mensilità resta tale anche se non è stata percepita in modo consecutivo.

Come verificare il proprio importo aggiornato

Per sapere con precisione a quanto ammonta la propria NASpI o Dis-Coll dopo l’applicazione del taglio, il percorso più diretto è accedere al portale MyINPS con SPID, CIE o CNS. Nella sezione dedicata alle prestazioni di disoccupazione è possibile visualizzare il dettaglio dell’importo liquidato per ciascuna mensilità, inclusa la decurtazione applicata.

In alternativa, il Patronato o il CAF di riferimento può fornire un calcolo personalizzato sulla base della data di inizio prestazione e dell’importo originario riconosciuto. Questo passaggio è particolarmente utile per chi vuole pianificare le spese dei prossimi mesi sapendo già che l’importo continuerà a ridursi progressivamente fino alla scadenza dell’indennità.

Chi si trova in prossimità del sesto mese e non ha ancora ricevuto comunicazioni formali dall’INPS sull’aggiornamento dell’importo può fare riferimento alla lettera di concessione originale: lì è indicato l’importo iniziale, e applicando una riduzione del 3% per ogni mese a partire dal sesto è possibile stimare autonomamente l’entità del taglio. Monitorare il proprio cassetto previdenziale resta comunque il metodo più affidabile per non essere colti di sorpresa alla ricezione del prossimo accredito.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.