Lavoro Bonus giovani, donne e Zes: come presentare domanda entro il 30 settembre 2026

Bonus giovani, donne e Zes: come presentare domanda entro il 30 settembre 2026

Guida completa ai tre bonus INPS per assunzioni di giovani, donne e nelle ZES. Scopri come presentare domanda entro il 30 settembre 2026 e quali documenti servono.

27 Luglio 2026 11:07
Bonus giovani, donne e Zes: come presentare domanda entro il 30 settembre 2026
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Tre bonus sulle assunzioni, una scadenza comune: il 30 settembre 2026

Il quesito che si pongono molti datori di lavoro in questo momento è concreto: ho assunto nel corso del 2025 o nei primi mesi del 2026, posso ancora recuperare i contributi agevolati? La risposta, in molti casi, è sì — ma il tempo stringe. Il bonus assunzioni giovani, donne e ZES messo a disposizione dall’INPS condivide una scadenza unica fissata al 30 settembre 2026, oltre la quale le domande non vengono più accettate. Tre misure distinte per destinatari e finalità, ma con un punto di accesso comune e un calendario da rispettare.

Questa guida spiega chi riguarda ciascun bonus, come presentare la domanda e cosa occorre preparare prima di avviarsi alla procedura.

Di cosa si tratta: tre strumenti, un unico sportello INPS

L’INPS ha raggruppato sotto un’unica comunicazione tre incentivi all’assunzione che operano su platee diverse ma complementari:

  • Bonus giovani: rivolto ai datori di lavoro che hanno assunto lavoratori under una certa soglia anagrafica, con l’obiettivo di favorire l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro stabile.
  • Bonus donne: destinato alle imprese che hanno assunto lavoratrici, con particolare attenzione alle categorie femminili in condizione di svantaggio occupazionale.
  • Bonus ZES: pensato per i datori di lavoro che operano nelle Zone Economiche Speciali del Mezzogiorno — e in alcune regioni del Centro Italia come Marche e Umbria — dove sono attive misure di incentivazione fiscale e contributiva più ampie.

La logica comune è quella della decontribuzione: il datore di lavoro che rispetta i requisiti può ottenere uno sgravio sui contributi previdenziali dovuti per i lavoratori assunti nelle categorie agevolate. Il meccanismo non è automatico: richiede una domanda formale all’INPS entro la scadenza indicata.

Il bonus assunzioni giovani donne ZES: chi può fare domanda

Prima di avviare la procedura, è necessario verificare di rientrare nel perimetro di ciascun incentivo. I tre bonus si rivolgono ai datori di lavoro privati — imprese, studi professionali, cooperative — che hanno effettuato assunzioni a tempo indeterminato o trasformazioni di contratti a termine in contratti stabili nel periodo di riferimento previsto dalla normativa.

Bonus giovani

Il bonus giovani si applica alle assunzioni di lavoratori che al momento dell’ingresso in azienda non avevano ancora compiuto una determinata età (generalmente 35 anni, ma la soglia esatta va verificata sulla comunicazione ufficiale INPS in vigore). Il contratto deve essere a tempo indeterminato e il lavoratore non deve aver avuto rapporti di lavoro a tempo indeterminato con lo stesso o con altri datori di lavoro nei dodici mesi precedenti. Questo secondo requisito è fondamentale e spesso trascurato: l’incentivo non spetta se il lavoratore ha già goduto di un contratto stabile in precedenza.

Bonus donne

Il bonus donne si applica alle assunzioni di lavoratrici che si trovano in condizioni di svantaggio occupazionale. In linea generale rientrano in questa categoria le donne disoccupate da un certo numero di mesi, le lavoratrici residenti in aree geografiche con elevata disoccupazione femminile, e quelle impiegate in settori o professioni con forte disparità di genere. Anche qui il contratto deve essere a tempo indeterminato o deve trattarsi di una trasformazione da contratto a termine. La verifica dei requisiti spetta al datore di lavoro, che deve conservare la documentazione attestante la condizione della lavoratrice al momento dell’assunzione.

Bonus ZES

Il bonus ZES ha una natura parzialmente diversa dagli altri due. La ZES Unica è stata istituita il 1° gennaio 2024 con decreto-legge ed è disciplinata dall’articolo 16 del decreto-legge 19 settembre 2023, n. 124, convertito dalla legge 13 novembre 2023, n. 162. La legge 30 dicembre 2025, n. 199 — la legge di bilancio per il 2026 — ha prorogato e rifinanziato le misure. Per il 2026 il fondo ammonta a circa 2,3 miliardi di euro; per il 2027 scende a 1 miliardo, per il 2028 a 750 milioni, con copertura confermata fino al 31 dicembre 2028.

La ZES Unica copre le regioni meridionali storiche e, nella configurazione attuale, include anche Marche e Umbria. Il credito d’imposta si applica principalmente agli investimenti in beni strumentali per impianti produttivi nuovi o esistenti, con un valore minimo di investimento di 200.000 euro. Il bonus sull’assunzione in area ZES si inserisce in questo quadro più ampio di agevolazioni fiscali e contributive, ed è accessibile ai datori di lavoro che operano stabilmente in queste aree geografiche.

Per approfondire la struttura della ZES Unica e il relativo credito d’imposta è utile consultare la pagina ufficiale del Dipartimento per le politiche di coesione e per il Sud, che riporta i riferimenti normativi aggiornati.

Come presentare la domanda entro il 30 settembre 2026

La procedura di accesso ai tre bonus passa interamente per i canali telematici dell’INPS. Non esistono sportelli fisici dedicati a queste pratiche: tutto si gestisce online, tramite il portale istituzionale dell’Istituto.

Accesso al portale INPS

Il datore di lavoro — o il consulente del lavoro o il CAF che agisce per suo conto con delega — deve accedere al portale INPS con le proprie credenziali SPID, CIE o CNS. Una volta autenticato, la sezione dedicata agli incentivi all’assunzione è raggiungibile dall’area riservata alle aziende e ai datori di lavoro.

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Compilazione della domanda

La domanda richiede di indicare:

  • I dati identificativi del datore di lavoro (codice fiscale, matricola INPS, sede legale e operativa).
  • I dati del lavoratore per cui si chiede l’agevolazione (codice fiscale, tipologia contrattuale, data di assunzione o trasformazione).
  • Il tipo di incentivo richiesto: giovani, donne o ZES — se il lavoratore rientra in più categorie, può essere possibile indicare il beneficio prevalente o combinare le agevolazioni, nei limiti previsti dalla normativa.
  • La dichiarazione di insussistenza di cause ostative, tra cui l’assenza di violazioni della normativa in materia di lavoro e previdenza e il rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro.

Documenti da predisporre

Prima di avviare la procedura online è consigliabile raccogliere:

  • Copia del contratto di assunzione o dell’atto di trasformazione del contratto.
  • Documentazione attestante i requisiti del lavoratore (ad esempio, autocertificazione del lavoratore sulla propria storia contrattuale per il bonus giovani, o documentazione sullo stato occupazionale per il bonus donne).
  • Eventuale documentazione relativa alla sede produttiva in area ZES, nel caso del bonus ZES.
  • DURC in corso di validità, che attesta la regolarità contributiva del datore di lavoro.

L’INPS effettua verifiche incrociate con le proprie banche dati, ma la responsabilità della correttezza delle dichiarazioni rese rimane in capo al datore di lavoro.

Cosa succede dopo la domanda

Una volta inviata la domanda, l’INPS rilascia una ricevuta telematica con numero di protocollo. L’Istituto procede poi alla verifica dei requisiti dichiarati. Se la domanda viene accolta, il beneficio viene riconosciuto sotto forma di sgravio contributivo che il datore di lavoro può compensare direttamente nel modello F24 o nelle denunce contributive mensili (UniEmens).

In caso di esito negativo o di richiesta di integrazione documentale, l’INPS comunica le motivazioni tramite il portale o via PEC all’indirizzo registrato. È possibile presentare chiarimenti o documentazione aggiuntiva entro i termini indicati nella comunicazione di esito.

Per i datori di lavoro che gestiscono più assunzioni agevolate contemporaneamente — ad esempio un’impresa del Sud che ha assunto sia giovani che donne in area ZES — è opportuno presentare una domanda separata per ciascun lavoratore e per ciascun tipo di incentivo, seguendo le istruzioni operative pubblicate dall’INPS nella circolare di riferimento.

Cumulabilità e limiti da tenere presenti

Un aspetto che merita attenzione riguarda la possibilità di cumulare più incentivi per lo stesso lavoratore. In linea di principio, alcuni bonus sono cumulabili tra loro — per esempio, un’impresa del Sud che assume una giovane donna potrebbe potenzialmente beneficiare sia del bonus giovani che del bonus donne — ma i limiti di cumulo vanno verificati puntualmente sulla normativa e sulle istruzioni INPS vigenti al momento della presentazione della domanda.

Esistono poi vincoli generali che si applicano a tutti e tre i bonus:

  • Il datore di lavoro non deve aver effettuato, nei sei mesi precedenti l’assunzione agevolata, licenziamenti per giustificato motivo oggettivo o riduzioni di personale nella stessa unità produttiva e per la stessa qualifica del lavoratore assunto.
  • Il rapporto di lavoro agevolato non deve cessare prima di un certo periodo minimo (generalmente sei o dodici mesi), pena la revoca del beneficio e il recupero delle somme già fruite.
  • Il datore di lavoro deve essere in regola con il versamento dei contributi e non avere provvedimenti sanzionatori definitivi in materia di lavoro.

Per approfondire le condizioni specifiche del bonus ZES 2026, comprese le interazioni con il credito d’imposta sugli investimenti, una fonte di riferimento utile è TiConsiglio, che riporta aggiornamenti sulle procedure INPS per questi incentivi.

Perché il 30 settembre 2026 è una scadenza da non sottovalutare

La data del 30 settembre 2026 non è una scadenza amministrativa di routine. Per molti datori di lavoro rappresenta l’ultima finestra utile per recuperare agevolazioni su assunzioni già effettuate mesi fa. Chi ha assunto a inizio 2026 — o addirittura nel corso del 2025, se rientra nel periodo di riferimento previsto dalla normativa — e non ha ancora presentato domanda, ha ancora tempo per farlo, ma il margine si assottiglia ogni settimana.

La procedura telematica richiede tempo di preparazione: raccogliere la documentazione, verificare i requisiti del lavoratore, ottenere il DURC aggiornato, accedere al portale INPS con le credenziali corrette. Per chi si affida a un consulente del lavoro, è il momento di mettere in agenda la pratica con largo anticipo rispetto alla scadenza, evitando di concentrare le richieste nelle ultime settimane di settembre quando i portali INPS tendono a registrare picchi di traffico.

Chi opera in area ZES ha un ulteriore livello di complessità da gestire: il credito d’imposta sugli investimenti (con finestra di presentazione già chiusa a maggio 2026) e il bonus contributivo sull’assunzione sono due strumenti distinti, con procedure e scadenze parzialmente diverse. Confonderli può portare a perdere uno dei due benefici. Verificare la propria posizione rispetto a entrambi, prima del 30 settembre, è il passo più prudente che un’impresa del Mezzogiorno possa fare in questo momento.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.