Conti Il territorio senza banche: il dossier First Cisl sulla desertificazione bancaria

Il territorio senza banche: il dossier First Cisl sulla desertificazione bancaria

14 Aprile 2026 11:03

La Fondazione Fiba di First Cisl, nel suo 15° report aggiornato al 31 dicembre 2025, mette in guardia sulla crescente desertificazione bancaria in Italia. La riduzione degli sportelli e la concentrazione delle banche stanno limitando l’accesso al credito e spezzando la coesione sociale: sempre meno filiali servono le periferie e le fasce più fragili. La notizia è ripresa oggi da Affari & Finanza, nell’articolo di Luigi dell’Olio pubblicato il 13 aprile 2026, che porta in fila dati e conseguenze e racconta come la presenza fisica delle banche sia cambiata negli ultimi decenni.

Il conto: filiali dimezzate, comuni senza banca

Il report della Fondazione Fiba documenta una trasformazione netta. Gli istituti di credito sono passati da circa 1.000 all’inizio degli anni Novanta a poco più di 400 oggi. Una forte concentrazione che ha ridisegnato la mappa delle filiali.
Circa il 44% dei comuni italiani è oggi privo di sportello. Per molte persone — anziani, disoccupati, chi vive in montagna o in zone rurali — significa esclusione finanziaria.
Negli ultimi anni la tendenza non si è fermata: nel 2024 sono stati chiusi 508 sportelli, e nel 2025 ne sarebbero stati chiusi 516. Come scrive dell’Olio, “la biodiversità bancaria arretra”.

Pmi e famiglie: il credito diventa più lontano

La chiusura degli sportelli non è solo un disagio logistico. Allunga le distanze e complica l’accesso ai servizi. Per le Pmi territoriali, che fanno ancora molto conto sulle relazioni locali per ottenere fidi e consulenze, si traduce in meno disponibilità di credito e in tempi di risposta più lunghi.
Per le famiglie più deboli lo spostamento verso il digital banking è un problema quando mancano rete, competenze o fiducia. L’online non cancella il bisogno di uno sportello vicino.

Non è solo questione di Sud

La mappa delle chiusure non segue soltanto la classica divisione Nord-Sud. Ci sono province dove trovare uno sportello è relativamente semplice e altre dove è diventata un’impresa. Province come Barletta e grandi aree metropolitane come Milano compaiono entrambe nelle criticità segnalate.
Il risultato è una frammentazione della coesione territoriale: i grandi poli urbani si rafforzano, i centri minori restano isolati.

Le risposte sul tavolo

Sindacati e operatori, citati da Affari & Finanza, chiedono misure per difendere la territorialità: incentivi per mantenere sportelli locali, servizi misti pubblico-privati, sportelli sociali o mobile banking assistito. La Fondazione Fiba ha portato queste proposte ai tavoli istituzionali.
Alcune banche cooperative restano capillari: nel monitoraggio del 2025 Iccrea risulta prima per presenza sul territorio, un esempio che viene indicato come possibile modello alternativo. Rimangono però nodi aperti su costi, sostenibilità e ruolo della regolazione.

Una scelta che segna il futuro

Il 15° report disegna una scelta di sistema, non un semplice riassetto aziendale. Ridurre la rete di sportelli produce effetti a catena su credito, inclusione e qualità dei servizi. Lo sottolinea Luigi dell’Olio: nel breve servono interventi mirati, nel medio periodo va ripensato il modo di tenere insieme digitalizzazione e prossimità. Perché l’assenza di sportelli è anche assenza di relazioni, e le relazioni restano decisive per l’economia reale.