Delega SPID, gestisci INPS e Fisco al posto dei tuoi genitori: la guida semplice
C’è un problema molto concreto che da anni accompagna la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione: non tutti la sanno utilizzare.
Tra credenziali dimenticate, procedure complesse e scarsa familiarità con la tecnologia, per molti cittadini — soprattutto anziani o fragili — accedere ai servizi online resta un ostacolo quotidiano. Ora qualcosa cambia, e non poco.
La cosiddetta “delega digitale” è il tentativo più strutturato finora di colmare questo divario, permettendo a chi non possiede strumenti come SPID o Carta d’identità elettronica di affidarsi a una persona di fiducia per gestire pratiche e servizi online.
Il meccanismo è semplice nella sua idea di fondo: chi non riesce ad accedere autonomamente ai servizi della Pubblica Amministrazione potrà autorizzare un delegato ad agire al proprio posto. Parliamo di operazioni quotidiane, spesso decisive: consultare la posizione fiscale, gestire pratiche con l’INPS, accedere al Fascicolo sanitario elettronico.
La novità nasce da uno schema di DPCM che ha già ottenuto il via libera del Garante per la privacy. Manca solo il passaggio finale — firma e pubblicazione in Gazzetta — ma i tempi sono considerati brevi, anche perché la misura rientra tra gli obiettivi del PNRR.
Dietro questa scelta c’è una constatazione chiara: digitalizzare i servizi non basta, se poi una parte consistente della popolazione resta esclusa. La delega digitale prova a rendere concreta quella promessa di accesso universale che, finora, è rimasta in parte incompiuta.
Come funziona davvero il sistema
Il cuore della riforma sarà una piattaforma unica nazionale per la gestione delle deleghe, affidata all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Un passaggio decisivo, perché supera la frammentazione attuale: oggi ogni ente ha regole e procedure diverse, spesso poco intuitive.
Il nuovo sistema introduce invece un modello centralizzato. Ogni cittadino iscritto all’Anagrafe nazionale potrà nominare fino a due persone di fiducia, mentre ogni delegato potrà ricevere un numero limitato di incarichi. La delega non sarà legata a un singolo servizio, ma potrà valere per più amministrazioni.
È qui che si gioca la vera svolta: meno passaggi, meno duplicazioni, più continuità nell’accesso ai servizi.
Attenzione però a un punto fondamentale: il delegato dovrà comunque avere un’identità digitale attiva e sicura. Non è un sistema che aggira la digitalizzazione, ma che la rende più accessibile attraverso una figura intermedia.

Sul piano pratico, le modalità di attivazione sono state pensate per adattarsi a situazioni diverse. Si potrà fare tutto online, con una richiesta da confermare entro 30 giorni, oppure con assistenza remota — una soluzione importante per over 65 e persone con disabilità — oppure ancora recandosi direttamente in Comune.
La delega non sarà permanente: avrà una durata massima di due anni, ma potrà essere modificata o revocata in qualsiasi momento. In alcuni casi, si interromperà automaticamente, come quando un minore diventa maggiorenne.
Non tutto però sarà delegabile. Ogni amministrazione dovrà distinguere tra servizi completamente accessibili tramite delega, servizi con limitazioni e servizi esclusi. E per quanto riguarda i dati sanitari, le regole saranno ancora più stringenti: accesso pieno solo a soggetti qualificati, mentre per i delegati “generici” resteranno restrizioni sui dati più sensibili.
Un altro elemento centrale riguarda la sicurezza. Ogni accesso verrà registrato, ogni operazione tracciata. Il cittadino riceverà notifiche e potrà consultare lo storico delle attività. Un sistema pensato per evitare abusi e garantire trasparenza, soprattutto in un contesto in cui il rischio di frodi digitali è in crescita.
Un tassello in più nella trasformazione digitale
La delega digitale non arriva da sola. Fa parte di un quadro più ampio che punta a rafforzare l’identità digitale e i controlli: dalla verifica delle identità duplicate SPID alla creazione di una sezione unica nell’Anagrafe dedicata a tutti gli strumenti digitali del cittadino.
Il lancio sarà graduale, perché non tutti i servizi saranno subito disponibili. Ma la direzione è chiara: rendere la Pubblica Amministrazione più accessibile, senza lasciare indietro chi fa più fatica.