Indennità di malattia, nuove modalità spiegate dall’Inps: cosa cambia
Non è una semplice modifica tecnica: dietro le nuove modalità introdotte dall’INPS sulla gestione dell’indennità di malattia.
Il cuore della riforma riguarda la gestione degli eventi di malattia nei rapporti di lavoro dipendente del settore privato. L’INPS ha deciso di intervenire per rendere più trasparente e verificabile tutto il sistema di comunicazione tra aziende e Istituto.
La novità più rilevante è l’introduzione del cosiddetto calendario giornaliero: ogni giorno di assenza per malattia dovrà essere indicato singolarmente all’interno del flusso UniEmens.
Questo significa che non basterà più una comunicazione sintetica settimanale. Anche le assenze più brevi, inferiori a una settimana, dovranno essere tracciate giorno per giorno, con un livello di dettaglio molto più alto rispetto al passato.
L’obiettivo è chiaro: permettere all’INPS di verificare con precisione la durata reale della malattia e la coerenza tra dati dichiarati, accrediti figurativi e indennità erogate.
Nuovi codici e conguagli più tracciabili
Accanto al calendario giornaliero arrivano anche nuove modalità di esposizione dei dati e dei conguagli dell’indennità anticipata dal datore di lavoro.
In pratica, le aziende dovranno utilizzare codici specifici (come “MAL”) e collegare ogni evento di malattia al relativo certificato medico. Questo permetterà una tracciabilità molto più precisa degli importi e delle eventuali differenze di indennità.
Un passaggio fondamentale, perché finora alcune informazioni venivano gestite in modo più sintetico, lasciando margini di errore o incoerenze nei controlli.
Inizialmente le nuove regole dovevano partire da gennaio 2026, ma l’INPS ha deciso di concedere più tempo. L’entrata é entrata in vigore marzo 2026.
La scelta non è casuale. Il periodo aggiuntivo serve a sviluppare sistemi automatizzati che riducano il lavoro manuale per aziende e consulenti. In particolare, l’Istituto sta lavorando a soluzioni che permettano di recuperare automaticamente dati come il protocollo del certificato medico, evitando inserimenti manuali.

Dal punto di vista operativo, il cambiamento riguarda soprattutto datori di lavoro e consulenti del lavoro, che dovranno adeguare software e procedure interne.
Per i lavoratori, invece, l’impatto è meno visibile ma comunque significativo: un sistema più preciso dovrebbe ridurre errori, ritardi e contestazioni sull’indennità di malattia.
In altre parole, si va verso un modello più digitale e automatizzato, dove ogni assenza viene tracciata in modo puntuale e verificabile.
Un passo verso un sistema più digitale
Questa riforma si inserisce in un percorso più ampio di digitalizzazione della gestione previdenziale. Più dati, più controlli, più integrazione tra sistemi.
Il rischio, almeno nella fase iniziale, è quello di un aumento della complessità per chi deve gestire le pratiche. Ma nel lungo periodo l’obiettivo è opposto: semplificare attraverso l’automazione.
Resta da capire quanto velocemente aziende e intermediari riusciranno ad adattarsi. Perché, come spesso accade con le novità INPS, il vero banco di prova non è la norma in sé, ma la sua applicazione concreta nella vita quotidiana di imprese e lavoratori.