Petrolio, Opec+ sorprende tutti e apre i rubinetti. Analisti: aumento produzione mesi estivi? “più forma che sostanza”  

L'Opec+ sorprende i mercati e aumenta la produzione di petrolio a 648mila barili al giorno per luglio e agosto. Ma gli analisti avvertono: la mossa è «più forma che sostanza». Ecco perché e cosa aspettarsi nei prossimi mesi.

Pubblicato 3 Giugno 2022 Aggiornato 18 Ottobre 2026 12:44

L’Opec+ apre i rubinetti, con l’annuncio di un aumento inatteso della produzione, ma la decisione non sembra convincere il mercato: gli analisti la definiscono «più forma che sostanza». Ecco cosa è successo, perché i prezzi del petrolio restano sotto pressione e quali sono le prospettive per i prossimi mesi.

Opec+: la decisione a sorpresa sull’aumento della produzione

A sorpresa, l’Opec+ ha annunciato di voler imprimere una decisa accelerazione al ritmo della produzione di petrolio, portandola a 648.000 barili al giorno (mbg) sia per il mese di luglio sia per quello di agosto, rispetto alla precedente soglia di +432.000 barili al giorno. Si tratta di un incremento di circa il 50% rispetto al piano originario, del tutto inatteso dagli operatori di mercato.

Nonostante l’Opec+ abbia già concordato i livelli di produzione per i prossimi due mesi, il gruppo ha comunque confermato un incontro il 30 giugno per fare il punto della situazione e valutare eventuali aggiustamenti.

Perché il mercato non è convinto: «più forma che sostanza»

La reazione del mercato all’annuncio è stata tiepida. Gli operatori non sembrano persuasi che l’aumento effettivo della produzione sarà sufficiente ad alleviare le tensioni sull’offerta globale di greggio. I motivi sono essenzialmente due:

  • La capacità produttiva reale è limitata: non tutti i Paesi membri dell’Opec+ sono in grado di rispettare le quote assegnate.
  • Il gap lasciato dalla Russia è difficile da colmare: le sanzioni occidentali e l’embargo europeo stanno riducendo sensibilmente i volumi russi sul mercato.

«La mossa che va incontro alle richieste statunitensi sembra essere più forma che sostanza e non ha convinto gli operatori sull’effettiva capacità di alleviare il deficit di produzione in un momento in cui la Cina torna ad aprire l’economia», commentano gli strategist di Mps Capital Services.

«Bisognerà vedere cosa accadrà nei prossimi mesi, dato che ci sono notizie secondo cui il presidente Usa ha in programma di visitare l’Arabia Saudita, con l’obiettivo di convincerla ad aprire un po’ di più i rubinetti», segnalano gli esperti di ING.

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Il nodo Russia: la produzione cala e il gap si allarga

La preoccupazione principale degli analisti è che l’aumento deciso dall’Opec+ non sia sufficiente a compensare il calo della produzione russa. La Russia è il terzo produttore mondiale di petrolio e la sua produzione è già scesa in media a 9,16 mbg ad aprile, in calo rispetto a marzo.

Dopo l’annuncio da parte dell’UE di un embargo parziale sulle importazioni di petrolio russo — che prevede la graduale eliminazione delle forniture di greggio via mare entro sei mesi — è ragionevole attendersi che i volumi produttivi russi continuino a scendere nei prossimi mesi.

Gli analisti di Equita citano le stime di Argus, secondo le quali ad aprile la produzione russa di greggio è stata inferiore di oltre 1,3 mbg rispetto alla quota Opec+. Un divario che l’aumento annunciato fatica a coprire.

Arabia Saudita e UAE: quanto possono davvero produrre in più?

L’incremento dei volumi arriverà principalmente da Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti (UAE), gli unici membri dell’Opec+ con una capacità produttiva di riserva significativa. Secondo le stime di Platts Analytics:

  • L’Arabia Saudita dispone di circa 0,82 mbg di spare capacity (capacità inutilizzata).
  • Gli UAE dispongono di circa 0,8 mbg di spare capacity.

«Il lato dell’offerta continua a faticare a mantenere il passo con la domanda», sottolineano gli esperti di Equita. Il maggiore incremento delle quote per luglio e agosto sembra, tuttavia, insufficiente a coprire il gap delle perdite dei volumi russi.

Domanda in crescita: la Cina e le scorte USA

Sul fronte della domanda, il quadro è tutt’altro che rassicurante per chi sperava in un allentamento delle tensioni sui prezzi del petrolio:

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  • Cina: la parziale revoca dei lockdown nelle principali città cinesi fa prevedere una ripresa della domanda di greggio, che potrebbe accentuare ulteriormente il deficit di offerta.
  • Stati Uniti: sono state registrate riduzioni delle scorte di greggio e dei prodotti raffinati, a conferma che la domanda continua a superare l’offerta anche nel mercato americano.

Il combinato disposto di domanda in ripresa e offerta sotto pressione mantiene il mercato del petrolio in una condizione di deficit strutturale nel breve periodo.

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi

L’incontro dell’Opec+ previsto per il 30 giugno sarà cruciale per capire se il gruppo intende accelerare ulteriormente il ritmo di aumento della produzione o se, al contrario, tornerà a un approccio più cauto. Nel frattempo, gli occhi degli operatori sono puntati su:

  • L’evoluzione delle sanzioni alla Russia e il loro impatto effettivo sui volumi di esportazione.
  • La velocità della ripresa economica cinese e il relativo aumento della domanda di energia.
  • I possibili sviluppi diplomatici tra USA e Arabia Saudita, che potrebbero portare a ulteriori impegni di aumento della produzione.

FAQ: Opec+ e aumento della produzione di petrolio

Cos’ha deciso l’Opec+ sull’aumento della produzione per i mesi estivi?

L’Opec+ ha deciso di aumentare la produzione a 648.000 barili al giorno per luglio e agosto, rispetto ai 432.000 barili al giorno previsti in precedenza. Un incremento di circa il 50% rispetto al piano originario, definito dagli analisti «più forma che sostanza».

Perché gli analisti parlano di aumento «più forma che sostanza»?

Perché molti Paesi membri dell’Opec+ non hanno la capacità produttiva reale per rispettare le nuove quote. L’incremento effettivo sul mercato potrebbe essere inferiore a quello annunciato, insufficiente a compensare il calo della produzione russa.

Qual è l’impatto delle sanzioni alla Russia sul mercato del petrolio?

Le sanzioni e l’embargo europeo parziale stanno riducendo i volumi di greggio russo disponibili sul mercato. Ad aprile la produzione russa era già inferiore di oltre 1,3 mbg rispetto alla quota Opec+, un gap difficile da colmare nel breve termine.

Quando si riunirà di nuovo l’Opec+?

Il prossimo incontro dell’Opec+ è previsto per il 30 giugno, quando il gruppo valuterà l’andamento del mercato e potrà decidere eventuali aggiustamenti alla politica di produzione.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.