Pensione anticipata nel 2026, l’anno in cui devi aver iniziato a lavorare per lasciare il lavoro
Lasciare il lavoro prima dei 67 anni è ancora possibile, ma nel 2026 la strada principale resta la pensione anticipata ordinaria.
Una misura che continua a basarsi su un principio molto semplice: non conta l’età anagrafica, conta soprattutto quanti anni di contributi sono stati versati durante la carriera.
Molti lavoratori si chiedono se riusciranno davvero a raggiungere questo traguardo. La domanda che ricorre più spesso è sempre la stessa: da quale anno bisogna aver iniziato a lavorare per maturare il diritto alla pensione anticipata nel 2026?
La risposta dipende dal requisito contributivo richiesto dalla legge e dal percorso lavorativo di ogni persona. Se la carriera è stata continua il calcolo è piuttosto semplice, ma se nel tempo ci sono state pause o periodi senza contributi la situazione cambia.
Il requisito contributivo da raggiungere nel 2026
La pensione anticipata ordinaria continua a funzionare nello stesso modo anche nel 2026. Il diritto non dipende dall’età ma esclusivamente dagli anni di contributi accumulati.
I requisiti oggi previsti sono questi:
- 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini
- 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne
Una volta raggiunto questo traguardo contributivo si matura il diritto alla pensione anticipata. Va però ricordato che l’assegno non parte immediatamente, perché la normativa prevede una finestra di attesa prima dell’effettiva decorrenza della pensione.
Per capire da quale anno bisogna aver iniziato a lavorare bisogna quindi fare un semplice ragionamento: tornare indietro di oltre 42 anni nel caso degli uomini e di oltre 41 anni nel caso delle donne.
Se sei uomo e vuoi uscire dal lavoro nel 2026
Per un lavoratore uomo che punta alla pensione anticipata nel corso del 2026, il punto di riferimento resta il requisito dei 42 anni e 10 mesi di contributi. Supponendo una carriera lavorativa continua, senza interruzioni e senza periodi scoperti da contributi, il primo contributo utile deve collocarsi tra:
- marzo 1983
- febbraio 1984
Il mese preciso dipende dal momento in cui si raggiunge il traguardo contributivo. Un esempio aiuta a capire meglio.
Se i 42 anni e 10 mesi di contributi vengono raggiunti a gennaio 2026, significa che il lavoratore ha iniziato a versare contributi nel marzo del 1983. Se invece il requisito viene centrato a dicembre 2026, il primo contributo utile risale al febbraio del 1984.
In sostanza, per gli uomini che vogliono uscire dal lavoro nel 2026 il periodo chiave da guardare è proprio quello tra il 1983 e l’inizio del 1984.
Va inoltre ricordato che il sistema pensionistico è destinato a cambiare nei prossimi anni. Dal 2027 il requisito contributivo salirà a 42 anni e 11 mesi, mentre dal 2028 arriverà a 43 anni e 1 mese.
Per le donne il ragionamento è identico ma il requisito contributivo richiesto è leggermente più basso. Per accedere alla pensione anticipata nel 2026 servono infatti 41 anni e 10 mesi di contributi.
Anche in questo caso, ipotizzando una carriera continua, l’inizio dell’attività lavorativa deve collocarsi tra:
- marzo 1984
- febbraio 1985
Se una lavoratrice raggiunge i 41 anni e 10 mesi di contributi a gennaio 2026 significa che il primo versamento risale a marzo 1984. Se invece il traguardo viene centrato a dicembre 2026 il primo contributo utile è stato versato nel febbraio del 1985.
Di conseguenza, per le donne che riescono ad accedere alla pensione anticipata nel 2026 l’anno di riferimento resta soprattutto il 1984, con possibile slittamento ai primi mesi del 1985.
Anche per loro dal 2027 scatterà l’aumento dei requisiti contributivi previsto dall’adeguamento alla speranza di vita.
Il calcolo basato sugli anni di inizio lavoro funziona bene solo come riferimento teorico. Nella realtà molte carriere lavorative sono caratterizzate da pause, cambi di lavoro o periodi senza contributi.
Ed è proprio qui che il conteggio può cambiare.
La pensione anticipata ordinaria non richiede una carriera perfettamente continua. Ciò che conta davvero è arrivare al numero di contributi richiesto dalla legge. Tuttavia ogni periodo senza contributi sposta inevitabilmente più avanti il momento in cui si raggiunge il traguardo.
In pratica la regola è semplice: se ci sono buchi contributivi bisogna lavorare più a lungo oppure aver iniziato prima.
Per questo motivo quando si prova a capire se la pensione anticipata è davvero raggiungibile nel 2026 non basta guardare all’anno di ingresso nel mondo del lavoro. La verifica più importante resta sempre quella dell’estratto conto contributivo INPS, dove sono registrati tutti i versamenti effettuati nel corso della carriera.