Bonus Iscro 2025 per le Partite IVA: requisiti e come fare domanda
Bonus Iscro 2026 per le Partite IVA: scopri tutti i requisiti, l'importo mensile (da 250 a 800 euro), come fare domanda all'INPS e quando si perde il diritto all'indennità.
Il Bonus Iscro 2026 per le Partite IVA è uno strumento di sostegno economico pensato per i lavoratori autonomi che si trovano ad affrontare un calo improvviso dei propri guadagni. In un contesto economico ancora incerto, conoscere requisiti, importi e modalità di domanda è fondamentale per non perdere un’opportunità concreta di tutela del reddito.
Questo beneficio, introdotto nell’ambito del Pnrr e gestito dall’INPS, si rivolge a una categoria spesso esclusa dalle tradizionali reti di protezione sociale: i professionisti e lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata. Ecco tutto quello che c’è da sapere.
Cos’è il Bonus Iscro e a chi è rivolto
L’ISCRO (Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa) è un’indennità mensile erogata dall’INPS a favore dei lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata che registrano un significativo calo del reddito professionale. Non si tratta di un sussidio generico: è uno strumento mirato, con requisiti precisi e una procedura di accesso interamente digitale.
Requisiti del Bonus Iscro 2026: chi può fare domanda
Non basta essere titolari di partita IVA per accedere al beneficio. Il Bonus Iscro è riservato esclusivamente ai lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata INPS che esercitano l’attività in modo abituale e continuativo. I requisiti da soddisfare sono cumulativi:
- Essere titolari di partita IVA attiva da almeno quattro anni al momento della domanda
- Aver registrato nell’anno precedente un reddito professionale inferiore alla metà della media dei tre anni precedenti
- Non aver superato la soglia di 12.000 euro annui di reddito nell’anno di riferimento
- Essere in regola con i contributi previdenziali alla Gestione Separata
- Non percepire pensioni dirette o altri sussidi incompatibili (NASpI, Dis-Coll, ALAS, assegni di inclusione, indennità per lavoratori dello spettacolo)
La regolarità contributiva è un requisito imprescindibile: eventuali posizioni debitorie con l’INPS possono bloccare l’accesso all’indennità.
Quanto spetta: importo e durata del Bonus Iscro
L’importo mensile del Bonus Iscro viene calcolato come un quarto (25%) dell’ultimo reddito professionale dichiarato, sempre entro i limiti stabiliti dalla normativa:
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- Importo minimo: 250 euro al mese
- Importo massimo: 800 euro al mese
- Durata: 6 mesi consecutivi
È importante sapere che il Bonus Iscro non genera contribuzione figurativa: i mesi di percezione dell’indennità non vengono conteggiati ai fini pensionistici. Inoltre, non è cumulabile con altre forme di sostegno al reddito.
Come fare domanda per il Bonus Iscro: la procedura passo per passo
La procedura per richiedere il Bonus Iscro è interamente online e si svolge tramite i servizi telematici dell’INPS. Ecco come procedere:
- Accedere al portale INPS con le proprie credenziali (SPID, CIE o CNS)
- Navigare nella sezione dedicata alle prestazioni per i lavoratori autonomi
- Compilare il modulo di domanda ISCRO inserendo i dati reddituali richiesti
- Allegare la documentazione necessaria e inviare la richiesta
Una volta inviata la domanda e verificati i requisiti, l’erogazione parte già dal giorno successivo all’accoglimento, senza inutili attese burocratiche. In alternativa, è possibile rivolgersi a un CAF o a un patronato per ricevere assistenza nella compilazione.
Quando scade la domanda
La finestra temporale per presentare la domanda è definita ogni anno dall’INPS. È fondamentale monitorare le comunicazioni ufficiali dell’istituto per non perdere le scadenze, poiché la domanda tardiva comporta la perdita del diritto all’indennità per i mesi già trascorsi.
Quando si perde il diritto al Bonus Iscro
Il diritto all’indennità può decadere in tre casi ben precisi, anche durante il periodo di erogazione:
- Cessazione dell’attività autonoma (chiusura della partita IVA)
- Iscrizione a una gestione previdenziale diversa dalla Gestione Separata INPS
- Superamento dei limiti di reddito durante il periodo di percezione
In questi casi, il lavoratore è tenuto a comunicare tempestivamente la variazione all’INPS per evitare indebite percezioni e conseguenti richieste di restituzione.
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Bonus Iscro e altre misure: cosa non si può cumulare
Il Bonus Iscro non è compatibile con le seguenti prestazioni:
- NASpI
- Dis-Coll
- ALAS
- Assegno di inclusione
- Indennità per lavoratori dello spettacolo
- Pensioni dirette di qualsiasi tipo
Chi percepisce uno di questi sostegni non può fare domanda per l’ISCRO, pena la decadenza e la restituzione delle somme eventualmente già erogate.
FAQ – Domande frequenti sul Bonus Iscro
Il Bonus Iscro è rinnovabile?
Sì, ma non nell’anno immediatamente successivo. Il lavoratore autonomo può presentare una nuova domanda solo dopo che sia trascorso un periodo adeguato e a condizione di soddisfare nuovamente tutti i requisiti reddituali e contributivi previsti dalla normativa vigente.
Chi ha una partita IVA in regime forfettario può accedere all’ISCRO?
Sì, anche i titolari di partita IVA in regime forfettario iscritti alla Gestione Separata INPS possono accedere al Bonus Iscro, purché rispettino tutti i requisiti previsti, incluso il limite di reddito di 12.000 euro.
Cosa succede se la partita IVA viene chiusa durante la percezione del bonus?
La chiusura della partita IVA comporta l’immediata decadenza dal diritto all’indennità. Il lavoratore deve comunicarlo all’INPS e potrebbe essere tenuto a restituire le somme percepite dopo la cessazione dell’attività.
Il Bonus Iscro è tassato?
L’indennità ISCRO è soggetta a tassazione IRPEF come reddito assimilato a quello da lavoro dipendente. È quindi necessario indicarla nella dichiarazione dei redditi dell’anno di percezione.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.