Lavoro: laureati in ingegneria elettronica e informazione “introvabili”, focus sui titoli di studio più ricercati

Laureati in ingegneria elettronica e informazione "introvabili": oltre il 70% delle posizioni resta scoperta. Scopri i titoli di studio più ricercati dalle imprese italiane e i dati Excelsior-Unioncamere sul mismatch tra domanda e offerta di lavoro.

Pubblicato 27 Novembre 2024 Aggiornato 18 Ottobre 2026 12:09

I profili più richiesti dalle imprese sono i laureati in economia e ingegneria, ma in un caso su due le aziende incontrano difficoltà nell’individuare candidati adeguati: si tratta di 352mila figure professionali difficili da reperire. Il dato più allarmante riguarda proprio i laureati in ingegneria elettronica e dell’informazione, considerati praticamente “introvabili”: i tassi di irreperibilità superano il 70% anche per gli ingegneri elettronici e per i laureati nelle discipline sanitarie e paramediche. Questi dati emergono dal Sistema informativo Excelsior, sviluppato da Unioncamere in collaborazione con il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Elevata è anche la domanda di diplomati e qualificati nel sistema di istruzione e formazione professionale (IeFP), con 2,1 milioni di posizioni aperte nell’industria e nei servizi. Anche in questo caso, però, la metà delle ricerche resta senza esito.

Lavoro: laureati in ingegneria elettronica e informazione “introvabili”, i titoli di studio più ricercati

Il mercato del lavoro italiano soffre di un paradosso strutturale: le imprese cercano attivamente laureati in specifiche discipline, ma non riescono a trovarli. Il fenomeno del mismatch tra domanda e offerta di competenze colpisce in modo particolare alcuni indirizzi universitari, con i laureati in ingegneria elettronica e dell’informazione che rappresentano il caso più critico. Capire quali titoli di studio sono più ricercati — e perché restano scoperti — è fondamentale sia per chi deve orientarsi negli studi sia per chi opera nelle risorse umane.

Le lauree più richieste dalle imprese

Il corso di laurea in economia risulta il più richiesto, con 205mila profili ricercati. Seguono gli indirizzi di ingegneria, con una domanda complessiva di 143mila laureati così distribuiti:

  • Ingegneria industriale: 47mila posizioni aperte
  • Ingegneria civile: 43mila posizioni aperte
  • Ingegneria elettronica e dell’informazione: 34mila posizioni aperte
  • Altri settori ingegneristici: quasi 19mila posizioni aperte

Tra gli altri indirizzi maggiormente richiesti spiccano i settori di insegnamento e formazione (111mila) e quello sanitario e paramedico (55mila). Rilevante anche la domanda per i laureati in discipline scientifiche, con 39mila richieste negli ambiti scientifico-matematico-fisico-informatico e 28mila nel chimico-farmaceutico.

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Perché i laureati in ingegneria elettronica e informazione sono “introvabili”

Ma in un caso su due, le aziende faticano a trovare laureati da inserire in organico. Il divario più significativo tra domanda e offerta riguarda proprio i laureati in ingegneria elettronica e dell’informazione: oltre il 70% delle posizioni risulta difficile da coprire, un tasso che colloca questi profili tra i più critici dell’intero mercato del lavoro italiano.

Le ragioni di questa irreperibilità sono molteplici:

  • Numero insufficiente di iscritti ai corsi di laurea in ingegneria elettronica e informatica rispetto alla domanda delle imprese
  • Alta competizione internazionale per i migliori talenti, con molti laureati che scelgono opportunità all’estero
  • Rapida evoluzione tecnologica che crea nuove specializzazioni prima che i percorsi formativi riescano ad adeguarsi
  • Disallineamento geografico tra dove si laureano i professionisti e dove le imprese hanno sede

Lievemente inferiori, ma comunque elevate, sono le difficoltà di reperimento per i laureati in ambito medico-odontoiatrico e statistico, con tassi che sfiorano il 67%.

Il commento di Unioncamere

“La difficoltà di reperimento delle persone rappresenta un serio problema per il sistema produttivo nazionale”, sottolinea Giuseppe Tripoli, segretario generale di Unioncamere. “In questo scenario, l’invecchiamento demografico sarà uno dei fattori più rilevanti nell’intensificare il mismatch nei prossimi anni. Per farvi fronte serve un mix di interventi dedicati: orientamento ai giovani, miglior dialogo scuola-impresa e una strategia nazionale per trattenere e valorizzare i giovani talenti, premiandone le competenze e soddisfacendone le legittime aspirazioni”, aggiunge.

Per Unioncamere 772mila figure entreranno nel mondo del lavoro

Molto richiesti anche i diplomati degli ITS, cioè gli Istituti tecnici e superiori; specie quelli che escono dagli istituti di meccatronica, con quasi 23mila ingressi previsti, seguito dalle tecnologie dell’informazione, comunicazione e dati (18mila) e dai servizi alle imprese e agli enti no profit (16mila). Ma la storia è sempre la stessa, e cioè che le aziende fanno fatica a trovare persone di questi ambiti. In questi casi si raggiunge il 61,1%, con picchi particolarmente critici nel settore tecnologico dell’energia, dove risulta difficile trovare l’87,5% dei diplomati ITS.

Significative le difficoltà anche nei settori del sistema moda, della chimica e delle nuove tecnologie della vita, oltre che nella stessa meccatronica, dove circa 7 tecnici superiori su 10 risultano irreperibili.

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Gli indirizzi IeFP più richiesti dalle imprese

Per quanto riguarda i diplomati dell’Istruzione e Formazione Professionale (IeFP), a guidare la classifica delle professioni più richieste ci sono quelli a indirizzo ristorazione, con quasi 443mila assunzioni programmate, pari a oltre un quinto del totale. Seguono l’ambito dei servizi e sistemi logistici, con 256mila ingressi previsti, e il settore meccanico, con 241mila profili richiesti. Rilevanti anche le richieste per i servizi di vendita (175mila), la trasformazione agroalimentare (160mila) e l’ambito amministrativo-segretariale (153mila).

In questo caso, le difficoltà nel reperire figure qualificate o diplomate dai percorsi IeFP si attestano al 49,1% delle richieste totali. L’indirizzo più critico è quello del legno, con il 71% delle posizioni difficili da coprire, seguito dagli ambiti impianti termoidraulici (69,5%) ed elettrico (67,5%). Anche i settori delle lavorazioni artistiche, del grafico-cartotecnico e della meccanica registrano tassi di irreperibilità superiori al 60%.

FAQ: laureati introvabili e titoli di studio più ricercati

Quali sono i laureati più difficili da trovare per le imprese italiane?

I laureati in ingegneria elettronica e dell’informazione sono i profili più difficili da reperire, con un tasso di irreperibilità superiore al 70%. Seguono i laureati nelle discipline sanitarie e paramediche e quelli in ambito medico-odontoiatrico.

Qual è la laurea più richiesta dalle aziende?

La laurea in economia è la più richiesta in termini assoluti (205mila profili), seguita dalle lauree in ingegneria (143mila in totale). Tuttavia, la domanda non si traduce automaticamente in assunzioni: in molti casi le posizioni restano scoperte per mancanza di candidati adeguati.

Perché le imprese faticano a trovare ingegneri elettronici e informatici?

Le cause principali sono la scarsità di laureati rispetto alla domanda, la forte concorrenza internazionale per attrarre talenti, la rapida evoluzione tecnologica e il disallineamento geografico tra offerta formativa e localizzazione delle imprese.

Cosa possono fare i giovani per sfruttare questa opportunità?

Orientarsi verso i percorsi di laurea in ingegneria (soprattutto elettronica, informatica e industriale), ITS tecnologici o IeFP negli indirizzi più richiesti aumenta significativamente le probabilità di trovare lavoro rapidamente e con condizioni contrattuali vantaggiose, data l’elevata domanda e la scarsità di offerta.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.