Bonus mamme disoccupate 2025: come richiederlo e requisiti

Bonus mamme disoccupate 2026: scopri come richiedere l'assegno di maternità comunale, i requisiti ISEE, la documentazione necessaria e la differenza con l'assegno statale INPS.

Pubblicato 13 Maggio 2025 Aggiornato 18 Ottobre 2026 11:35

Un aiuto economico che fa la differenza per molte famiglie: il bonus mamme disoccupate 2026 si presenta come un supporto concreto per le neomamme in difficoltà economica. Questa misura, ufficialmente denominata assegno di maternità comunale, prevede un importo totale di 2.037 euro, suddiviso in cinque rate mensili da 407,40 euro ciascuna.

Si tratta di un’iniziativa mirata a sostenere le donne prive di copertura previdenziale o con tutele ridotte, fornendo un contributo fondamentale in un momento delicato come quello dell’arrivo di un bambino. Se sei una mamma disoccupata o priva di adeguata copertura INPS, questa guida ti spiega nel dettaglio come richiederlo e quali requisiti devi soddisfare.

Gestito dall’INPS su delega dei Comuni, l’assegno è regolato dall’articolo 74 del decreto legislativo 151/2001 e si estende non solo alle madri biologiche, ma anche a chi accoglie minori in adozione o affidamento preadottivo. Questo strumento di welfare rappresenta un’opportunità unica per chi si trova in situazioni di vulnerabilità economica, permettendo di affrontare con maggiore serenità le prime spese legate alla maternità.

Cos’è il bonus mamme disoccupate e a chi spetta

Il bonus mamme disoccupate — tecnicamente l’assegno di maternità comunale — è destinato alle donne che, al momento della nascita o dell’ingresso in famiglia del minore, non hanno diritto all’indennità di maternità INPS ordinaria oppure la percepiscono in misura ridotta. Rientrano in questa categoria:

  • Mamme disoccupate o in cerca di prima occupazione;
  • Lavoratrici autonome o parasubordinate senza contribuzione sufficiente;
  • Donne con contratti atipici o discontinui che non raggiungono la soglia contributiva richiesta per l’assegno statale;
  • Madri adottive o affidatarie preadottive nelle stesse condizioni economiche.

La misura è erogata dal Comune di residenza e poi liquidata materialmente dall’INPS, che agisce come soggetto pagatore su delega dell’ente locale.

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Requisiti e criteri di accesso

Per accedere al beneficio, è necessario rispettare specifici criteri. Tra questi, il più importante è il possesso di un ISEE che non superi i 20.382,90 euro. Inoltre, possono fare domanda cittadine italiane, dell’Unione Europea o extracomunitarie in possesso di un regolare permesso di soggiorno. È essenziale, inoltre, che le richiedenti non percepiscano altri assegni di maternità erogati dall’INPS, salvo eventuali integrazioni comunali.

In sintesi, i requisiti principali sono:

  • ISEE familiare non superiore a 20.382,90 euro;
  • Residenza nel Comune presso cui si presenta la domanda;
  • Cittadinanza italiana, UE o permesso di soggiorno valido per le cittadine extracomunitarie;
  • Assenza di altre indennità di maternità INPS (o percezione di un importo inferiore all’assegno comunale, nel qual caso si ha diritto all’integrazione);
  • Nascita, adozione o affidamento preadottivo avvenuto entro i termini previsti per la presentazione della domanda.

Un aspetto cruciale è la non cumulabilità del bonus con altre indennità previdenziali, sebbene siano previste eccezioni per integrazioni comunali. Questo elemento rende ancora più importante la verifica accurata dei requisiti prima di procedere con la richiesta.

Come richiedere il bonus mamme disoccupate: la procedura passo per passo

La domanda per l’assegno comunale di maternità deve essere inoltrata al Comune di residenza entro sei mesi dalla nascita del bambino o dall’ingresso in famiglia del minore adottato o in affido. Ecco come procedere:

  1. Verifica i requisiti: controlla il tuo ISEE aggiornato e assicurati di non percepire già un’indennità di maternità INPS di importo pari o superiore all’assegno comunale.
  2. Prepara la documentazione: ti serviranno documento d’identità, codice fiscale, certificato di nascita del bambino (o provvedimento di adozione/affidamento), attestazione ISEE in corso di validità e, se applicabile, permesso di soggiorno.
  3. Presenta la domanda al Comune: recati allo sportello dei Servizi Sociali del tuo Comune di residenza oppure verifica se è disponibile la procedura online sul portale comunale. Alcuni Comuni accettano anche la domanda tramite CAF o patronato.
  4. Attendi la verifica comunale: l’amministrazione controlla i requisiti e, se la domanda è approvata, trasmette i dati all’INPS per l’erogazione del pagamento. Il processo richiede generalmente 30 giorni.
  5. Ricevi il pagamento dall’INPS: l’importo viene accreditato in cinque rate mensili da 407,40 euro, per un totale di 2.037 euro.

È fondamentale fornire documentazione completa e accurata per evitare respingimenti o ritardi. Per le famiglie con risorse limitate, questo contributo rappresenta un sollievo significativo, aiutando a gestire le spese iniziali con maggiore tranquillità.

Distinzione tra assegno comunale e assegno statale di maternità

Un punto essenziale da chiarire riguarda la differenza tra l’assegno comunale e quello statale di maternità. Sono due strumenti diversi, ma con un punto in comune: l’importo totale di 2.037 euro.

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Assegno comunale Assegno statale INPS
A chi spetta Mamme disoccupate o senza copertura previdenziale Lavoratrici con contratti atipici/discontinui con almeno 3 mesi di contributi
Dove si fa domanda Comune di residenza Direttamente all’INPS
Chi eroga il pagamento INPS su delega del Comune INPS direttamente
Importo 2.037 euro (5 rate da 407,40 €) 2.037 euro (5 rate da 407,40 €)

L’assegno statale è destinato alle lavoratrici con contratti atipici o discontinui che abbiano versato almeno tre mesi di contributi nel periodo compreso tra il 18° e il 9° mese prima della nascita o dell’ingresso del minore in famiglia. Sebbene l’importo sia identico, le condizioni di accesso e le procedure di richiesta variano significativamente. Informarsi in modo accurato è quindi fondamentale per scegliere la misura più adatta alla propria situazione.

FAQ: domande frequenti sul bonus mamme disoccupate

Una mamma disoccupata può ricevere il bonus anche se ha lavorato in passato?

Sì, l’importante è che al momento della nascita (o dell’ingresso del minore in famiglia) la richiedente non stia percependo un’indennità di maternità INPS pari o superiore all’importo dell’assegno comunale. La storia lavorativa precedente non preclude l’accesso, purché si rispettino i requisiti ISEE e di residenza.

Cosa succede se l’ISEE supera la soglia di 20.382,90 euro?

In quel caso la domanda viene respinta. È consigliabile calcolare l’ISEE aggiornato prima di presentare la richiesta, rivolgendosi a un CAF.

Il bonus è compatibile con il Reddito di Cittadinanza o l’Assegno di Inclusione?

La normativa prevede la non cumulabilità con altre indennità di maternità INPS, ma la compatibilità con misure di sostegno al reddito come l’Assegno di Inclusione va verificata caso per caso con il proprio Comune o patronato, poiché le regole possono variare.

Entro quando bisogna fare domanda?

La domanda deve essere presentata al Comune di residenza entro sei mesi dalla nascita del bambino o dall’ingresso del minore in famiglia per adozione o affidamento preadottivo. Superato questo termine, il diritto decade.

Le cittadine straniere possono richiedere il bonus?

Sì, le cittadine extracomunitarie possono accedere al beneficio a condizione di essere in possesso di un regolare permesso di soggiorno. Le cittadine UE sono equiparate alle italiane.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.