Referendum 8 e 9 giugno 2025: tutto quello che c’è da sapere

Referendum 8 e 9 giugno 2025: tutto quello che c'è da sapere su quesiti, schede colorate, orari di voto, quorum e cosa cambia su lavoro e cittadinanza. Guida completa.

Pubblicato 12 Maggio 2025 Aggiornato 18 Ottobre 2026 11:36

L’8 e il 9 giugno 2025 saranno date cruciali per la democrazia diretta in Italia: cinque referendum abrogativi chiamano gli elettori a decidere su temi che toccano direttamente il lavoro quotidiano di milioni di persone e i diritti di chi vive stabilmente nel nostro Paese. Ecco tutto quello che c’è da sapere sul Referendum 8 e 9 giugno 2025: quesiti, schede, orari e quorum.

Quando si vota e come funziona il quorum

I seggi saranno aperti:

  • Domenica 8 giugno dalle 7:00 alle 23:00
  • Lunedì 9 giugno dalle 7:00 alle 15:00

Per la validità del voto è necessario raggiungere il quorum del 50%+1 degli aventi diritto al voto. Se la partecipazione non supera questa soglia, il referendum è nullo indipendentemente dal risultato. Si tratta di un elemento decisivo: storicamente, molti referendum italiani sono falliti proprio per il mancato raggiungimento del quorum.

I cinque quesiti del Referendum 8 e 9 giugno 2025

I cinque referendum abrogativi si dividono in quattro quesiti sul lavoro e uno sulla cittadinanza. Ogni quesito è identificato da una scheda di colore diverso per facilitare il riconoscimento al momento del voto.

1° Quesito – Scheda verde: reintegro dei lavoratori licenziati (Jobs Act)

Il primo quesito mira a superare alcune disposizioni del Jobs Act, reintroducendo il diritto al reintegro nel posto di lavoro per i dipendenti licenziati ingiustamente in aziende con più di 15 dipendenti. Attualmente, questa possibilità è sostituita da un indennizzo che varia tra 6 e 36 mensilità. Un voto favorevole rappresenterebbe una svolta significativa nel rapporto tra datori di lavoro e dipendenti, riequilibrando le tutele a favore dei lavoratori.

2° Quesito – Scheda arancione: tutela nelle piccole imprese

Il secondo quesito affronta la tutela dei lavoratori nelle piccole imprese. La proposta punta a eliminare il limite massimo di 6 mensilità come risarcimento per licenziamenti ingiustificati, lasciando ai giudici maggiore discrezionalità nella determinazione dell’indennizzo. Riguarda migliaia di lavoratori impiegati in realtà aziendali con meno di 15 dipendenti, spesso privi di adeguate protezioni contrattuali.

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3° Quesito – Scheda grigia: causale nei contratti a termine

Il terzo quesito interviene sui contratti a termine, proponendo l’obbligo di indicare una causale fin dal primo giorno di assunzione. Attualmente la normativa consente di stipulare contratti senza giustificazione per i primi 12 mesi. L’obiettivo è garantire maggiore trasparenza e stabilità contrattuale, limitando gli abusi e la precarietà strutturale.

4° Quesito – Scheda rosa: sicurezza sul lavoro negli appalti

La sicurezza sul lavoro è il tema centrale del quarto quesito. Si propone l’abolizione della norma che esclude la responsabilità del committente per i danni derivanti da rischi specifici nelle attività in appalto. Questa modifica intende rafforzare le garanzie per i lavoratori — in settori come vigilanza, logistica e sanità — responsabilizzando maggiormente le aziende committenti.

5° Quesito – Scheda gialla: cittadinanza italiana in 5 anni

L’unico quesito non legato al mondo del lavoro riguarda la cittadinanza italiana. La proposta prevede di ridurre da 10 a 5 anni il periodo di residenza legale continuativa necessario per ottenerla. Inoltre, il diritto verrebbe esteso automaticamente ai figli minorenni dei richiedenti. Un passo significativo verso l’inclusione di chi vive e lavora stabilmente in Italia.

Come si vota: istruzioni pratiche

Al seggio ogni elettore riceverà cinque schede di colore diverso, una per ciascun quesito. Su ogni scheda è possibile votare:

  • SÌ: per abrogare (eliminare) la norma indicata nel quesito
  • NO: per mantenere la norma in vigore

È possibile votare in modo diverso su ciascuna scheda: non è obbligatorio esprimere lo stesso voto su tutti e cinque i quesiti.

Cosa succede se vince il Sì o il No

In un referendum abrogativo:

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  • Se vince il Sì (e il quorum è raggiunto), la norma viene abrogata e il Parlamento dovrà eventualmente legiferare per colmare il vuoto normativo.
  • Se vince il No, oppure se il quorum non viene raggiunto, la normativa rimane invariata.

Perché questi referendum sono importanti

Questa consultazione rappresenta un’opportunità diretta per i cittadini di influenzare le normative su lavoro e diritti civili. La partecipazione è determinante: senza quorum, anche una maggioranza schiacciante di Sì non produce effetti. Il risultato potrebbe ridefinire il panorama normativo italiano su temi di grande rilevanza sociale ed economica, dal mercato del lavoro all’integrazione degli stranieri residenti.

FAQ – Domande frequenti sul Referendum 8 e 9 giugno 2025

Chi può votare al referendum dell’8 e 9 giugno 2025?

Tutti i cittadini italiani iscritti nelle liste elettorali che abbiano compiuto 18 anni. È necessario presentarsi al seggio con un documento di identità valido e la tessera elettorale.

Quanti referendum si votano l’8 e 9 giugno 2025?

Cinque referendum abrogativi, identificati da schede di colore verde, arancione, grigio, rosa e giallo.

Cosa succede se non si raggiunge il quorum?

Il referendum è dichiarato non valido e le norme oggetto dei quesiti rimangono in vigore, indipendentemente dal risultato percentuale dei voti espressi.

Si può votare solo su alcuni quesiti e non su tutti?

Sì. È possibile votare su uno, alcuni o tutti i quesiti. Non esiste l’obbligo di esprimere un voto su ogni scheda.

Dove si trovano i seggi elettorali?

I seggi sono quelli del proprio comune di residenza, indicati sulla tessera elettorale. In caso di smarrimento della tessera, è possibile richiederne un duplicato presso l’ufficio elettorale del comune.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.