IMU, come fare richiesta di esenzione nel 2026: il commercialista spiega chi può fare domanda

IMU 2026: come fare richiesta di esenzione, chi può presentare domanda e quali documenti servono. Il commercialista spiega la procedura passo per passo e le scadenze da rispettare.

Pubblicato 23 Marzo 2026 Aggiornato 18 Ottobre 2026 06:31

L’IMU è uno dei tributi più temuti dai proprietari di immobili in Italia, ma ci sono situazioni precise in cui non è dovuta. Scopri chi può fare richiesta di esenzione IMU nel 2026, come presentare la domanda e cosa dice il commercialista su documenti e scadenze.

Questo potrebbe sembrare un vantaggio per molti, ma non sempre è facile capire quando e come beneficiarne. Come si fa a non pagare l’IMU? In quali casi è possibile chiedere l’esenzione e come funziona realmente il processo? Di seguito trovi una guida pratica e aggiornata al 2026.

IMU 2026: chi è esente e chi può fare domanda

Esistono diverse situazioni in cui i proprietari di immobili non sono tenuti a pagare l’IMU. Per esempio, la prima casa e alcune categorie specifiche di immobili, come quelli adibiti a uso sociale o culturale, possono godere dell’esenzione. Ma attenzione: non tutte le abitazioni vengono automaticamente esonerate, e non basta rientrare nella categoria giusta — bisogna anche sapere come fare richiesta.

In generale, la legge stabilisce che la prima casa è esente da IMU, a meno che non si tratti di una casa di lusso o di un immobile che rientra in categorie catastali particolari come A/1 (abitazioni di tipo signorile), A/8 (ville), A/9 (castelli). Quindi, anche se hai una casa che ti serve come residenza principale, se è troppo grande o pregiata, potresti comunque essere chiamato a pagare l’imposta.

Inoltre, gli immobili che appartengono a categorie sociali o che sono adibiti a uso culturale, religioso o assistenziale possono beneficiare di esenzioni, come avviene per alcune strutture di beneficenza o luoghi di culto. Anche gli immobili distrutti o danneggiati da eventi straordinari, come terremoti o alluvioni, possono essere esentati dalla tassa.

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Riepilogo: chi può chiedere l’esenzione IMU nel 2026

  • Proprietari di prima casa non di lusso (escluse categorie A/1, A/8, A/9)
  • Enti che utilizzano l’immobile per attività sociali, religiose, assistenziali o culturali
  • Proprietari di immobili inagibili o inabitabili (riduzione o esenzione parziale)
  • Proprietari di immobili danneggiati da calamità naturali riconosciute dallo Stato
  • Soggetti con immobili concessi in comodato d’uso gratuito a figli o genitori (con requisiti specifici)
  • Anziani o disabili residenti in case di cura o ricovero, se l’abitazione non è affittata

Come fare richiesta di esenzione IMU nel 2026: la procedura passo per passo

Molti non sanno che, anche se l’immobile rientra in una delle categorie che prevedono l’esenzione, bisogna fare domanda specifica per non pagare l’IMU. L’esenzione non è automatica, e senza la dichiarazione giusta, si rischia di continuare a ricevere avvisi di pagamento.

Come fare richiesta di esenzione IMU nel 2026
Chi può non pagare l’IMU nel 2026 – Finanza.com

Per fare domanda di esenzione IMU, bisogna rivolgersi al Comune di residenza (o nel cui territorio si trova l’immobile) e presentare una richiesta formale. Ecco i passaggi fondamentali:

  1. Verifica il diritto all’esenzione: controlla la categoria catastale dell’immobile e la tua situazione anagrafica. Un commercialista può aiutarti a capire se rientri davvero in una delle fattispecie previste dalla legge.
  2. Raccogli la documentazione: solitamente servono il certificato di residenza, l’atto di proprietà dell’immobile e una dichiarazione che giustifichi il motivo per cui si chiede l’esenzione. In alcuni casi occorrono documenti aggiuntivi (es. certificato medico per anziani in struttura, atto di comodato registrato).
  3. Presenta la domanda al Comune: ogni Comune ha il proprio modulo e le proprie modalità (sportello fisico, PEC, portale online). Verifica le istruzioni specifiche del tuo Comune prima di procedere.
  4. Rispetta le scadenze: la dichiarazione IMU va presentata, in linea generale, entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la condizione che dà diritto all’esenzione. Per il 2026, controlla eventuali proroghe comunicate dal tuo Comune.
  5. Conserva la ricevuta: tieni copia di tutto ciò che hai presentato, in caso di contestazioni future da parte del Comune.

Il commercialista gioca un ruolo importante in questo processo, perché sa come compilare correttamente la domanda e quali allegati sono necessari. Affidarsi a un professionista riduce il rischio di errori che potrebbero far decadere il diritto all’esenzione.

Cosa succede se non si presenta la domanda

Se non viene presentata la domanda di esenzione, non c’è alcuna garanzia che il Comune riconosca automaticamente l’esenzione. In alcuni casi, infatti, il pagamento dell’IMU viene richiesto anche per immobili che, in teoria, avrebbero diritto all’esenzione. In altre parole, è importante essere proattivi e fare domanda quando se ne ha diritto.

Nel caso in cui non si riesca a pagare l’imposta a causa di difficoltà economiche o altre ragioni legittime, è possibile richiedere una rateizzazione del debito. Tuttavia, questo non significa che la tassa venga annullata, ma che il pagamento venga dilazionato in più rate.

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Il ruolo del commercialista nella richiesta di esenzione IMU

Anche se la legge è chiara su chi deve pagare l’IMU, la sua applicazione può essere complessa. Ogni Comune ha specifiche modalità di richiesta e procedure burocratiche da seguire. È sempre una buona idea rivolgersi a un commercialista che possa assistere il contribuente nella presentazione della domanda di esenzione, soprattutto se si hanno dubbi su quale categoria appartenga l’immobile o se si ha bisogno di una consulenza sulla documentazione necessaria.

Il professionista può inoltre verificare se esistono agevolazioni parziali — come la riduzione del 50% per immobili inagibili o concessi in comodato — che non sempre equivalgono a un’esenzione totale ma possono comunque ridurre significativamente l’importo dovuto.

FAQ: domande frequenti sull’esenzione IMU 2026

L’esenzione IMU sulla prima casa è automatica?

No. Anche se la prima casa è in linea di principio esente, è necessario che la residenza anagrafica e il domicilio abituale coincidano con quell’immobile. In alcuni casi — come il comodato d’uso o il rientro da una struttura di cura — occorre presentare apposita dichiarazione al Comune.

Entro quando va presentata la domanda di esenzione IMU nel 2026?

La dichiarazione IMU va presentata, di norma, entro il 30 giugno 2027 per le variazioni intervenute nel corso del 2026. Tuttavia, per usufruire dell’esenzione già dal primo acconto (scadenza 16 giugno 2026), è consigliabile presentare la documentazione il prima possibile, verificando le indicazioni del proprio Comune.

Chi vive in una casa di cura paga l’IMU sulla propria abitazione?

No, a determinate condizioni. L’anziano o il disabile ricoverato in modo permanente in una struttura di cura può beneficiare dell’esenzione IMU sull’abitazione di residenza, purché questa non sia affittata a terzi. Anche in questo caso è necessario presentare domanda al Comune con la documentazione medica e sanitaria appropriata.

Serve sempre un commercialista per fare domanda di esenzione IMU?

Non è obbligatorio, ma è fortemente consigliato nei casi più complessi (immobili con categorie catastali particolari, situazioni familiari articolate, immobili danneggiati). Per i casi più semplici — come la prima casa con residenza anagrafica coincidente — il contribuente può procedere autonomamente seguendo le istruzioni del proprio Comune.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.